Lunedì, 31 Agosto 2026
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Politica Nazionale

Il Trust come strumento di tutela per il commercialista nell’era della responsabilità fiscale estesa

Di Redazione ASI 31 Agosto 2026 – 18:03 3 min di lettura

(ASI)  Negli ultimi anni, l’evoluzione della giurisprudenza di legittimità ha progressivamente ampliato il perimetro della responsabilità del professionista fiscale. In particolare, la recente posizione della Corte di Cassazione — secondo cui il commercialista non può limitarsi a un controllo meramente formale, ma deve verificare la sostanza dei presupposti fiscali — segna un passaggio critico: il professionista diviene, di fatto, co-garante della correttezza tributaria del cliente.


*Prof.Mauro Norton Rosati di Monteprandone de Filippis Dèlfico

Professor di Diritto del Trust Albany international School-UK

(ASI)  Negli ultimi anni, l’evoluzione della giurisprudenza di legittimità ha progressivamente ampliato il perimetro della responsabilità del professionista fiscale. In particolare, la recente posizione della Corte di Cassazione — secondo cui il commercialista non può limitarsi a un controllo meramente formale, ma deve verificare la sostanza dei presupposti fiscali — segna un passaggio critico: il professionista diviene, di fatto, co-garante della correttezza tributaria del cliente.

Questo orientamento espone il commercialista a rischi crescenti, non solo sotto il profilo civilistico (responsabilità professionale), ma anche sotto quello tributario e, in alcuni casi, penale. In tale contesto, emerge con forza la necessità di strumenti giuridici evoluti di protezione: tra questi, il trust si configura come una soluzione particolarmente efficace e sofisticata.


1. Il problema: responsabilità “sostanziale” del professionista

L’impostazione giurisprudenziale attuale impone al commercialista:

• di verificare la sussistenza del diritto al credito fiscale;
• di accertare la coerenza economica delle operazioni;
• di non limitarsi a un controllo aritmetico o documentale.

Ciò comporta un rischio evidente: il professionista può essere chiamato a rispondere in solido con il contribuente, anche in presenza di condotte non dolose.


2. Il trust come strumento di segregazione e protezione

Il trust, istituto di matrice anglosassone ormai pienamente riconosciuto anche nell’ordinamento italiano (Convenzione dell’Aja 1985), consente di separare determinati beni dal patrimonio personale del disponente.

Applicato alla figura del commercialista, il trust può assumere diverse funzioni strategiche:

a) Segregazione patrimoniale

I beni conferiti in trust:

• sono separati dal patrimonio personale del professionista;
• non sono aggredibili dai creditori personali (salvo casi patologici).

Questo consente di proteggere il patrimonio familiare e personale da eventuali azioni risarcitorie.

b) Protezione preventiva da responsabilità professionale

Attraverso un trust di protezione patrimoniale:

• il commercialista può pianificare ex ante la gestione del rischio;
• si crea una barriera giuridica tra attività professionale e patrimonio.

c) Strumento di governance e compliance

Un trust ben strutturato può:

• disciplinare i flussi economici dello studio;
• prevedere controlli interni (protector, audit, compliance);
• ridurre il rischio di contestazioni fiscali.


3. Trust e attività professionale: modelli operativi

Le applicazioni concrete possono essere molteplici:

A ) Trust di protezione personale

• tutela del patrimonio immobiliare e finanziario del professionista;
• separazione da rischi derivanti da responsabilità civile.

B) Trust di studio professionale

• gestione organizzata dello studio;
• possibile separazione tra attività operativa e patrimonio.

C) Trust di garanzia

• utilizzabile anche per rafforzare l’affidabilità verso clienti e istituti bancari;
• dimostra struttura e solidità nella gestione del rischio.


4. Profili fiscali e attenzione anti-abuso

È fondamentale evidenziare che:

• il trust deve essere reale, operativo e non simulato;
• deve rispettare la normativa anti-abuso (art. 10-bis L. 212/2000);
• la segregazione non può essere utilizzata per finalità elusive.

Un trust meramente “difensivo” ma privo di sostanza economica rischia di essere disconosciuto dall’Amministrazione finanziaria.

La chiave è la coerenza strutturale e funzionale.


5. Una nuova frontiera per la professione

Alla luce delle nuove responsabilità imposte dalla giurisprudenza, il commercialista non può più limitarsi a strumenti tradizionali (polizze assicurative, limitazioni contrattuali).

Il trust rappresenta:

• uno strumento evoluto di pianificazione patrimoniale;
• una risposta giuridica proattiva e non difensiva;
• un elemento distintivo di professionalità e modernità.

L’ampliamento della responsabilità del commercialista segna un cambio di paradigma: da consulente tecnico a garante sostanziale della legalità fiscale.

In questo scenario, il trust non è un lusso giuridico, ma una necessità strategica.

Non per sottrarsi alle responsabilità, ma per gestirle in modo intelligente, strutturato e conforme.

Il professionista del futuro sarà sempre più chiamato non solo a conoscere il diritto, ma a proteggere sé stesso attraverso il diritto. E il trust, oggi, rappresenta uno degli strumenti più efficaci per farlo.

Nota della Redazione

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