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Rapporto OXFAM scioccante: 8 uomini al mondo possiedono la stessa ricchezza di 3,6 miliardi di persone

Di Federico Pulcinelli 18 Gennaio 2017 – 21:13 3 min di lettura

davos copy(ASI) La forbice che separa i più ricchi e i poveri del mondo si allarga ancora. Solo 8 uomini nel mondo possiedono la stessa ricchezza di 3,6 miliardi più poveri. Questo è il quadro scioccante che la OXFAM – una delle ONG di livello mondiale attenta all’economia sociale e aiuto umanitario – dipinge.

Il rapporto stilato dall’Organizzazione Non Governativa, conferma che l’1% dei più ricchi del mondo possiede quanto il rimanente 99%.

Lo studio di OXFAM aggiorna i dati della disuguaglianza in occasione del meeting del World Economic Forum, dove gli uomini più potenti del mondo si sono riuniti a Davos, comune svizzero del Canton Grigioni. I dati della diseguaglianza sono accompagnati da una petizione rivolta ai governi.

Nemmeno in Italia la situazione può dirsi migliore del contesto mondiale. Nell’elenco dei più ricchi nostrani trovano posto Rosa Anna Magno Garavoglia del gruppo Campari, Giorgio Armani, Gianfelice Rocca, Silvio Berlusconi, Giuseppe De Longhi, Augusto e Giorgio Perfetti: tutti loro eguagliano quanto possiede il 30% degli italiani più poveri. L'1% più ricco dei cittadini del “Bel Paese” è passata da possedere il 23% della ricchezza nazionale dell’anno precedente, al 25% di oggi.

«È osceno che così tanta ricchezza sia nelle mani di una manciata di uomini, che gli squilibri nella distribuzione dei redditi siano tanto pronunciati in un mondo in cui 1 persona su 10 sopravvive con meno di 2 dollari al giorno», dichiara Roberto Barbieri, direttore generale di OXFAM Italia. «La disuguaglianza stritola centinaia di milioni di persone, condannandole alla povertà: rende le nostre società insicure e instabili, compromette la democrazia». Barbieri descrive anche la triste realtà che vede la dismissione delle politiche di welfare state a fronte della totale impunibilità riservata alle ricchissime multinazionali e della sempre maggiore lontananza dei governi dalle richieste popolari perché impegnati nell’essere di supporto ai particolaristici interessi dei facoltosi mondiali: «I servizi pubblici essenziali come sanità e istruzione subiscono tagli, ma a multinazionali e super ricchi è permesso di eludere impunemente il fisco. La voce del 99 per cento della popolazione rimane inascoltata perché i governi mostrano di non essere in grado di combattere l’estrema disuguaglianza, continuando a fare gli interessi dell’1 per cento più ricco: le grandi corporation e le élites più prospere».

Gli uomini che da soli eguagliano la ricchezza del 50 per cento della popolazione mondiale, sono i miliardari: Bill Gates (75 miliardi di dollari), Amancio Ortega (67 miliardi di dollari), Warren Buffett (60,8 miliardi di dollari), Carlos Slim Helu (50 miliardi di dollari), Jeff Bezos (45,2 miliardi di dollari), Mark Zuckerberg (44,6 miliardi di dollari), Larry Ellison (43,6 miliardi di dollari), Michael Bloomberg (40 miliardi di dollari).

Non rientra all’interno della lista di questi otto, ma da segnalare è anche il filantropo ed economista George Soros. Egli è Presidente del Soros Fund, dell'Open Society e fondatore e consigliere del Quantum Group. E’ passato alla storia durante il cosiddetto mercoledì nero (16 settembre del 1992), dove con un'operazione di speculazione che ha costretto la Banca d'Inghilterra a svalutare la sterlina, guadagnò una cifra stimata in 1,1 miliardi di dollari. Soros è uno dei 30 uomini più ricchi del mondo, il suo patrimonio personale è stimato in circa 24,9 miliardi di dollari.

La suddetta petizione che accompagna il rapporto del OXFAM, è posta in diversi punti: politiche per arginare la concentrazione di ricchezza; stop alla concorrenza fiscale al ribasso; sostegno a modelli di business non orientati solo a massimizzare il profitto; incoraggiamento di innovazioni tecnologiche a vantaggio di tutti; una transizione verso l'uso di energie rinnovabili; la promozione dello sviluppo in base anche ad indicatori relativi al benessere dei cittadini e non solo del PIL.

Federico Pulcinelli – Agenzia Stampa Italia

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