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(ASI) Pagani il Perugia le carte migliori le gioca nel primo tempo, a differenza di quasi tutte le precedenti trasferte, in cui le doti tecniche e di squadra erano uscite alla distanza. Ma stavolta davanti al Grifo c’è una squadra di qualità, una delle migliori della categoria,  per di più motivata come lo può essere chi vede passare l’ultimo tram per la promozione diretta (cioè, le prime due posizioni).



Il pareggio ala fine non solo è giusto, ma va preso come un ottimo risultato dagli uomini di Battistini perché, secondo noi, il Perugia oggi ha dimostrato una volta ancora, ma in maniera più importante che altre volte, le qualità dei singoli e della squadra, sia sotto il profilo tecnico che sul piano della capacità di soffrire tutti insieme appassionatamente.
La partita è stata bella, di categoria superiore, come già lo fu quella dell’andata. Combattuta da tutti per vincere, con rovesciamenti i fronte continui, occasioni numerose, una costante e  giusta tensione nervosa dei protagonisti, mai sfociata però in scorrettezze. Pochi o punti errori da calcio strapaesano (purtroppo in questa categoria non è infrequente vederne) e qualche giocata di categoria superiore.
Cosa chiedere di più, direte voi?  Da sportivi neutri niente, da tifosi, e per ciò stesso insaziabili, solo il risultato pieno. Che, sia chiaro, nel primo tempo avrebbe senz’altro meritato il Perugia. Intraprendente e propositiva, la squadra biancorossa: pallino sempre in mano, ed un’occasione macro innescata da Clemente, conclusa una prima volta da Tozzi Borsoi con un tiro da pochi passi ribattuto con uno stinco dal portiere Robertiello, e ribadita da Ferri Marini per il definitivo salvataggio del numero uno paganese.
Nella ripresa i padroni di casa martellano il Grifo nel primo quarto d’ora e costruiscono due situazioni pericolose al 1’ con Fava ed all’8’ con un gol annullato a Luca  Orlando per un presunto fuorigioco. L’impressione è che la Paganese possa decisamente prendere il sopravvento, anche perché la linea mediana del Grifo è troppo schiacciata dietro e non riesce a far ripartire la squadra quando la difesa conquista palla. Battistini sostituisce allora Ferri Marini con Mocarelli, che affianca Borgese e Benedetti e dà più sostanza e densità alla linea mediana biancorossa. Nel contempo, in avanti, Margarita, ha (o si prende) licenza i svariare su tutto il fronte, spesso davanti a Tozzi e Clemente.
L’effetto sul campo è che la Paganese mantiene di più  l’iniziativa, ma non costruisce altre occasioni (solo una fiammata di Orlando al 38’ su ribattuta corta della difesa umbra) mentre il Perugia, pur giocando prevalentemente di rimessa, ha con Margarita, e proprio su due ripartenze,  altrettante  limpide occasioni a metà tempo.  Le squadre ora sono più lunghe, la partita resta gradevole, ma vive di fiammate occasionali, anche se resta viva l’impressione che possa sbloccarsi quasi ad ogni iniziativa, da una parte e dall’altra. Alla fine, invece, è 0-0, ma davvero nessuno può storcere la bocca.
Il Grifo supera un altro esame di maturità e qualche aiuto gli arriva anche dagli altri campi. Se le calabresi più vicine vincono (il Catanzaro facile, il Lamezia solo al 94’ contro il Fondi), l’Aquila inciampa (2-2) in casa con l’Arzanese e non rosicchia nulla al Perugia. Che è forte di suo, ma gradisce comunque.

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