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Esito negativo per il confronto, sindacato e assessorato regionale umbro alla sanità, sul ddl

UIL UMBRIA, “DELUSIONE” DALL’INCONTRO SUL RIORDINO DELLA SANITÀ

Claudio Bendini, segretario Uil Umbria, “quello che non si comprende è il perché del rifiuto”

(ASI) Umbria – Delusione è stata espressa da Uil Umbria e dalla Uil Fpl, a seguito del tavolo di confronto di mercoledì 13 giugno, in merito al disegno di legge “Ordinamento del servizio sanitario regionale”.  Incontro fra i sindacati e i comparti dei lavoratori, che saranno direttamente coinvolti nel riordino, e l’assessore della sanità della Regione Umbria, Franco Tomassoni. Un forte disappunto, infatti, quello di Uil, derivato dall’esclusione delle tre proposte, fra quelle avanzate, in merito alla richiesta di introduzione di strumenti per la verifica della qualità delle prestazioni erogate, per il controllo di gestione e per la partecipazione a tutti i livelli.

“La delusione e il rammarico – hanno spiegato il segretario confederale di Uil Umbria, Claudio Bendini e il segretario regionale di Uil Fpl, Marco Cotone – derivano dal fatto che i provvedimenti che richiediamo ‘non costano un euro’ ma, al contrario, andrebbero a offrire tanti vantaggi in termini economici e di qualità reale, percepita e misurata”.

L’introduzione, giudicata da Uil Umbria “indispensabile”, di un servizio strutturato per la verifica della qualità delle prestazioni erogate, per controllare dall’interno le aziende e attivare un processo di miglioramento continuo di appropriatezza, economicità e qualità dei servizi. L’adozione di un accurato controllo di gestione, capace di evidenziare, in tempo reale, costi e ricavi per ogni prestazione svolta nelle diverse articolazioni delle aziende, così da poter correggere subito eventuali anomalie e permettere il confronto tra i costi affrontati dalle diverse strutture dell’azienda stessa o delle altre presenti nel territorio regionale e nazionale. L’attivazione di tutti i livelli di partecipazione, aziendale e regionale, attraverso il ripristino delle conferenze annuali dei servizi. Queste le proposte di Uil Umbria che sono state rigettate dall’assessore Tomassoni. “Quello che non si comprende – hanno detto Claudio Bendini e Marco Cotone, a seguito dell’incontro –, è il perché della mancata accettazione. È forse un disvalore avere strumenti che consentano di valutare in modo oggettivo il lavoro dei professionisti e di tutta la catena di comando del sistema? O anche conoscere i veri costi e ricavi di ogni attività svolta dalla Aziende sanitarie? O, ancora, far partecipare i cittadini e le stakeholder alle attività delle Aziende sanitarie almeno una volta all’anno in apposite conferenze? Non si comprende quali soggetti subirebbero danni da queste proposte”.

In questo contesto, in ultimo, “perde di rilievo – ha aggiunto Bendini - l’accoglienza, da parte dell’assessore Tomassoni, delle restanti proposte”. Richieste avanzate dalla segreteria umbra del sindacato, per la razionalizzazione dei servizi, l’adozione di nuovi modelli assistenziali, una politica di integrazione dipartimentale delle attività ospedaliere e l’introduzione di un percorso di valorizzazione e pieno riconoscimento delle professioni sanitarie (infermieri, ostetrici, tecnici sanitari, della riabilitazione e della prevenzione). “Quelle accolte – hanno concluso Bendini e Cotone – sono questioni che, forse, danno meno fastidio. Il disegno di legge sarà adottato in Giunta regionale nei primi giorni di luglio. Da qui ad allora, combatteremo per l’introduzione di questi strumenti con tutti i mezzi che sappiamo mettere in campo”.


Fonte: Avi News 

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