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(ASI) Lettere in  Redazione. Dopo Platone e Voltaire, il Vice Presidente del Consiglio Regionale Damiano Stufara entra a pieno titolo tra i Padri Nobili del pensiero democratico occidentale. In un recente scritto, pubblicato sulla stampa locale, l’illustre pensatore ternano, interroga sé stesso ed il proprio partito sulla vexata quaestio relativa alla liceità o meno di impedire l’espressione di una determinata posizione politica in nome della Democrazia!

Un dubbio amletico fortunatamente risolto dall’assemblea di Rifondazione Comunista con argomentazioni schiaccianti: “SI, se la manifestazione è di Forza Nuova”!

Un fine argomentare che difficilmente lascia spazio all’obiezione, sottolineando però con lapalissiana chiarezza l’intuizione filosofica che, pur sovvertendo il superato pilastro volteriano “Non condivido le tue idee, ma darei la vita perchè tu possa liberamente professarle”, rappresenta una più moderna chiave di lettura della democrazia secondo il Consigliere regionale.

Certamente il nostro essere di destra ci rende miopi ed incapaci di capire certe finezze filosofiche tipiche di certi ambienti illuminati, ma ci sfuggono le ragioni costituzionali e i Principi di diritto con i quali ad un partito politico, fatto di uomini e donne, che si presenta alle elezioni e che elegge propri rappresentanti in seno alle Istituzioni raccogliendo un consenso popolare, possa essere negata la libertà di manifestare pubblicamente. Ci sembra di ricordare su quella stessa Costituzione tanto cara ai Compagni rifondaroli, i Principi Fondamentali riconosciuti agli artt. 3, 17 e 21 ma probabilmente sono stati abrogati o modificati quando noi eravamo distratti. Ci è senza dubbio sfuggito, colpa della nostra ignoranza e rozzezza, il nuovo comma introdotto su proposta del Consiglio Regionale dell’Umbria secondo il quale “Tutti hanno il diritto di manifestare il proprio pensiero purchè Stufara sia d’accordo e il Partito di Rifondazione Comunista non metta il veto”.

Accettiamo di buon grado l’insegnamento del Vice Presidente del Consiglio Regionale e, se lui non ha nulla in contrario, chiediamo il permesso di essere profondamente disgustati e offesi dalle parole di un rappresentante del massimo consesso regionale fermo restando che, su indicazione del Supremo Tribunale del Pensiero retto da Rifondazione Comunista, siamo pronti a cambiare idea, qualora il nostro dissenso dovesse essere giudicato non conforme alla loro Alta Democrazia! E se invece, democraticamente parlando, il Presidente della Regione prendesse le distanze da certe castronerie e invitasse la propria giunta ad un comportamento più sobrio? In uno Stato di Diritto gli unici paletti alle libertà sono quelli fissati dalle leggi, "la democrazia ad intermittenza" e "la libertà di pensiero previo gradimento altrui" sono concetti pericolosi, politicamente irresponsabili e certamente diseducativi se vengono professati al bar, ma diventano istituzionalmente inaccettabili se provengono da un Vice Presidente del Consiglio Regionale nell'espetamento del suo mandato! Ma forse la Presidenza della Regione e le altre Istituzioni Politiche faranno democraticamente finta di non aver sentito! Grazie prof. Stufara...davvero una bella pagina di democrazia da insegnare nelle scuole!

Giovane Italia Spoleto



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