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(ASI) Più che avere la forza di Sansone, la Juve trova la sua fortuna in Nicola Sansone, l’esterno classe ’91 del Parma che ha messo il suo sigillo nella vittoria del Parma contro l’Inter. Ancora una volta resta il +4. Juve e Inter nelle ultime quattro partite hanno realizzato 4 punti, con un ruolino di marcia misero, nelle ultime tre i nerazzurri hanno perso con Atalanta e Parma e pareggiando con il Cagliari, la Juve dopo la goleada di Pescara, è stata sfortunata con la Lazio di san Marchetti e poi è ricaduta nella sconfitta. La più brutta Juve di Conte in campionato, perché in mezzo ci sono il 4 a 0 con il Nordsajelland e la prova maiuscola e storica contro il Chelsea. La Juve non è quella dell’anno scorso? Certo, ma non si può definire meno forte, anzi è più esperta e se la gioca in Champion con un girone dai nervi d’acciaio. Più che la stanchezza fisica è quella mentale che logora, poiché nonostante la vittoria contro i campioni d’Europa, c’è ancora l’incognita Shaktar e quella trasferta lontana e fredda in Ucraina che fa davvero paura, dato che finora nessuno ha vinto e nemmeno pareggiato. Un punto è il confine tra una stagione riuscita e non e che potrebbe dare un senso alle sconfitte con le odiate milanesi. La partita del 5 dicembre è il crocevia, dopo di che potranno farsi calcoli e previsioni. Se caso mai, andasse a rotoli, allora ci sarebbe un’amara Europa league e forse ci sarebbero ripercussioni psicologiche non indifferenti, come quella della Juve di Ferrara schiantata a Torino con il Bayern e buttata fuori.

Se invece dovessero le cose andare bene in Ucraina, però, per Conte e Marotta ci sarebbero dei ragionamenti da fare, frutto proprio della brutta partita con il Milan. La Juve se gioca da squadra a ritmi alti, può battere chiunque anche le invicibili europee, ma se il collettivo non c’è si perde. C’è un organico ampio e variegato, ma Conte impiega sempre gli stessi e in vista degli appuntamenti Champion non può permetterselo. D’accordo che Pirlo è un fuoriclasse e si muove poco, ma Marchisio, Vidal e Asamoah sono oltremodo abusati e ci sono giocatri come Pogba, Marrone giovanissimi e vogliosi di mettersi alla prova o gente affidabile come Giaccherini e De Ceglie che in Italia possono dire la loro. Non c’è rotazione e se i tre difensori, con Caceres ogni tanto a supplire tengono, i favolosi centrocampisti devono rifiatare più spesso e rischiare qual cosina in campionato, piuttosto che vedere dei cadaveri ambulanti in campionato. La fascia destra è un rebus con Isla e Lichsteiner che con prove allucinanti rispettivamente contro Inter e Milan si bocciano a vicenda e con Pepe ancora non al top. Conte dovrebbe meglio integrare nel gioco il cileno e contenere la rabbia dello svizzero, a volte sopra le righe. Ma il gran problema è l’attacco. C’è un solo fuoriclasse che è Vucinic che, però, ha avuto diversi problemini fisici in questo avvio, ma oltre a lui non si sa bene chi lo possa affiancare. Favoloso in certe partite Quagliarella, il napoletano si coordina male con i montenegrino, che invece fa coppia con Giovinco. Quest’ultimo non ha ancora un’identità ma quella dieci che sogna sembra un miraggio e decisamente non convince con i difensori più grandi e potenti. Forse va bene per le squadre con meno giganti e con spazi più aperti. Poi ci sono gli altri due, Matri noto ormai più per i gossip che per i goal e i minuti giocati, sembra un corpo estraneo e Bendtner era ed è il quinto attaccante preso a zero last minute. La verità? Manca il bomber, sarà monotono, ma questo è un problema serio, che può compensare la stanchezza. Manca la spalla a Vucinic, che poi nelle partite meno importanti dare spazio a Quagliarella, ma il top player deve necessariamente arrivare a gennaio. Va bene vecchio e micidiale Drogba, non male Huntelaar, Llorente non si sa bene cosa sia né cosa voglia fare. A ogni modo, in caso di qualificazione, Juve rimandata a gennaio nel mercato. Certo, ogni tanto ci si chiede, ma quel Del Piero sarebbe stato tanto scomodo quest’anno e non sarebbe meglio di un Bendtner o un Giovinco? I veri tifosi non penso, abbiano dubbi.

Pro Juve c’è da dire che da Palermo (11 dicembre) ci sarà il dodicesimo uomo e cioè Conte. Nelle partite contro le milanesi, sono mancate proprio le sue strigliate, perché quando la Juve cala, ci vuole qualcuno che la rialzi e solo super Antonio può dargli la carica, perché onestamente Alessio, non sembra proprio adatto a ricoprire il suo ruolo: Quagliarella e dichiarazioni post Milan docet. Conte potrebbe anche ricambiare in fieri quel 3-5-2, che sembra essere diventato un dogma, a volte prevedibile e ogni tanto un 4-3-3 con Giovinco, Vucinic e un mister x non sarebbe poi tanto male.

Intanto si frappone, prima dei terribili ucraini, il derby, che arriva forse nel momento più delicato. E’ una partita come le altre sulla carta, ma in realtà è un derby che manca da tanto il primo allo Juventus stadium con un Toro motivatissimo, oltre a ciò c’è la vetta da difendere dal Napoli in primis e con l’Inter sempre dietro, ma poi basta perdere o falsi passi, ma anche spremere i giocatori. La Juve è un organico completo e che deve affrontare collettivamente tutti gli impegni, quindi risparmiamo per la Champion i campioni e per l’ostico Toro di Ventura tiriamo fuori l’orgoglio Juve. Suggerimenti? Affidiamoci ai giovani che hanno la Juve nel Dna e che vogliono giocare.

Daniele Corvi – Agenzia Stampa Italia

 

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