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(ASI) Lettere in Redazione. Torino - Ci sarà un radicale cambiamento in Italia e sì chi la farà?  Questo è il quesito che pongo e che la gente esasperata per una crisi che  è ormai vissuta dalla maggio parte degli italiani. L'insofferenza deggli italiani verso una classe politica inetta cresce a dismisura e non solo i recenti  risultati elettorali lo stanno a dimnostrare. Così come cresce il distacco del paese reale da quello legale. Queste palesi avvisaglie, sono indicatori che confermano che i presupposti necessari ci sono tutti.

I giovani sono senza futuro, con il lavoro sempre più precario o inesistente, nessuna possibilità di una pensione per la loro vecchiaia, le tutele sociali che diminuiscono di giorno in giorno quando addirittura non sono inesistenti a causa della precarietà o di contratti truffaldini come quelli delle false partite IVA.

Oggi tirano ancora avanti alla peggio con il supporto indispensabile di genitori o nonni che li sorreggono stralciando il necessario dalle loro misere pensioni, ma quando questa generazione di parenti-tutori sarà estinta per motivi anagrafici e cioè tra una ventina d’anni, la miseria busserà alle loro porte in tutta la sua crudezza e non ci sarà più nessuno a compensare la disoccupazione o i salari da fame ..!!

Verrà a mancare loro l’essenziale, il minimo vitale ed in tali condizioni la ribellione spunterà come un’erba spontanea di campo e dilagherà come uno tsunami travolgendo istituzioni, governi e partiti!

Non è pessimismo, non è pregiudizio, ma è semplicemente la logica proiezione di una situazione i cui precordi sono già oggi di tutta evidenza e sotto gli occhi di tutti.

Dunque la rivoluzione sarà inevitabile altrimenti si verrà sopraffatti dagli eventi .

Si dovrà solamente vedere quale direzione ideologica seguirà e come si svilupperà la società che ne uscirà fuori. Ma un dato è certo si è scompaginato il vecchio retaggio politico e le divisioni ideologiche, cadono anche le pregiudiziali contrapposte, anche se il sistema attuale vuole mantenerle viva ed alimentare la logica degli opposti estremismi per stabilizzare la situazione. Una palese trappola del "divide et impera" in cui la maggior parte della gente non cade più. Infatti, la gente di fronte ai problemi reali e ai disastri sociali che vive quotidianamente sulla propria pelle creati da una social democrazia e dalle sue ricette liberiste che si sono dimostrate incapaci di portare giustizia sociale, e prospettive future agli italiani, il popolo non si divide più fra destra,sinistra e centro, ma trova il punto di unione in questa sintesi: oggi il discrimine avviene fra chi sta con la gente arrabbiata e chi con chi l'ha affamnata ed è artefice delle sue sofferenze.

Per questo vorremmo sommessamente fare alcune considerazioni.

I tempi sono relativamente brevi per formare una classe dirigente politica coerente e degna del difficile compito che le aspetta ed avere un blocco sociale di giovani che portino avanti questii ideali ed il nostro progetto di nuova società.
Occorre mettere insieme tutti quei movimenti che hanno saputo penetrare la pubblica opinione e creare un seguito popolare.
I tempi ci dicono che cambiamenti epocali sono alle porte e con loro avverranno importanti trasformazioni della società.  Occorre  essere protagonisti e il motore attivo di questa rivoluzione altrimenti l'occasione svanirà.  Infatti le rivoluzioni le fanno i grandi uomini e i popoli che hanno preso coscienza dei propri diritti e doveri. Purtroppo, oggi la statura dei nostri politici è assai mediocre e molto servile. Mentre nel popolo cresce la voglia di un radicale cambiamento e del distacco dalla politica. Però ad oggi manca un vero capo o un cerchia ristratta pensante che sappia realmente farsi, trasversalmente, interprete delle giuste istanze del popolo. Un capo vero un cerchia ristratta pensante che sappia civilmente guidare la gente verso la rivoluzione per spazzare via tutti i guitti della politica, tutti quei servi che hanno reso povera la nostra nazione ed arricchito i potentati economici stranieri, trasformando la potenza mondiale industriale ed economica dell’Italia in un paese dell’ultimo mondo!

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