Assalto alla CIGL, il leader no vax Nicola Franzoni ricorre in appello. La difesa: "prove a discarico occultate, il processo è nullo".
(ASI)"Nicola Franzoni ha proposto appello contro la sentenza del Tribunale di Roma settima sezione penale che il 9 aprile 2026 l’ha condannato alla pena di sei anni di reclusione.
Il nuovo difensore, l’avv. Vincenzo di Nanna che il 24 giugno nel parallelo processo celebrato dinanzi alla seconda sezione penale del Tribunale di Roma ha ottenuto l’assoluzione per “non aver commesso il fatto” di Patrizio Di Cursi, gravato dalla stessa accusa di concorso nel delitto di devastazione e saccheggio in danno della CGIL, torna a denunciare l’omessa ostensione di prove a discarico e, per tale ragione, ad eccepire nuovamente la nullità del processo.
“Dove sono finiti i filmati effettuati dai Carabinieri all'interno della sede della CGIL durante il cosiddetto assalto”? È la domanda che ripropone il nuovo difensore del Franzoni. “Si tratta di prove a discarico decisive”, ha spiegato l'avvocato, “neppure menzionate nell'annotazione di servizio redatta il 12 ottobre 2021 dai carabinieri del nucleo informativo di Roma, documento in cui è omesso ogni riferimento alle indagini pur effettuate dai militari all'interno della sede del sindacato, durante il cosiddetto assalto. Filmati scomparsi perfino dalla memoria del telefono con il quale sono stati realizzati, in base a quanto ammesso nel corso della sua deposizione resa nel parallelo processo a carico del Di Cursi, dal carabiniere che li ha girati.”
Secondo l'avvocato Di Nanna, le immagini “scoperte” dalla difesa tramite l’esame tecnico delle riprese delle telecamere interne della sede della CGIL, non lasciano spazio a dubbi: "Lo stesso militare, dopo aver fermato (ma non identificato) la persona che dall’interno ha aperto il portone d'ingresso del sindacato ai manifestanti, ha poi ripreso il segretario di Forza Nuova Roberto Fiore che procedeva lungo il corridoio del sindacato. Quest’ultimo, che in primo grado è stato severamente condannato, nota un soggetto intento a spaccare dei quadri appesi lungo il corridoio e gli intima già da lontano di fermarsi ma, poiché l'uomo non desiste, lo prende per un braccio e lo accompagna verso l'uscita. Giunti quasi alla fine del corridoio, l'uomo prova a strappare da una bacheca un poster e Fiore nuovamente lo tira via. Il carabiniere, come inequivocabilmente provato dalla visione dei filmati delle telecamere interne, riprende tutta la scena: un filmato che conteneva certamente decisive prove a discarico purtroppo scomparse e che, stando all'annotazione di servizio del 12 ottobre 2021 che menziona solo due filmati effettuati “davanti alla sede della CGIL”, non risulta neppure siano state trasmesse alla Procura.” “La vicenda fa allora sorgere un interrogativo a dir poco inquietante: per quale arcana ragione questi filmati sono scomparsi? La domanda sorge spontanea perché sembra essere sparita proprio quella ripresa audiovisiva che avrebbe potuto scagionare Roberto Fiore, coimputato del Franzoni ma giudicato separatamente, già nella fase delle indagini preliminari”.
Il difensore è poi entrato nel merito dell’accusa di concorso nel delitto di devastazione e saccheggio, ricordando come il Franzoni, che durante la manifestazione tenne sempre una condotta corretta e rispettosa della legge, non entrò mai nella sede della CGIL e si recò in prossimità dell’ingresso dell’edificio circa 20 minuti dopo i fatti.
Dunque, secondo il difensore, il Franzoni non offrì alcun contributo materiale alla realizzazione del reato e neppure si potrebbe ipotizzare un contributo di tipo morale, “erroneamente affermato dal Tribunale con grave travisamento del fatto, nel momento in cui è stata messa in bocca all’imputato una frase mai pronunciata durante il comizio in piazza”:
“Alle ore 15: 00 il Franzoni prendeva la parola e dichiarava: "ci prenderemo la città", si legge nella sentenza appellata.
L’accusato, sottolinea Di Nanna nell’appello,” riferendosi all’eccezionale partecipazione popolare e quindi alla buona riuscita della manifestazione, come inequivocabilmente provato dall’ascolto della registrazione audiovisiva acquisita in atti, ha detto: SIAMO A ROMA E L’ABBIAMO PRESA”.
Si tratta, ha precisato il difensore, di “una mera constatazione, alla quale non può seriamente attribuirsi alcuna valenza istigatoria”.. Così, in una nota l'avv. Vincenzo di Nanna.
ASI precisa: la pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell'autore e/o dell'intervistato che ci ha fornito il contenuto. L'intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Il giornale ASI è a disposizione degli interessati per pubblicare comunicati o repliche. Invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati e a consultare più fonti.