(ASI) - Negli ultimi giorni la Commissione Europea ha fermamente ribadito che l’Unione Europea esige il rispetto dei termini dell’accordo commerciale con gli Stati Uniti, nonostante recenti sviluppi nella politica tariffaria americana abbiano generato tensioni e incertezza.
L’accordo, noto come Agreement on Reciprocal, Fair, and Balanced Trade fu annunciato lo scorso 21 agosto 2025 in una dichiarazione congiunta tra la Commissione Europea e l’amministrazione americana: l’impegno degli USA era teso a mantenere un livello tariffario del 15% sulla maggior parte delle merci europee importate, mentre l’UE si si sarebbe impegnata ad abbassare o eliminare dazi su molte importazioni americane, incluse alcune categorie di prodotti industriali.
La questione è tornata nuovamente al centro dell’attenzione politica europea, dopo che la Corte Suprema degli Stati Uniti ha annullato alcune delle precedenti tariffe globali imposte dall’amministrazione americana, in quanto ritenute illegittime, e il presidente degli Stati Uniti ha risposto introducendo nuove tariffe trasversali su quasi tutte le importazioni statunitensi, inizialmente del 10% e poi innalzate al 15%. In questo contesto, la Commissione Europea ha dichiarato che non accetterà alcun aumento dei dazi, oltre il tetto del 15% già concordato nell’intesa del 2025.
La posizione della Commissione riflette la preoccupazione per l’impatto delle tariffe imprevedibili sui mercati, le varie catene di fornitura e investimenti internazionali, in quanto le tariffe che variano in tempi rapidi, possono compromettere piani industriali e generare incertezza tra le imprese che operano su scala globale.
Oltre alla questione formale del rispetto dell’accordo, queste dinamiche hanno portato anche al dibattito interno delle istituzioni europee, sulla ratifica dell’accordo stesso da parte del Parlamento Europeo, che è stata messa in discussione alla luce delle azioni tariffarie statunitensi, tanto che l’europarlamentare Bernd Lange ha chiesto un rinvio del voto sul testo negoziato per rivalutare l’intera situazione alla luce delle nuove tariffe, a causa della mancanza di trasparenza e della prevedibilità normativa totalmente assente.
È ovvio che l’esito di questi negoziati e in particolare della reazione europea, potrà avere delle ripercussioni significative sui flussi commerciali tra i due blocchi economici più estesi del mondo e sull’ordine commerciale globale nel suo complesso.
Carlo Armanni - Agenzia Stampa Italia
Foto AI Sora su input Carlo Armanni




