Roma, vittoria di carattere contro l'Atalanta
I giallorossi dominano ma vanno sotto. Due legni, tante parate, poi i due goal-vittoria all'89' e 93'. Ora sognare è lecito
(ASI) Roma. Ci sono notti che significano molto più dei tre punti in palio. I punti di svolta di una stagione si percepiscono, le porte scorrevoli si avvertono pur senza averle ancora scorte. E con il “dio palla” di Breriana memoria che se ne sta lì, sornione, ad osservare le vibrazioni di un evento sportivo e di 70mila appassionati salvo poi intervenire per rendere giustizia a chi l’ha, sportivamente parlando, strameritata.
Roma-Atalanta è stata molto più della terza giornata di campionato 2026-27: più che una partita, infatti, è stato il banco di prova della maturità tecnico-tattica, ma anche dei nervi e degli attributi degli uomini di Gasperini, chiamati a migliorare il terzo posto della scorsa stagione attraverso il bel gioco e il sano istinto omicida che ti fa vincere certe sfide.
La trama era degna di un film di Hitchcock, con i padroni di casa a spingere per tutta la partita e gli ospiti a capitalizzare la prima vera palla goal della loro partita.
Sarri ritrova l’Olimpico, la Roma e Gasperini dopo il derby della scorsa stagione, perso 2-0 davanti al solo pubblico giallorosso per via della protesta dei tifosi laziali. Protesta che anche questa volta caratterizza il tifo ospite, presente con appena una cinquantina di effettivi in polemica con la società e la tessera del tifoso. Il risultato è che la Roma vende ai propri supporters anche i biglietti del settore ospiti: alla fine saranno 67 mila e 279 gli spettatori, ovviamente record stagionale. Sul campo, il 3421 di Gasperini ritrova Ndicka e Dybala, il secondo in dubbio durante la settimana ma poi in grandissimo spolvero per gli interi 90 minuti. Sarri risponde con il suo consueto 442 con la sua squadra che, però, dimostra di dover ancora assimilare la nuova filosofia.
Formazioni accolte dal consueto muro giallorosso che fa impressione, uno stadio che ribolle come una polveriera, c’è l’attesa delle grandi occasioni. Si percepisce l’importanza di un incontro che va ben oltre i tre punti.
“Pronti via” ed è subito la Roma che spinge: dopo appena 8 secondi è già nell’area avversaria a far capire agli ospiti l’aria che tirerà stasera. Gli uomini di Gasperini attaccano alti i portatori avversari, nel tentativo di frustrare sul nascere il gioco di Sarri, fondato sul possesso. Al secondo minuto bella iniziativa di Mora sulla sinistra, dal batti e ribatti che ne nasce è Dybala ad avere il pallone giusto dal limite ma, pressato da vicino, manda di poco a lato. I bergamaschi appaiono un poco compassati nel giro palla, ma il metodo Sarri si fa già vedere anche se necessita di tempo per essere assimilato. La Roma è decisamente più squadra e si vede dai ritmi di gioco: del resto può contare sull’intelaiatura, rimasta intatta, della stagione precedente e sulle idee del tecnico già assimilate nel corso dell’annata 2025-26.
Il primo vero squillo arriva al 13mo, ancora da sinistra, con Mora che semina il panico e crossa per la testa di Mancini, che da pochi passi chiama subito Carnesecchi agli straordinari. I giallorossi tengono all’angolo gli avversari, letteralmente dominando con Lulli, Dybala, Wesley e Mora particolarmente ispirati su ogni pallone. Al 18mo Malen strozza troppo il tiro da posizione defilata dentro l’area, poi ancora Carnesecchi su Crsitante di testa al 20mo si salva in angolo, dal quale scaturisce il gol di Ndicka annullato per fuorigioco. Minuto 24 e tocca a Mora incrociare da buona posizione al limite dell’area, largo di poco.
Ma i padroni di casa continuano a macinare, con una pressione costante e un possesso palla dinamico e mai fine a sé stesso. Le continue verticalizzazioni mancano di un pizzico di precisione, merito anche dell’Atalanta che si difende con ordine ma a pieno organico, al prezzo di rinunciare, di fatto, alla fase offensiva. Alla mezzora ancora una serpentina di Mora termina con un tiro da fuori che esce di un metro e mezzo, ma è sempre la Roma a tenere il pallino del gioco, recuperando palla quasi immediatamente.
Il primo segno di vita della Dea, l’unico di tutta la prima frazione, si vede al 32mo, con De Ketelaere che offre a Scamacca in area: il tiro del numero 9 nerazzurro è centrale. Il ritmo cala fisiologicamente per qualche minuto: da segnalare soltanto un colpo di testa debole di Dybala al minuto 34. Al 38mo Wesley appoggia per Mora in area di rigore, il numero 86 giallorosso si destreggia molto bene e incrocia sul secondo palo, ma il pallone non gira abbastanza.
Il pubblico rumoreggia per le continue perdite di tempo di Carnesecchi durante le operazioni di rimessa dal fondo, sin dalla metà del primo tempo. Minuto 40 e Gasperini viene ammonito per proteste: è il primo cartellino di un match che ne meriterebbe già diversi in campo.
Al 41mo la Roma protesta per l’atterramento di Mora dopo l’ennesima parata di Carnesecchi su percussione e tiro di Malen. I lupi premono anche nel finale di primo tempo, collezionando ben 7 calci d’angolo a zero e il 63% di possesso palla, con 14 tiri contro l’unico dell’Atalanta: ma gli ospiti tengono bene il campo, rinunciando persino all’impostazione da dietro pur di allontanare i giallorossi dalla propria trequarti per qualche secondo, salvo poi perdere tutti i duelli aerei sui lunghi rilanci del proprio portiere.
La ripresa si apre con il primo colpo di scena: entra Kristovic per Scamacca e la Dea passa subito in vantaggio. Azione dalla destra di De Keteleare che resiste a Hermoso e mette in mezzo, Ndicka e Mancini ribattono come possono ma sbuca Ederson che fulmina Svilar dopo appena 90 secondi. Una mazzata psicologica che chiama i padroni di casa al primo vero esame della stagione, quello del carattere.
Al 48mo Bellanova si infortuna dopo uno scontro con Wesley: per l’arbitro è calcio d’angolo anche se l’impressione è che il brasiliano tocchi duro il numero 16 atalantino.
Dopo aver incassato il colpo, la Roma si rimette a giocare con calma e a collezionare calci d’angolo. Al 54mo ancora Carnesecchi vola su Kone dal limite, salvando in corner. Entrano Soulè e Molina per Mora e Lulli. Ancora la Roma chiede il rigore al minuto 56 per un atterramento proprio di Molina in piena area: dal contropiede che ne scaturisce l’Atalanta ha la palla dello 0-2 ma stavolta Ederson è impreciso. Al 59mo di nuovo la Dea sfiora il raddoppio in contropiede con Kristovic, ma la palla esce di qualche centimetro. La Roma concede molto e comincia a perdere di lucidità in fase di impostazione, prestando il fianco alle incursioni degli ospiti, pericolosissimi nelle ripartenze. Al 62mo Soulé dal limite trova le mani sicure di Carnesecchi.
Ancora cambi per la Roma: al 62mo dentro Gherardi per Mancini e Castro per Malen, con Gasperini che si va a cercare centimetri in più in area di rigore per l’assedio che sta per cominciare. E proprio il bomber Messicano si presenta con una legnata che si stampa sul palo un minuto dopo il suo ingresso in campo. L’Olimpico ruggisce e chiama la carica: per l’Atalanta entrano al 65mo Zalewski e Pasalic per Samardzic e Elmas. Per la Roma al 67mo fuori Ndicka e dentro Balerdi.
Al 71mo Soulé, tutto solo, di testa consegna la palla a Carnesecchi, poi è Dybala a cercare il tiro a giro senza precisione.
Esce Kolasinac ed entra Zappacosta al 72mo. Ancora Cristante di testa al 75mo non inquadra la porta, che sembra davvero stregata per gli uomini di Gasperini.
La Roma ritrova il ritmo nell’ultimo quarto d’ora, con un Dybala inesauribile che crea continue apprensioni alla retroguardia avversaria, peraltro molto abile a chiudersi a riccio con i tempi giusti. Il monologo dei giallorossi viene di quando in quando spezzato dai tentativi di ripartenza degli ospiti, poco precisi ma che danno respiro alla difesa. Al 78mo esce l’autore del goal Ederson per Kessie, che ritrova all’Olimpico la Serie A. L’atteggiamento rinunciatario degli ospiti raggiunge il parossismo quando i nerazzurri si vedono fischiare controfallo per eccessiva perdita di tempo durante una rimessa laterale. Il primo cartellino giallo della partita arriva soltanto all’84mo nei confronti di Bellanova, per proteste dopo la mancata concessione di un calcio d’angolo.
I minuti passano, l’Olimpico continua a crederci e così la squadra di casa. Ci prova ancora Soulé da fuori all’87mo, palla sul fondo. Poi Castro di testa coglie la traversa al minuto 88, bissando il palo di venti minuti prima. In molti, a questo punto, mollerebbero. E invece al minuto 89 Carnesecchi salva ancora due volte, su Dybvala prima e su Wesley – deviato - poi.
Ma è l’ultimo gesto vincente dell’estremo difensore bergamasco, migliore in campo per distacco fino a quel momento. Perché il dio del calcio decide che è ora di smetterla, ed Hermoso inzucca imparabile dopo il 13mo calcio d’angolo (a 1) della partita: è l’89mo, l’Olimpico esplode di gioia e rabbia e la Roma adesso prova a vincerla, con cinque minuti di recupero ancora a disposizione. La Curva Sud adesso è una bolgia, che spinge gli uomini di Gasperini all’impresa che ora appare a portata di mano: la prima palla capita a Soulé al 91mo, ma da dentro l’area piccola il gioiello argentino non trova lo specchio. Come a inizio partita l’Atalanta torna completamente in balia della Roma, e alla fine il “dio palla” di cui si parlava in apertura decide che può bastare così: Soulé finta di rientrare col sinistro e di destro fulmina Carnesecchi sul primo palo. E’ l’apoteosi, è la terza vittoria di fila per gli uomini di Gasperini che ora sono primi ancora a punteggio pieno, in condominio con la sola Inter. La porta scorrevole è girata: ora comincia la vera stagione.
Le formazioni
ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini (62’ Ghilardi), N'Dicka (66’ Balerdi), Hermoso; Lulli (54’ Molina), Koné, Cristante, Wesley; Mora (54’ Soulé), Dybala; Malen (62’ Castro). A disp: De Marzi, Gollini, Rensch, Koulierakis, De Roon, Pisilli, Arena. Allenatore: Gasperini
ATALANTA (4-3-3): Carnesecchi; Bellanova, Koussonou, Scalvini, Kolasinac (72’ Zappacosta); Samardzic (65’ Zalewski), Gaetano, Ederson (78’ Kessie); De Ketelaere, Scamacca (45’ Kristovic), Elmas (65’ Pasalic). A disp: Pompei, Sportiello, Pasalic, Rowe, Raspadori, Kristensen, Obric, Bernasconi. Allenatore: Sarri
Arbitro: Andrea Colombo di Como. Assistenti: Khaled Bahri, Domenico Palermo. Quarto uomo: Giuseppe Collu. Var: Giacomo Camplone. Ass. Var: Alberto Santoro.
Marcatori: Ederson (A)47’, Hermoso (R) 89’, Soulé (R) 90-3’
Ammoniti: Bellanova 84’
Espulsi: nessuno
Note: Ammoniti i tecnici Gasperini (40’) e Sarri (55’) per proteste
Calci d’angolo: Roma 14, Atalanta 1
Possesso palla: Roma 66%, Atalanta 34%
Tiri complessivi: Roma 35, Atalanta 6
Tiri in porta: Roma 11, Atalanta 2
Daniele Ubaldi - Agenzia Stampa Italia
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