Venezuela, da Nuova York messaggio di Maduro “stiamo bene”

(ASI) Nonostante la prigionia in cui lo costringe il regime statunitense che lo ha rapito da Caracas una settimana fa, il legittimo presidente venezuelano Nicolás Maduro sembra stare bene.

Nicolás Ernesto Maduro Guerra, figlio del primo mandatario bolivariano, ha riferito sabato che suo padre ha inviato un messaggio tramite i suoi avvocati, assicurando che sia lui che sua moglie, Cilia Flores, stanno bene.

L’uomo ha anche raccontato che il Capo di Stato ha invitato i propri sostenitori a non cedere alla tristezza e ha ribadito il suo status di combattente di fronte alle avversità.

In un video condiviso sui social media, Maduro Guerra ha sottolineato che suo padre è “un uomo che non potevano sconfiggere con nessun mezzo, e hanno dovuto usare una forza sproporzionata, ma non l'hanno sconfitto; è forte”.

Da Nuova York, dove è tenuto prigioniero dalle autorità statunitensi, il presidente venezuelano ha inviato il suo primo messaggio dal rapimento in seguito al bombardamento di Caracas del 3 gennaio; quel giorno il paese indiolatino è stato vittima di una vera e propria aggressione militare da parte dei gendarmi di Washington condotta in diverse località degli stati di Miranda, Aragua, La Guaira e nella capitale Caracas. Una operazione in cui i militari a stelle e strisce hanno causato oltre cento morti tra militari e civili oltre a ferire decine di persone.

La comunità internazionale ha reagito con forza all'attacco. I paesi membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite hanno espresso il loro rifiuto dell'operazione militare statunitense, affermando che viola i principi della Carta delle Nazioni Unite. Il Segretario Generale António Guterres ha sottolineato che Washington non ha rispettato le norme del diritto internazionale e ha messo in guardia dalle gravi conseguenze che questa azione potrebbe avere per la stabilità regionale.

Nel frattempo, si sono moltiplicate le espressioni di solidarietà con il Venezuela. I governi di tutto il mondo hanno condannato l'aggressione e chiesto l'immediato rilascio della coppia presidenziale venezuelana.

Fabrizio Di Ernesto - Agenzia Stampa Italia

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