Il Catania ad immagine e somiglianza del tecnico Montella

di Antonio Longo

(ASI) E sono sei. Il Catania di mister Montella ottiene il sesto risultato utile consecutivo, allungando la striscia positiva che ha sinora consentito ai rossazzurri di piazzarsi nelle zone nobili della graduatoria. Anche contro il Napoli, dopo Juvetus, Inter, Fiorentina e Lazio, Bergessio & C. hanno offerto l’ennesima prestazione convincente al cospetto di una delle migliori compagini della massima serie. I 14 punti in classifica premiano il lavoro sin qui svolto da Vincenzo Montella, tecnico giovane ma che sta già dimostrando di saperci fare: umile ma determinato, con i piedi ben saldati per terra ma risoluto nella sue decisioni, come quella di lasciare in panchina, ancora una volta, Maxi Lopez, uno dei "senatori" del team dell’Elefante.

Il pubblico catanese sogna ad occhi aperti. Ancora una volta ha assistito ad una splendida rimonta contro avversari più quotati, passati in vantaggio solo dopo 29 secondi di gioco con Cavani. Una doccia gelata che avrebbe tagliato le gambe a qualsiasi squadra. Non al Catania che ha cominciato a macinare gioco, chiuso gli spazi a campioni del calibro di Lavezzi e Cavani, ingranato la marcia giusta. Il gol del pari firmato da Giovanni Marchese, terzino sinistro che mette l’anima in ogni partita, ha premiato la voglia di riscatto del giocatore ma, in generale, di un’intera città, desiderosa di raggiungere obiettivi sempre più prestigiosi. Il Napoli di mister Mazzarri ha subito la veemenza degli attacchi etnei, complice anche l’espulsione di Santana che ha compromesso i piani tattici della formazione partenopea. I padroni di casa sfiorano il raddoppio con Almiron, autentico faro del centrocampo etneo.

Nella ripresa ci ha pensato il "solito" Bergessio a chiudere i conti, il bomber argentino si fa trovare sempre al posto giusto nel momento giusto e, ancora una volta, dimostra di essere un cecchino infallibile in area di rigore. Ma oltre alla marcatura, che ha deciso il confronto, si è fatto apprezzare per la grinta e l’aggressività agonistica che mette in campo. Il Napoli subisce il colpo, tenta di reagire ma rischia di subire il tris in diverse occasioni, tra le altre si ricordano le ghiotte opportunità capitate sui piedi di Gomez. Il Catania soffre solo nell’ultimo scorcio del match, il forcing finale degli azzurri mette paura alla retroguardia rossazzurra ma i vari Bellusci, Legrottaglie e Spolli si ergono a vera e propria diga davanti ad Andujar.

Tutto l’ambiente catanese è adesso proiettato verso il prossimo probante impegno: domenica prossima a San Siro è in programma la sfida contro il Milan, l’ultimo impegno di un ciclo "terribile" di partite che alla vigilia sembrava assolutamente proibitivo e che invece ha finora regalato gioie e soddisfazioni ma, soprattutto, nove punti, al Catania. Il calcio è bello anche per questo.

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