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Politica Regionale

Umbria. Marchesani (PDL): La Regione apra una vertenza con Poste Italiane sulla possibile chiusura di uffici postali periferici.

Di Redazione ASI 13 Luglio 2012 – 08:38 1 min di lettura

(ASI) Umbria.  Chiudere uffici postali periferici non è solo un devastante problema per persone anziane - magari già vessate dal dover aprire obbligatoriamente un conto corrente per riscuotere la pensione... - ma è anche un ulteriore decisivo parametro che porta alla desertificazione dei piccoli centri storici, a vantaggio invece di insediamenti industriali e commerciali e con pregiudizievoli prospettive in termini culturali e di sviluppo turistico.

Non è questa la sede per fare la graduatoria delle priorità, né il momento di disconoscere la necessità di razionalizzare la spesa; ma è necessario che la Regione apra una vertenza ed un tavolo di confronto con Poste Italiane su questo tema, anche tenendo presente ciò che questo significa in termini di prospettiva culturale.

L’ufficio postale ha infatti un ruolo fondamentale in una Comunità e troppo, in questi anni, gli Enti locali hanno fatto nel contribuire alla spoliazione dei centri storici a vantaggio di altri insediamenti.

La qualità della vita dell’Umbria ed il suo possibile sviluppo futuro si giocheranno anche sull’offerta complessiva nei borghi storici che stanno diventando, in alcuni casi, veri e propri “villaggi fantasma”.

Esempio lampante è, in questa vicenda, la chiusura di uffici postali proposta per capoluoghi comunali quali Citerna, Fabro e Fossato di Vico (mentre rimarrebbero operativi uffici in frazioni più popolose dello stesso territorio) o per luoghi ad alta vocazione ricettiva e di interesse storico-artistico come Preggio, Spina o Civitella del Lago.

Sostanzialmente, per inseguire un mero dato quantitativo di breve periodo si crea invece un moltiplicatore negativo che si ripercuoterà sui centri storici e sulle vocazioni ricettive dell’Umbria.

Ad un problema sociale se ne aggiunge dunque uno di prospettiva e di immagine futura della Regione: su questo occorre evidentemente riflettere.

 

 

Nota della Redazione

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