(ASI) La crisi economica è una realtà. I dati Istat sulla produzione industriale sono evidenti e riportano segni e segnali negativi: ad aprile registrano una diminuzione della produzione  del 19,1%. Mentre su base annua -42,5%. Comparti fermi, il tessile perde l’80,55% e il settore automobilistico il 100%. L’economia italiana è stata colpita duramente da quando il COVID19 ha cominciato a circolare.

Il blocco prolungato della maggior parte delle attività economiche ha provocato un crollo finanziario. Stante questa situazione  si corre il rischio che molte attività non riapriranno e chiuderanno per sempre. Per Confindustria Il rapporto di previsione sull’economia italiana è disastroso. Mai nella storia della Repubblica ci si è trovati ad affrontare una crisi sanitaria, sociale ed economica di queste proporzioni. Confindustria afferma: “le relazioni sociali ed economiche sono colpite in modo grave, imprevedibile fino a poche settimane orsono”.“I consueti comportamenti individuali e collettivi , le relazioni tecnologiche tra fattori produttivi e output, i meccanismi consolidati delle di trasmissione delle politiche pubbliche, i rapporti internazionali di scambio, sono alterati ed in alcuni casi del tutto saltati, occorre tutelare il tessuto produttivo sociale della Nazione, lavoratori imprese, famiglie con strategie e strumenti inediti”. “L’azione di politica economica deve essere immediata ed efficace, diretta a preservare il tessuto produttivo del Paese, impedendo che la recessione profonda di questi mesi distrugga il potenziale , e si traduca in una depressione prolungata, le mancate entrate prodotte dalla compressione dei fatturati potrebbero mettere a repentaglio la sopravvivenza stessa delle filiere produttive”. Per Coldiretti il crollo delle attività di ristorazione, ha avuto un effetto devastante sull’economia. La perdita di fatturato per attività di bar , trattorie , ristoranti pizzerie e agriturismi ammonterebbe ad 1 miliardo. Le difficoltà nella ripartenza dice coldiretti, “pesano su molte imprese dell’agroalimentare made in Italy , dal vino alla birra, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità, in settori come quello ittico e vitivinicolo , permane una situazione di difficoltà”. Ad incrementare l’andamento dei dati negativi , è il crollo del settore turistico. L’obbiettivo è quello di rilanciare gli agriturismi , per evitare pericolosi sovraffollamenti al mare o in montagna. Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d'Italia fa presente che “I dati sulla produzione industriale fotografano una situazione drammatica. Il Governo , se non vuole assistere inerme alla desertificazione del nostro sistema produttivo, metta da parte le passerelle e ascolti le proposte di Fratelli d’Italia : un taglio del cuneo fiscale in favore delle imprese, una riduzione del 50% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per i prossimi 12 mesi,taglio dell’80% sul costo del lavoro per le imprese che rinunciano alla cassa integrazione, sospensione dei vincoli del decreto dignità sui contratti a tempo determinato e utilizzo diffuso dei voucher, ACE rafforzato per le PMI, credito d’imposta del 20% per i soci che ricapitalizzano, nuova rottamazione per sostenere il settore automotive e incentivare il ricambio del parco veicolare.” Continua , “aspettiamo il governo in Parlamento per confrontarsi con noi su tutte queste proposte che derivano in buona parte dall’ascolto vero delle categorie produttive che Fratelli di Italia ha svolto in questi mesi.” Paolo Capone, Segretario Generale dell’UGL, ci spiega come sia : “necessario, erogare finanziamenti a fondo perduto alle imprese, basta con le politiche fondate sull’austerity , è inaccettabile il grave ritardo dell’Europa nello stanziamento delle somme promesse all’Italia, il tracollo economico subito dal nostro paese, sta provocando la chiusura forzata di attività produttive strategiche”. Alberto Bagnai della Lega chiede una risposta da parte del Governo: “la fotografia sullo stato della produzione industriale scattata dalla rilevazione Istat di aprile rappresenta l’ennesimo allarme per la nostra economia”. Viene chiesta da parte della lega una risposta pronta , ed efficace da parte del Governo.  Dal punto di vista dei sindacati “no al lavoro grigio, azzerare le disuguaglianze”. La recessione economica portata dalla pandemia, sta allargando la forbice tra redditi alti e bassi. Già prima della crisi , erano evidenti fenomeni di polarizzazione della ricchezza.  C'è “il rischio è che si arrivi allo scontro”.  Motivo per cui  i sindacati più importanti , Cgil , Cisl , Uil, minacciano di tornare in piazza. Ne emerge un quadro gnerale che sta preoccupando non poco le aziende e le famiglie italiane. Però il Governo rassicura che, grazie anche agli aiuti della UE, prenderà provvedimenti per impedire una deriva socio-economica negativa. Però gli italiani restano scettici perché, da un lato, è certificato che gli indicatori economici non sono positivi, dall'altro, è provato, che la maggior parte della popolazione non ha ricevuto ancora un concreto sostegno che ne rassicuri il futuro. La speranza e la sfida sono che l'Esecutivo, con i suoi provvedimenti, riesca finalmente a ribaltare i riscontri negativi, a dare,  a tutto il Paese,  una prospettiva di benessere migliore di quella attuale e a far tornare protagonista l'Italia a livello internazionale.

Massimiliano Pezzella - Agenzia Stampa Italia

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