Vincenzo Cassano (Iridi): stop ai big del marketplace. App personalizzate per vendere i propri prodotti

Questa la nuova tendenza delle piccole e medie aziende italiane. Si risparmia in commissioni e il ricavato aumenta. Ma non solo. Gli esperti spiegano perché questa è la strada giusta per far crescere i propri profitti, con costi contenuti.

(ASI) Dal Coronavirus in poi, passando per il conflitto ucraino e la relativa inflazione, il mondo sta cambiando. Così come le nostre abitudini. I numeri parlano chiaro: quasi la metà della Generazione Z e dei cosiddetti “millennials", ha acquistato almeno un prodotto attraverso una App di social media o su un live stream, senza più recarsi in un negozio fisico. Solo nel 2022, l’Osservatorio eCommerce B2c, ha evidenziato che gli acquisti online sono valsi 48,1 miliardi di euro (+20% rispetto al 2021). Per l’Italia si stima che nel 2023 ci sarà anche un aumento della vendita tramite e-commerce, che supererà i 45 miliardi di euro, segnando un +14%. Insomma, tutti gli operatori hanno dovuto fare i conti con il cambiamento delle preferenze dei canali di vendita. A trarne beneficio sono i grandi colossi dell’e-commerce che hanno praticamente il monopolio del settore.

«Di contro, la piccola e media impresa, rivolgendosi a tali intermediari, è penalizzata» - spiega Vincenzo Cassano, Amministratore Unico IRIDI™.

«Il margine per ogni vendita effettuata, al netto delle commissioni altissime che finiscono nelle tasche dei grandi gruppi (logistica e vendita), corrieri, eventuali resi, costo prodotto, finisce per essere decisamente basso. Affidarsi ai big del marketplace non permette di fidelizzare il cliente o inviargli notifiche push. L’utente finale tende infine a scaricare una sola App per ogni settore di acquisto» - prosegue Cassano. Per questi motivi «sempre più imprenditori, si fanno realizzare delle App personalizzate, utilissime nella vendita, fanno guadagnare di più e la loro realizzazione ha un costo contenuto».

Ma quali sono i requisiti essenziali affinché una App riesca a centrare il bersaglio? Quali caratteristiche deve avere? In che modo le nostre imprese, piccole o grandi, possono combattere lo strapotere dei grandi gruppi?

«Creare la propria App ha come principale obiettivo fatturare e marginare di più» ribadisce Cassano.

I motivi sono molteplici. Prima di tutto per le notifiche push: il suo alto tasso di lettura (tra il 60 e il 90%) sensibilizza all’acquisto. Si tratta di un metodo di comunicazione efficace, veloce e gratuito. Poi bisogna considerare che, grazie all’App, l’attività è aperta 24 ore al giorno, 7 giorni su 7. L’App è la sede online dell’attività, non ha i costi di gestione che hanno altri canali di vendita e si possono fare acquisti in ogni momento.

Vincenzo Cassano spiega altri buoni motivi per investire su una App personalizzata. «Non dovendo assistere la vendita, si riduce al minimo il costo di gestione dell’ordine, abbattendo conseguentemente i costi sul personale. Si riduce il margine di errore in quanto tutto è a portata di mano. Consente di fare analisi sulle abitudini del singolo cliente e sugli indicatori dell’attività (revenue settimanali, mensili o annuali, etc). Permette di essere presenti con il proprio brand e con il proprio logo, direttamente sullo smartphone, magari accanto ad altre App di caratura mondiale».

 

Fatte queste premesse, appare evidente che è meglio non improvvisare ma affidare il compito a un’azienda altamente qualificata.

Bisogna pensare che l’App dovrà essere sempre funzionate e performante nel tempo. Questo presuppone che bisognerà aggiornarla, man mano che i sistemi operativi dei nostri smartphone si aggiornano, bisognerà renderla sempre attuale inserendo nuove funzionalità richieste dal mercato. Operazioni, fondamentali, che richiedono grande competenza e nessuna approssimazione.

Ma realizzare l’App giusta non basta: «È indispensabile avere una precisa strategia di marketing utile sia nella fase di lancio per la promozione dei download e successivamente per aumentare le vendite». L’elenco comprende: aggiornamenti utili a mantenere l’App performante negli anni, costi di assistenza per formazione sul prodotto, costi di gestione

per promuovere download e acquisti, costi per la creazione di funzionalità che permettano all’App di essere sempre attuale, costi di abbonamento degli store Appstore e Playstore.

Calcolatrice alla mano, anche in questo caso i costi prospettati da Vincenzo Cassano sembrano nettamente inferiori alle esose commissioni dei big del settore. L’idea di una App personalizzata, consente quindi di mantenere un rapporto 2.0 diretto con il cliente e dare “calore” al prodotto o al servizio finale offerto.

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