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(ASI) Campioni d’Italia. Finalmente, è finito l’incubo Calciopoli dopo sei anni di amarezze, la stagione forse più bella della storia bianconera, uno scudetto sofferto, sudato, lottato, fino all’ultimo respiro e la cosa più incredibile e ironica è che è stato consegnato proprio dal nemico numero degli ultimi anni: l’Inter.

 

Milan e Inter di fronte per due obiettivi diversi, o meglio due speranze scudetto e Champion league. La caduta del Napoli a Bologna lasciava il sorriso, ma la vittoria dell’Udinese ha complicato le cose e poteva demoralizzare i neroazzurri. Ma fin dai primi minuti l’InteR si mostra aggressiva, mentre la Juve sembra intimorita a Cagliari, ma da un lancio di Bonucci arriva la palla a Vucinic che freddamente insacca alla sinistra di Agazzi. Dopo una decina di minuti popolo juventino in festa l’Inter segna e ancora una volta è in vantaggio con ancora una volta Milito. Poi brivido testata Lichsteiner-Pinilla e lo svizzero che esce in barella e viene portato in ospedale, al suo posto Caceres. La Juve prova il forcing, ma non morde. L’Inter assedia, goal annullato a Lucio per fuorigioco e poi caso moviola tiro di Cambiasso e colpo di reni di Abbiati che salva sulla linea, che poi uscirà per infortunio per Amelia. Ma come succede nel calcio la festa inter-juventina è disturbata da una scelta dubbia su un intervento di Julio Cesar su Boateng e rigore. Linguaccia del portiere e Ibraimovich, ma quest’ultimo segna e sfotte.

Dopo i primi 45 minuti c’è paura di uno scherzo in stile Lecce e la ripresa si apre con un colpo pregevole di Ibraimovich che si infila in area e 2 a 1 e fa gelare la Juve. Juve nervosa, Cagliari più ispirato dopo l’ingresso di Cossu al posto dell’evanescente di Ibarbo. Ma a rianimare la Juve, arriva un altro penalty per l’ora dell’Inter, dopo un placcaggio di Abate su Alvarez. Milito alla battuta e goal, per un boato bianconero. La Juve mette Giaccherini per Vidal, che chiude il campionato perché diffidato e Borriello al posto di Matri. La Juve ci prova, c’è un brivido su un contatto in area tra Chiellini e Cossu, ma l’arbitro Orsato ammonisce il trequartista per simulazione. Poi da un cross di Pirlo, Canini anticipa Borriello e fa un incredibile autogoal: 2 a 0, Partita archiviata e occhio a Milano. Il Milan si tradisce con Nesta, mano galeotta su tiro di Pazzini: ancora rigore, ancora Milio, ancora goal. Boato juventino a Trieste, Conte avverte i suoi e iniziano i festeggiamenti, ma l’Inter fa di più e Maicon sfodera un tiro prodigioso e segna il suo secondo goal in campionato (dopo quello proprio alla Juve), Milan ko, perso derby e scudetto.

La Juve festeggia, libera tuta la sua amarezza, mettendosi in polemica con la Federcalcio, poiché s’inneggia alla terza stella, il trentesimo scudetto, anziché in ventottesimo, ma per il popolo bianconero il numero 28 è quello vinto con quel goal di Del Piero contro il Milan su quella magistrale rovesciata di Trezeguet. Juve inizia la festa e il dibattito per la terza stella sulla maglia, dopo aver messo il 30 sulle bottiglie di champagne. La Juve ha coronato una stagione meravigliosa, anche se dovrà ringraziare i 6 punti regalati dall’Inter, che ha abbattuto due volte il Milan e Stramaccioni che ha visto la sua svolta dopo la vittoria bianconera contro l’Inter, ha restituito il suo favore alla Juve. E’ una gioia infinita per gli juventini, calciatori, tifosi, dirigenza e soprattutto allenatore, poiché Conte ha creato un gruppo armonico e compatto, pilotato da Pirlo, l’uomo scartato dal Milan, che si è vendicato nella maniera peggiore del suo passato. Ma non dimentichiamo gli altri Buffon, salvo l’errore di Lecce, Barzagli baluardo della difesa, Vidal gladiatore del centrocampo, Marchisio il nuovo uomo simbolo, Vucinic genio che ha illuminato l’attacco e tutti gli altri, ma non dimentichiamo quello che se ne andrà, che ha inciso sul campo e in panchina, il capitano cui va il più grande abbraccio e i complimenti, forse è l’unica nota malinconia di questo scudetto, ma per noi questo è lo scudetto morale di Del Piero, che ha guidato con lo spirito, con la personalità e con la classe questa cavalcata, che in caso di ulteriore risultato positivo a Torino contro l’Atalanta potrebbe essere davvero storico, poiché sarebbe il secondo scudetto della storia senza sconfitta e non seguendo la storia del Perugia dei miracoli. Non c’è che dire, onore alla Juve, FORZA JUVE!!!

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