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(ASI) Ha vinto lo scudetto, è stata eliminata dal Bayern campione d’Europa facendo una figura migliore del Barcellona e dalla Lazio vincitrice della Tim cup. La Juve si consola per il triplete mancato, rimane comunque una stagione positiva con uno scudetto vinto con 9 punti dalla seconda e con tre giornate di anticipo e con il raggiungimento dei quarti in Champion. Conte e i suoi hanno avviato l’anno scorso un progetto straordinario, stupendo e battendo record su record, ma se si è alla Juve bisogna fare di più. Forse qualcuno se ne andrà, qualcun altro si speri arrivi, ma per ora facciamo un complimento a tutti e diamo i voti di questa stagione.

Buffon: 9

E’ sempre il numero 1, certo quell’erroraccio su Alaba in Champion non è stato il massimo, ma non si discute come campione, ma dal numero 1 si vuole sempre di più.

Storari: 6

Il suo l’ha fatto, ma con la Lazio in Coppa Italia poteva fare meglio e pure le ultime due giornate per il record dei record a punti.

Rubinho: s.v.

Non ha mai giocato.

Barzagli: 10

Un baluardo. Sempre puntale, preciso, costretto a fare gli straordinari con l’infortunio momentaneo di Chiellini.

Chiellini: 9

Il periodo più brutto della stagione è  stato quando non c’era e questo la dice lunga sulla sua importanza sul campo e fuori. Si ricorda un goal importantissimi al San Paolo.

Bonucci: 8

E’ cresciuto e le sbavature dell’ano scorso sono diminuite. Importante il goal allo Shaktar.

Caceres: 7

Ha fatto tutto quanto il possibile per sostiuire Chiellini e dare il cambio a volte sulla fascia. Decisivo il goal al Napoli all’andata. E’ sempre combattivo e una valida e polifunzionale alternativa.

Lichsteiner: 8

Discusso a inizio campionato, si è preso la fascia, facendo quattro reti decisive, non si sa se rimarrà, ma è stata comunque una pedina importante per Conte.

Marrone: 6

Sacrificato a rincalzo in difesa, dimostra comunque di avere qualità seppure il suo ruolo è a centrocampo. Deve crescere ancora, ma sono ampi i margini di miglioramento.

De Ceglie: 6

Stagione condizionata dagli infortuni, sottotono e spesso non è stato valido in difeso.

Asamoah: 8

Stagione nella prima parte esaltante con tre goal, un valore aggiunto, un’assenza pesantissima a Gennaio. Dopo la Coppa d’Africa è sceso nelle sue prestazioni.

Isla: 5

La delusione. Veniva da un brutto infortunio, ma a parte qualche sprazzo non è stato assolutamente il martello pneumatico dell’Udinese, riscatto molto discutibile.

Peluso: 6

Avvio disastroso con quell’esordio contro la bestia Sampdoria, poi è cresciuto e ha messo in difficoltà Asamoah.

Padoin: 6

Il suo l’ha sempre fatto con impegno e serietà.

Giaccherini: 7

L’uomo dello scudetto, quel goal di rabbia e determinazione contro il Catania all’ultimo secondo è il simbolo dello scudetto 2013. Un lavoratore umile ed efficiente.

Pirlo: 9

Meno divino dell’anno scorso, ma è stato ancora lui il regista di questa bellisisma annata e c’è ancora bisogno di lui.

Marchisio: 8

A tratti alterni, è sempre una bandiera con goal importanti in Champion e in campionato, ma capitan futuro deve essere sempre al massimo.

Vidal: 10

Un gladiatore con 15 goal in stagione importantissimi in Champion, decisivi in campionato, assist, chilometri e contrasti vinti. Un uomo mercato, un simbolo, un leader. Uno da Juve. E’ lui l’uomo del 2013.

Pogba: 9

E’ giovane, deve crescere ma è un talento pazzesco. Da pochi minuti è diventato titolare a 19 anni, i suoi goal sono stati tutti bellissimi da cineteca quelli all’Udinese. E’ il bello deve ancora arrivare.

Giovinco: 7

Sette goal, luci e ombre, ancora in stand by per i tifosi  e lo spettro di Del Piero su di lui. Il suo l’ha fatto ed è comunque uno degli artefici di questo scudetto.

Vucinic: 8

Croce e delizia, ha cambiato partite e ha fatto errori madornali. E’ Vucinic, il miglior attaccante, ma ancora non un vero top player per questa discontinuità. Un esempio di genio e sregolatezza.

Matri: 7

Avvio brutto, poi è cresciuto e i suoi goal l’ha fatto.

Quagliarella: 8

Goal bellissimi come quello con l’Inter e importantissimi Chelsea fra tutti. Minutaggio da record, 13 goal, si dice che deve partire, ma è proprio necessario?

Bendtner: 4

Un bidone, ha fatto pochissimo ed è stato fuori a lungo, non ha mai fatto goal mettendosi in evidenza pure per la cattiva condotta. Da rispedire al mittente. E questo doveva essere un top player?

Anelka: s.v.

Un colpo di mercato inutile e praticamente mai visto.

Daniele Corvi – Agenzia Stampa Italia

 

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