Fisco, Ricchiuti (FdI): chi lavora non è bancomat di Stato
(ASI)“Si è chiusa nei giorni scorsi, il 29 agosto, giorno esatto della scadenza fissata dalla legge, una riforma che l’Italia aspettava da oltre cinquant’anni: da quando, negli anni Settanta, lo Stato tentò l’ultima vera riorganizzazione del sistema tributario e poi, per mezzo secolo, nessun governo ha più avuto la forza di completarla.
Ci è riuscito il Governo Meloni, con Fratelli d’Italia. Ventinove provvedimenti tra decreti legislativi e testi unici, un lavoro di anni che ha riorganizzato oltre 440 norme sparse in un sistema tributario finalmente più semplice, chiaro e leggibile da cittadini e imprese, e tutto questo senza gravare di un euro sulle casse dello Stato. Non è un dettaglio tecnico, è la differenza tra chi promette riforme a parole e chi le scrive nero su bianco. Tra le novità più concrete c’è la riforma dello Statuto del contribuente: oggi, prima che il Fisco emetta un accertamento, il cittadino ha almeno sessanta giorni per far valere le proprie ragioni e, se è l’amministrazione a sbagliare, è l’amministrazione stessa a doversi correggere, senza costringere nessuno a un’inutile causa. Un altro cambiamento concreto riguarda le sanzioni tributarie, che vengono significativamente ridotte e rese più proporzionate alla gravità delle violazioni. Anche qui cambia la filosofia: il sistema non deve servire a punire indiscriminatamente il contribuente, ma a distinguere l’errore dall’evasione e la violazione formale dalla condotta fraudolenta. Dopo decenni nei quali la sinistra ha difeso e inasprito un modello fiscale che troppo spesso ha finito per considerare commercianti, artigiani, ambulanti, professionisti e partite IVA come un bancomat dello Stato, l’Italia ha finalmente un fisco più semplice e più vicino a chi lavora, investe e produce. Per troppo tempo, chi ogni mattina alza una serranda, apre una bancarella, entra in un negozio, accende un laboratorio o apre uno studio professionale ha vissuto il rapporto con il Fisco tra burocrazia, incertezza e il timore costante di dover dimostrare di non essere un evasore prima ancora di poter essere considerato un cittadino che lavora e contribuisce alla crescita del Paese. È questa impostazione che il Governo Meloni sta cambiando, affermando un principio semplice: chi lavora, produce e paga le tasse non è un bancomat da cui lo Stato può continuare a prelevare, ma una risorsa da tutelare. Il viceministro dell’Economia Maurizio Leo lo ha definito un’opera di razionalizzazione senza precedenti, e i fatti gli danno ragione. Ora si guarda avanti, al codice tributario che raccoglierà in un’unica cornice le regole di un Paese che finalmente può avere un sistema fiscale all’altezza di una nazione seria. Fratelli d’Italia e il Governo Meloni continuano a fare quello che per decenni è rimasto sulla carta: riforme vere, non slogan”. Lo dichiara in una nota il vice responsabile nazionale del Dipartimento Imprese e mondi produttivi di Fratelli d’Italia, Lino Ricchiuti.
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