(ASI) Per iniziare, una vostra breve descrizione.

 Siamo Riccardo Passini, di Caprarola, in arte Mogrin su Youtube, e Luca Savini, di Monterosi, alias Cicciosavo nel nostro canale online. Abbiamo sempre investito i nostri soldi nel mondo “nerd”, questo ci ha influenzato molto e continua ad influenzare le nostre scelte, tra cui quella di aprire un canale di gaming su YouTube.

Da cosa derivano i soprannomi?

Il nome Mogrin deriva dal videogioco “Warcraft” e ne richiama uno dei personaggi secondari, un orco di cui vorremmo assolutamente riportare in gloria il nome! Per quanto riguarda Cicciosavo, è un nome che risale all’acquisto della Playstation 3, un nome sempre riutilizzato per qualunque videogioco. Nel momento di scegliere un nome da youtuber, la scelta era obbligata.

Perché fare gli youtuber? Cosa vi ha spinto a intraprendere questa strada?

Abbiamo avuto l’idea già da molto tempo, guardando tutte le persone che su YouTube hanno un grande seguito e quindi hanno la possibilità di condividere con tutti un messaggio attraverso i loro video. Uno youtuber come “Sabaku no Maiku”, ad esempio, è in grado di non annoiarti anche con video di un’ora proprio perché non è mai scontato e mantiene alto l’interesse, nonostante parli di argomenti non sempre leggeri. Noi abbiamo scelto i videogiochi per passione, perché fin da piccoli abbiamo giocato sia su Pc che su console, ma sempre sull’esempio e sulla supervisione dei nostri genitori. La nostra scelta è quella di inviare un messaggio attraverso YouTube: in un mondo in cui tutto è legato dalla condivisione online noi tentiamo, nel nostro piccolo, di evidenziare quello che è il piacere di giocare insieme nella stessa stanza con un'altra persona.

Questo messaggio non rimane all’interno del mondo dei videogiochi, immagino.

Assolutamente no. Vorremmo anche trattare argomenti più seri, senza mai abbandonare l’ironia e il divertimento. Alcuni Youtuber non approfittano del grande numero di persone che li seguono per mandare dei messaggi positivi e affrontare tematiche importanti, e questo è un peccato.

Cosa ne pensano i vostri genitori? Dopotutto, essere uno youtuber toglie tempo ad altre cose come lo studio e il lavoro. Loro vi supportano o no?

Riccardo: uno dei momenti più importanti è stato quello del ritiro dall’università e YouTube è stato colpevolizzato per questa scelta. Ma i miei genitori hanno capito cosa mi piace fare e anche se non vedono una finalità in YouTube mi appoggiano a loro modo.

Luca: un padre che dal disinteresse iniziale è passato ad una curiosità dubbiosa e una madre dall’inizio ha sempre dimostrato un sostegno incondizionato ad ogni video e ad ogni nuovo progetto.

Vi è mai capitato qualche episodio divertente durante la registrazione dei video?

Partiamo dal presupposto che durante la registrazione di un video le persone entrano in camera come se nulla fosse. Successe una volta che mentre stavamo registrando a casa di Riccardo, nella stanza accanto ci fossero alcune persone che stavano parlando con il padre. Stavamo giocando ad un videogioco horror e per questo stavamo urlando e facendo rumore, ed ecco dopo aver finito che Riccardo, controllando il telefono per vedere l’ora, ha trovato un messaggio di suo padre con scritto semplicemente “Riccardo”. Sapevamo che usciti dalla porta della stanza ci aspettava la sgridata.

Quali sono le difficoltà che deve affrontare uno youtuber alla prime armi?

Per prima cosa le difficoltà tecniche, come ad esempio imparare ad utilizzare un programma. Quando sei alle prime armi, l’unico modo è avanzare a forza di tentativi. Nel nostro caso abbiamo cominciato completamente da zero, poiché non avevamo mai fatto nessun tipo di corso su come montare un video. Abbiamo provato tanti programmi e ogni volta c’era qualcosa che non andava. Attualmente abbiamo trovato un programma che ci piace, ma nulla vieta di cambiarlo in futuro. Per sceglierlo siamo andati a cercare recensioni sulla rete per farci una idea. Un’altra difficoltà iniziale è quella di riuscire ad avere una certa visibilità in ambito videoludico, senza risultare inopportuni.

Come vi aspettate il vostro canale da qui a un anno?

Abbiamo ancora pochi iscritti e siamo ancora agli inizi, non abbiamo ancora chiara quale sarà la strada da seguire. Comunque il nostro primo bilancio va da qui a tre anni. Vorremmo raggiungere il traguardo di mille iscritti, sarebbe un grande risultato e il primo vero scalino da superare.

Guglielmo Cassiani Ingoni – Agenzia Stampa Italia

 

 

 

 

 

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