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(ASI) La storia è vecchia di anni, ma ora si arricchisce di una nuova puntata. Trenitalia conferma il divieto di trasporto di cani di grossa taglia a bordo dei treni ad alta velocità. Il Ministro Passera, “interrogato” in merito dalla senatrice radicale Donatella Poretti, non prende posizione. I radicali ed il mondo animalista lo bollano da “passacarte” dell’azienda ferroviaria e contestano l’ennesimo disservizio a danno dei cittadini.

Ma andiamo con ordine. Secondo un regolamento di Trenitalia, sui treni Eurostar Italia effettuati con materiale ETR 460, ETR480 e ETR500, Eurostar Italia, Treno TBIZ, cioè i treni ad alta velocità e quelli rivolti specificatamente a chi viaggia per affari, sono ammessi solo i cani guida delle persone non vedenti, anche se accompagnate, ed i piccoli animali, racchiusi negli appositi contenitori.

Sempre secondo tale regolamento tutti i cani (di piccola, media e grossa taglia) possono viaggiare sui treni Intercity purché con guinzaglio e museruola e nell’ultima carrozza di seconda. Sui treni Regionali, invece, i cani possono viaggiare sulla piattaforma o vestibolo dell’ultima carrozza, con la sola esclusione dell’orario dalle 7 alle 9 del mattino dei giorni feriali dal lunedì al venerdì, la cosiddetta fascia oraria dei pendolari.

Insomma, i treni ad alta velocità sono interdetti ai cani di media e grossa taglia e, quindi, ai loro possessori. Un problema che, secondo dati forniti dalla stessa Trenitalia, nel 2008, anno di introduzione del nuovo regolamento, aveva riguardato circa 150.000 passeggeri. Dell’argomento la senatrice Poretti si è fatta carico nel tempo con una serie di interventi ed interrogazioni, tra cui quella polemica rivolta al l’allora ministro dei Beni culturali Biondi, che, per andare alla trasmissione televisiva “Porta a Porta” aveva viaggiato senza limitazioni con il proprio cane di grossa taglia a bordo dell’Eurostar Firenze-Roma, in palese violazione del regolamento.

Nel novembre scorso, Poretti era tornata ad occuparsi del problema presentando un’interrogazione quando Trenitalia aveva deciso, per ragioni di bilancio, di ridurre le dimensioni dei convogli in cui è possibile trasportare cani di taglia grande e in generale quelli non collocabili dentro un “trasportino” di dimensioni massime pari a 70x50x30. Le variazioni hanno riguardato, in particolare, gli Intercity e gli IC Notte, costringendo perciò i padroni di cani di taglia grande a viaggiare sui treni regionali o espressi, con un allungamento dei tempi di percorrenza di quasi il doppio.

Trenitalia aveva giustificato la decisione con ragioni meramente economiche: il taglio dei contributi statali aveva reso necessaria la riduzione del numero dei convogli degli intercity e dei treni notte. Entrambi rientrano tra i treni di media percorrenza con cui viene garantito il cosiddetto servizio universale, teso a garantire il diritto alla mobilità di tutti i cittadini. Tale servizio è coperto da una contribuzione pubblica, definita nell’ambito di un contratto di servizio nazionale tra Governo e Trenitalia. A fronte di un conto economico negativo (134 milioni nel 2011) è stata ridotta la contribuzione e questi treni sono stati ridotti, a differenza di quelli ad alta velocità, regolati invece solo dal mercato e non soggetti a contribuzioni statali. Il risultato è stato che sono stati colpiti gli unici treni su cui possono viaggiare tutti i tipi di animali, anche quelli di grossa taglia.

Carla Rocchi, Presidente dell’ENPA, l’aveva definita una situazione indegna di un paese civile ed una vera e propria “violazione di un diritto fondamentale, la libertà di circolare”, dichiarandosi pronta a portare la questione fino alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Poretti e altri parlamentari, tra cui Roberto Della Seta e Marco Perduca, avevano rincarato la dose sostenendo che impedire ad un viaggiatore con il proprio cane (o gatto) di prendere il treno è un venire meno al compito di servizio pubblico. “Non sappiamo, avevano ironizzato, quale indagine di mercato sia stata compiuta e mirata sul fatto che possa essere gradita la presenza dei cani a bordo dei treni, e non vorremo che di simili ne abbiano fatte sulla presenza di bambini, ad esempio”.

Adesso, dopo mesi, è arrivata finalmente la risposta del Ministro. Burocratica, più che politica, in perfetto stile “governo tecnico”. I tagli dei contributi e dei convogli ferroviari? La risposta “spiega” che “il vettore ferroviario ha ritenuto di tener conto delle perdite evidenziate nell’ultimo periodo”. Quanto al trasporto di cani, Passera si limita a riportare asetticamente le argomentazioni di Trenitalia circa l’opportunità di interdire la presenza di cani di grossa taglia nei treni ad alta velocità per “motivi igienici e precisamente per evitare che le consumazioni, servite al posto, possano venire a contatto con gli animali”.

Le spiegazioni del ministro hanno scatenato una gragnuola di reazioni critiche. L’Associazione italiana difesa animali ed ambiente (Aidaa) non usa mezzi termini: "Il divieto di far viaggiare i cani sui treni Eurostar per motivi igienici è bollato come “semplicemente ridicolo”. Il ministro Passera è invitato dall’Aidaa a “viaggiare sui treni regionali e per i pendolari per scoprire quelli che sono i veri problemi del trasporto ferroviario in Italia, dove ci sono i servizi igienici che spesso non funzionano o che sono al limite della decenza”. Come non fosse bastata l'indignazione generale sollevata nei giorni scorsi dalla proposta di tassare i cani, ora il Governo “ci riprova con i divieti per i cani sui treni, magari per arrivare poi ai divieti dei cani nei negozi, nelle spiagge e anche in automobile", aggiunge Lorenzo Croce, presidente nazionale dell’associazione. Per Croce si deve liberalizzare e non proibire il trasporto di cani e gatti sui treni, ovviamente con le giuste condizioni igienico-veterinarie. “Nei prossimi giorni, minaccia, se questa proposta non rientrerà denunceremo Passera per istigazione all'abbandono di animali, ma anche perché, cosi facendo, si creano delle disparità tra cittadini italiani in sede di diritto al trasporto pubblico, vietando di fatto alcuni treni ai possessori dei cani".

Sardonica la replica di Donatella Poretti, che definisce “grottesca” la risposta del ministro. “Ma il ministro, o chi ha scritto la risposta, ha mai preso un treno? Ha visto assalti di branchi di cani sciolti che mangiano le merendine ai bambini o fanno razzia al vagone ristorante?” chiede ironicamente la parlamentare. La quale invita Passera a farsi carico delle centinaia di migliaia di viaggiatori che “ogni anno pagano il biglietto del treno e devono fare i salti mortali per stare in compagnia del proprio cane, sempre più costretti all’uso dei mezzi privati”.

 

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