La Destra Antagonista contro la casta globalista e antinazionale al potere

(ASI) Chieti - In antitesi sia alla Destra Liberale, borghese, legalitaria, poliziesca, europeista ed atlantista del Governo Meloni, sia alla ipocrisia dei salotti della Sinistra radical chic globalista e malata di allucinazione di Fascismo verso chiunque non la pensi come loro, esiste in "Terza Posizione", a Destra, un fronte che rifiuta l'omologazione allo status quo, spesso diviso e censurato dai grandi mass media istituzionali che cerca di far sentire la sua "voce". ​C’è un’Italia politica che non trova spazio nei telegiornali delle 20.00, né tantomeno nei talk show dove il copione è già scritto.

È un’Italia che osserva il Parlamento dall'esterno e vede due facce della stessa medaglia: da una parte i nuovi gestori del potere, dall'altra i guardiani del "politicamente corretto", schiacciata nel mezzo eppure viva: la Destra Antagonista. ​Questa area, erede di una tradizione social nazionale e identitaria profonda, oggi si trova a barcamenarsi per sopravvivere su una barricata scomoda ma necessaria, combattendo una guerra su due fronti: contro la deriva autoritaria e liberista del Governo Meloni - Salvini e contro la mistificazione morale della Sinistra del PD, ma anche della Destra liberista di Forza Italia Da sempre la base militante della destra sociale ha sognato l'arrivo al potere. Ma il risveglio, con Giorgia Meloni a Palazzo Chigi, ha avuto il sapore amaro del disincanto. Quella che doveva essere una rivoluzione sovranista si è trasformata, agli occhi della destra radicale, nella più perfetta esecuzione dei diktat di Bruxelles e Washington. ​La critica mossa dall'area antagonista è senza scrupoli: il governo non sta difendendo il popolo, sta difendendo il sistema delle lobby finanziarie che detengono il signoraggio bancario ed economico. L'altra faccia della medaglia del "Je accuse" riguarda il cosiddetto Stato di Polizia. Mentre la base sociale soffre sempre più arrabbiata, la risposta del Governo sembra essere esclusivamente repressiva. ​Il nuovo "pacchetto sicurezza" non è visto come una tutela per i cittadini, ma come una censura del dissenso. Per la destra antagonista, che ha nel DNA il ribellismo contro l'ordine costituito ingiusto, vedere un governo "di destra" inasprire le pene per le manifestazioni di piazza è un cortocircuito inaccettabile, poiché non si tratta di difendere l'ordine, ma di silenziare chi non si allinea con lo status - quo, creando un precedente pericoloso che domani potrebbe colpire proprio i militanti non allineati. L'atlantismo sfrenato e l'obbedienza cieca ai diktat della NATO e della UE completano il quadro di quello che viene percepito come un vero e proprio tradimento ideale e materiale. ​Ma, se il Governo Meloni - Salvini - Tajani è il nemico tattico, la Sinistra rimane l'avversario naturale. Ma non la Sinistra del lavoro e delle lotte sociali, ormai estinta, con molte tematiche in campo economico condivisibili dalla Destra Soxiale, bensì quella che la destra antagonista definisce la "Sinistra del Rolex". ​L'invettiva è anche contro l'antifascismo da parata, quello sventolato come patente di legittimità morale da chi vive nei quartieri alti, lontano anni luce dalle periferie degradate. Per la "Terza Posizione", questa sinistra è intollerante proprio mentre predica tolleranza. È la sinistra della "Cancel Culture", che vorrebbe riscrivere la storia e censurare il pensiero non conforme, etichettando come "Fascista" chiunque osi mettere in discussione il dogma globalista, l'immigrazione incontrollata o l'ideologia gender. ​La destra sociale accusa questi "radical chic" di aver abbandonato i lavoratori per dedicarsi ai capricci delle élite cosmopolite. L'antifascismo diventa così non una lotta per la libertà, ma uno strumento di potere per mantenere lo status quo, demonizzando l'avversario per non dover affrontare i problemi reali del Paese. ​In questo scenario, la Destra Antagonista rivendica con orgoglio la sua "Terza Posizione". Né col fronte del capitale liberale (rappresentato, secondo questa visione, dal governo Meloni e dai suoi alleati finanziari), né col fronte del marxismo culturale (rappresentato dalla sinistra progressista). La Destra Antagonista è social nazionale e si definisce post fascista, non vuole restaurare il passato, ma nemmeno rinnegare la storia del nostro Paese nella sua interezza, non è Fascista, perché il Regime è finito nel 1945, riconosce che ci sono state all'epoca delle scelte sbagliate che poi hanno portato alla sconfitta nella Seconda Guerra Mondiale e alle lacerazioni nell'identità nazionale della Patria con la Guerra Civile 1943 - 45, ma anche tante cose buone che hanno portato alla crescita sociale ed economica del Paese nella sua interezza senza distinzione di classi sociali, come invece avveniva nello Stato liberale che non tutelava né le libertà né i diritti del Popolo, ma solo gli interessi dei notabili dell'alta borghesia che si riconoscevano in quel neonato Stato elitario. ​La lotta della Destra Antagonista è oggi per uno Stato Sociale e Nazionale vero, che sappia dire no ai vincoli esterni e rifiuti la "logica del manganello" contro il popolo ma, allo stesso tempo, rigetti la dittatura del pensiero unico progressista. È una posizione scomoda, che non garantisce poltrone o inviti in TV, ma che rivendica la libertà di essere, oggi più che mai, contro tutti. ​Contro chi svende la sovranità in cambio di una pacca sulla spalla da Washington o da Bruxelles, e contro chi, sorseggiando champagne, vorrebbe insegnare al popolo come si deve vivere, pensare e votare. La Destra Antagonista è viva, ed è rappresentata dalla base militante, troppo spesso divisa, ma che se si ricompatterà e se capirà che il suo vero nemico è la borghesia radical chic globalista e antinazionale sia di Destra sia di Sinistra che vuole difendere i suoi privilegi instaurando uno Stato di Polizia, ora che si è formato uno spazio nella arena politica, potrà dire la sua in questo nuova calda stagione della politica italiana, influenzata dalla rottura degli equilibri internazionali, per una nuova primavera dei Popoli sovrani in Europa e nel Mediterraneo. Cristiano Vignali - Agenzia Stampa Italia Foto prodotta dalla Intelligenza Artificiale Gemini

 

La Destra Antagonista contro la casta globalista e antinazionale al potere 

 

(ASI) Chieti - In antitesi sia alla Destra Liberale, borghese, legalitaria, poliziesca, europeista ed atlantista del Governo Meloni, sia alla ipocrisia dei salotti della Sinistra radical chic globalista e malata di allucinazione di Fascismo verso chiunque non la pensi come loro, esiste in "Terza Posizione", a Destra,  un fronte che rifiuta l'omologazione allo status quo, spesso diviso e censurato dai grandi mass media istituzionali che cerca di far sentire la sua "voce".

​C’è un’Italia politica che non trova spazio nei telegiornali delle 20.00, né tantomeno nei talk show dove il copione è già scritto. È un’Italia che osserva il Parlamento dall'esterno e vede due facce della stessa medaglia: da una parte i nuovi gestori del potere, dall'altra i guardiani del "politicamente corretto", schiacciata nel mezzo eppure viva: la Destra Antagonista.

​Questa area, erede di una tradizione social nazionale e identitaria profonda, oggi si trova a barcamenarsi per sopravvivere su una barricata scomoda ma necessaria, combattendo una guerra su due fronti: contro la deriva autoritaria e liberista del Governo Meloni - Salvini e contro la mistificazione morale della Sinistra del PD, ma anche della Destra liberista di Forza Italia

Da sempre la base militante della destra sociale ha sognato l'arrivo al potere. Ma il risveglio, con Giorgia Meloni a Palazzo Chigi, ha avuto il sapore amaro del disincanto. Quella che doveva essere una rivoluzione sovranista si è trasformata, agli occhi della destra radicale, nella più perfetta esecuzione dei diktat di Bruxelles e Washington.

​La critica mossa dall'area antagonista è senza scrupoli: il governo non sta difendendo il popolo, sta difendendo il sistema delle lobby finanziarie che detengono il signoraggio bancario ed economico. 

L'altra faccia della medaglia del "Je accuse" riguarda il cosiddetto Stato di Polizia. Mentre la base sociale soffre sempre più arrabbiata, la risposta del Governo sembra essere esclusivamente repressiva.

​Il nuovo "pacchetto sicurezza" non è visto come una tutela per i cittadini, ma come una censura del dissenso. Per la destra antagonista, che ha nel DNA il ribellismo contro l'ordine costituito ingiusto, vedere un governo "di destra" inasprire le pene per le manifestazioni di piazza è un cortocircuito inaccettabile, poiché non si tratta di difendere l'ordine, ma di silenziare chi non si allinea con lo status - quo, creando un precedente pericoloso che domani potrebbe colpire proprio i militanti non allineati. L'atlantismo sfrenato e l'obbedienza cieca ai diktat della NATO e della UE completano il quadro di quello che viene percepito come un vero e proprio tradimento ideale e materiale.

​Ma, se il Governo Meloni - Salvini - Tajani è il nemico tattico, la Sinistra rimane l'avversario naturale. Ma non la Sinistra del lavoro e delle lotte sociali, ormai estinta, con molte tematiche in campo economico condivisibili dalla Destra Soxiale, bensì quella che la destra antagonista definisce la "Sinistra del Rolex".

​L'invettiva è anche contro l'antifascismo da parata, quello sventolato come patente di legittimità morale da chi vive nei quartieri alti, lontano anni luce dalle periferie degradate. Per la "Terza Posizione", questa sinistra è intollerante proprio mentre predica tolleranza. È la sinistra della "Cancel Culture", che vorrebbe riscrivere la storia e censurare il pensiero non conforme, etichettando come "Fascista" chiunque osi mettere in discussione il dogma globalista, l'immigrazione incontrollata o l'ideologia gender.

​La destra sociale accusa questi "radical chic" di aver abbandonato i lavoratori per dedicarsi ai capricci delle élite cosmopolite. L'antifascismo diventa così non una lotta per la libertà, ma uno strumento di potere per mantenere lo status quo, demonizzando l'avversario per non dover affrontare i problemi reali del Paese.

​In questo scenario, la Destra Antagonista rivendica con orgoglio la sua "Terza Posizione".

Né col fronte del capitale liberale (rappresentato, secondo questa visione, dal governo Meloni e dai suoi alleati finanziari), né col fronte del marxismo culturale (rappresentato dalla sinistra progressista).

La Destra Antagonista è social nazionale e si definisce post fascista, non vuole restaurare il passato, ma nemmeno rinnegare la storia del nostro Paese nella sua interezza, non è Fascista, perché il Regime è finito nel 1945, riconosce che ci sono state all'epoca delle scelte sbagliate che poi hanno portato alla sconfitta nella Seconda Guerra Mondiale e alle lacerazioni nell'identità nazionale della Patria con la Guerra Civile 1943 - 45, ma anche tante cose buone che hanno portato alla crescita sociale ed economica del Paese nella sua interezza senza distinzione di classi sociali, come invece avveniva nello Stato liberale che non tutelava né le libertà né i diritti del Popolo, ma solo gli interessi dei notabili dell'alta borghesia che si riconoscevano in quel neonato Stato elitario. 

​La lotta della Destra Antagonista è oggi per uno Stato Sociale e Nazionale vero, che sappia dire no ai vincoli esterni e rifiuti la "logica del manganello" contro il popolo ma, allo stesso tempo, rigetti la dittatura del pensiero unico progressista. È una posizione scomoda, che non garantisce poltrone o inviti in TV, ma che rivendica la libertà di essere, oggi più che mai, contro tutti.

​Contro chi svende la sovranità in cambio di una pacca sulla spalla da Washington o da Bruxelles, e contro chi, sorseggiando champagne, vorrebbe insegnare al popolo come si deve vivere, pensare e votare.

La Destra Antagonista è viva, ed è rappresentata dalla base militante, troppo spesso divisa, ma che se si ricompatterà e se capirà che il suo vero nemico è la borghesia radical chic globalista e antinazionale sia di Destra sia di Sinistra che vuole difendere i suoi privilegi instaurando uno Stato di Polizia, ora che si è formato uno spazio nella arena politica, potrà dire la sua in questo nuova calda stagione della politica italiana, influenzata dalla rottura   degli equilibri internazionali, per una nuova primavera dei Popoli sovrani in Europa e nel Mediterraneo.

 

Cristiano Vignali - Agenzia Stampa Italia 

Foto prodotta dalla Intelligenza Artificiale Gemini

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