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(ASI) MILANO – L’ultima telenovela del mercato riguardante il mondo allenatori, conoscerà la sua conclusione, probabilmente entro 48 ore, minuto più minuto meno; facciamo un po’ di storia: la Roma ha in mano il si di Max Allegri, allenatore del Milan che non riscuote più il gradimento del patron Silvio Berlusconi, affascinato da un’altra sfida in stile Capello, con qualche ex milanista alla guida dei rossoneri. Per la prima volta nella sua vita, il Cavaliere non trova d’accordo Adriano Galliani, l’uomo messo sulla poltrona di amministratore delegato, proprio dal buon Silvio. E allora ieri sera a Milano Galliani ha incontrato Allegri, convincendolo ad aspettare un po’ per cercare di ammorbidire un po’ la posizione di Berlusconi. Il tecnico di Livorno da par suo, non avrebbe nessun problema a rimanere ben ancorato alla panchina rossonera anzi, a conti fatti, sarebbe il suo primo desiderio, fermo restando che, dal momento che riceverebbe il ben servito dalla società di via Turati, ci metterebbe un attimo ad apporre la sua firma sul contratto che lo legherebbe alla Roma. Dopo che ieri sera sembrava esserci stata una schiarita con tanto di sorrisi reciproci tra i due commensali (Galliani e Allegri), cosa che faceva pensare ad un riavvicinamento definitivo, ci ha pensato lo stesso Berlusconi a raffreddare gli animi e riaprire uno spiraglio per la Roma: intervenendo telefonicamente ad una trasmissione televisiva a Canale 5, il presidente ha annunciato che entro domenica sera, vedrà il tecnico e dipanerà la matassa. E la Roma che fa? Premesso che Allegri è la soluzione unica ed inossidabile, dopo il dietrofront di Mazzarri finito poi all’Inter, i dirigenti giallorossi sono costretti a valutare anche delle alternative per non ritrovarsi ancora una volta spiazzati. E allora via alla valutazione di altre piste: ed ecco spuntare i nomi di Mancini, Blanc e Garcia. Ma quanto convincono questi nomi? E soprattutto quanto la piazza accetterebbe l’ennesimo nome di ripiego? E allora anche in casa giallorossa si decide di aspettare queste benedette 48 ore, ma che siano le ultime perché non si può più aspettare…

Fabio Marracci – Agenzia Stampa Italia

 

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