(ASI) Il secondo tempo della Lazio è da antologia. Nonostante il finale arrembante non riesce il colpo grosso. Qualificazione vicina, ma rimandata. Juventus in scioltezza contro avversari non all’altezza in un girone poco competitivo. Chiesa sugli scudi.

Nel segno di Madame Stephanie Frappart il 3-0 di Juventus-Dinamo Kiev

Juventus-Dinamo Kiev non passerà alla storia per il 3-0, ma per il nome di Stephanie Frappart, signora francese di 37 anni, prima donna ad arbitrare una partita di Champions League maschile. Soprattutto la sua direzione, tranquilla e puntuale, sarà sottolineata. Sempre vicina all’azione, mai ingombrante, pronta a giudicare senza errori né sbavature. Brava, bravissima. La Juventus B si è presentata farcita di panchinari più o meno stabili e rientri da infortuni vari, CR7 soprattutto,rilassato al punto tale da fallire un gol che normalmente avrebbe realizzato ad occhi chiusi. La Vecchia Signora era qualificata, al momento come seconda dietro al Barcellona, ma nell’ultima sfida della prossima settimana, potrà sovvertire pronostico e classifica. Basterà – si far per dire – vincere 3-0 in Catalogna. Nulla di nuovo tra i bianconeri, se non la buona gara di Chiesa che ha segnato di testa la prima rete e poi ha dato il láalla seconda di Ronaldo, il 750 della carriera. Abile l’asso portoghese a spingere oltre la riga il pallone calciato da Morata e poi deviato dal portiere. La Dinamo Kievdi Lucescu, come il Ferencvaros non può tenere il passo della Juve, poca consistenza tecnica e il pensiero è rivolto a giocarsi la chance di accesso all’Europa League. Girone più abbordabile di questa edizione di Champions è senza dubbio quello della Juventus. Moratachiude i conti col 3-0 che serve solo per ribadire che Chiesa ha fatto vedere di essere in gran spolvero. Poco altro da aggiungere. Juve d’ufficio ma non e’ la squadra schiacciasassi dell’ultimo decennio o poco meno, anche sognare e sperare in meglio sempre si può.

Lazio, col Bruges per sognare

Il solito Immobile non basta a violare il tempio del Dortmund orfano di Halland. Peccato perché, dopo un primo tempo letargico, abulico, la Lazio torna ad essere bella e convincente. Peccati di gioventù, e la Lazio in Championsha ancora molto da apprendere. Ma la strada tracciata da Inzaghi è giusta. Girone sicuramente più complesso di quello della Juventus, ma ugualmente abbordabile. Tolti i quotati tedeschi, né Bruges, né Zenit devono togliere il sonno. Lazio imbattuta, manca un solo punto per accedere alle fasi finali della competizione più bella del mondo. Vola, Lazio, vola!

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