(ASI) Si è tenuta in Campidoglio la conferenza stampa di presentazione del libro “Nel Nome del Codice della Strada”, scritto da Gianantonio Sottile Cervini con la prefazione di Barbara La Rosa, Portavoce di Federazione Italia, nonché moderatrice dell’evento, dedicato ai temi della sicurezza stradale, della legalità e della corretta applicazione delle norme sulla circolazione.
L’iniziativa ha rappresentato un momento di analisi e confronto sulle azioni da intraprendere in tema di sicurezza stradale, delle regole della circolazione e della tutela degli utenti della strada, attraverso il contributo di rappresentanti istituzionali, esperti e associazioni impegnate nel settore.
Sono intervenuti a livello istituzionale i Presidenti dei Gruppi in Assemblea Capitolina: Giovanni Quarzo di Fratelli d’Italia; Fabrizio Santori, del Gruppo Lega–Salvini Premier; Rachele Mussolini, di Forza Italia. Il consesso ha visto la partecipazione di: Gianantonio Sottile Cervini, autore del libro e Presidente Associazione Nazionale Tutela Utenti della Strada; Morris Battistini, Capogruppo di Forza Italia nel Comune di Marzabotto; Biagio Ciaramella, Portavoce Associazioni Vittime della Strada; Sara Fadlun, Ingegnera Anas e Responsabile Opere Puntuali Giubileo; Alberto Scaperrotta, Presidente Associazione “Guida la tua vita Onlus”.
“In questi anni, insieme alle Associazioni delle vittime della strada, abbiamo ottenuto risultati importanti: l’obbligo per i Comuni di destinare il 50% dei proventi delle multe alla sicurezza stradale come modifica del codice della strada nel 2010 e, nel 2016, l’introduzione del reato di omicidio stradale. I risultati raggiunti con grinta e determinazione sono stati però solo l’inizio, le battaglie sono continuate: dalla sensibilizzazione alla prevenzione, dall’educazione stradale al monitoraggio delle strade pericolose e dissestate perché la responsabilità non è solo di chi si mette sulla strada ma di chi è referente dei tratti stradali e non se ne occupa. E questo libro si occupa proprio delle prassi negative normative diventate per noi la normalità, accompagnata dalla rassegnazione collettiva del “tanto funziona così, con Comuni ed enti che non rispettano la legge ma che obbligano i cittadini a rispettarla. A Roma lo abbiamo visto tragicamente con il caso di Beatrice, la ragazza di 20 anni morta sulla Cristoforo Colombo, a causa di una corsa clandestina. Ci siamo accorti infatti che al momento della sua morte, il Piano Urbano del Traffico (PUT) non era stato approvato, dalla dichiarazione dell’Assessore alla mobilità Eugenio Patanè che, per risolvere che morti sulle strade più pericolose, ha proposto di installare ulteriori autovelox. Eppure l’articolo 36 del Codice della Strada prevede che i Comuni adottino e aggiornino il PUT ogni due anni. Roma non lo aggiorna dal 2015. Questo rende invalide la maggior parte delle multe e obbliga il Prefetto ad intervenire. Ma nonostante questo, il Comune di Roma, ha aumentato le ZTL, gli autovelox, proposto zona 30 e così via. È per questo che ho chiesto ai capigruppo di opposizione il sostegno per dire basta ad modo prepotente di amministrare una città. La stessa cosa deve avvenire negli altri Comuni inadempienti” - È quanto affermato da Barbara La Rosa, Portavoce di Federazione Italia.
“Il libro affronta il tema della legalità e delle garanzie. Spesso, purtroppo, le amministrazioni erroneamente chiedono ai cittadini di rispettare leggi che loro sono i primi a non rispettare. Ciò non è affatto giusto. Occorre far sì che a dar vita ai provvedimenti legislativi siano persone che studino e conoscano il territorio, in modo da creare una sinergia tra amministrazione e cittadini. L’approccio deve essere basato sui dati, sulla pianificazione e su criteri tecnici reali, non su scelte ideologiche generalizzate. Autovelox e zone 30, ad esempio, devono essere inseriti in una programmazione seria e non utilizzati come sostituti della pianificazione o per finalità di bilancio. Altra cosa importante su cui bisogna spostare la nostra attenzione è la ZTL, che vuole essere costruita sul tema dell'inquinamento. Ma, anche questa è una cosa fatta senza valutare effettivamente i numeri della città. Durante il periodo del covid, in cui le macchine non circolavano, l'inquinamento è aumentato, perché quest'ultimo a Roma è determinato dalle caldaie e non dalle macchine.
È inaccettabile, inoltre, che un cittadino dopo aver denunciato ciò che non va a proposito della sicurezza stradale, passi dall’essere vittima all’essere colpevole. Si faccia appello al senso di responsabilità delle istituzioni. Ben venga, quindi, un libro come questo, perché offre spunti e soluzioni concrete che possono aiutarci a rendere le nostre strade più sicure”. È quanto affermato da Giovanni Quarzo, Capogruppo di Fratelli d’Italia in Assemblea Capitolina.
“Il libro è una riflessione sulla sicurezza stradale, sulla legalità degli accertamenti elettronici e sul rapporto tra cittadino e pubblica amministrazione. Il punto di partenza è netto: l’Autovelox non contesta i controlli in quanto tali, né difende chi guida in modo irresponsabile, ma sostiene che ogni sanzione debba fondarsi su strumenti regolari, documentati, verificabili e conformi alla legge. E' stata richiamata l’esperienza personale, prima nello sport e poi nella Polizia di Stato, per spiegare una visione della legalità fondata sul rispetto delle regole da parte di tutti, cittadini e istituzioni. Da qui nasce Autovelox: non come comitato “contro le multe”, ma come associazione tecnico-legale che chiede atti, verifica documenti, controlla omologazioni, tarature, decreti prefettizi, piani del traffico e legittimità delle postazioni.
Il cuore dell’intervento è la distinzione tra sicurezza stradale reale e sicurezza usata come slogan. La sicurezza, è stato sottolineato, non si costruisce soltanto installando autovelox o altri dispositivi elettronici, ma richiede manutenzione delle strade, limiti coerenti, segnaletica chiara, attraversamenti sicuri, barriere adeguate, presenza effettiva degli organi di controllo e soprattutto pianificazione. In questo quadro è stato valorizzato l’art. 36 del Codice della Strada, indicato come norma centrale e fondamentale per i Piani Urbani del Traffico e per la viabilità extraurbana. Le amministrazioni che invocano la sicurezza per giustificare sanzioni, ma poi non producono documenti completi quando vengono richiesti omologazioni, verifiche, istruttorie o atti autorizzativi. Il messaggio è che la pubblica amministrazione, quando pretende rigore dal cittadino, deve applicare lo stesso rigore a sé stessa. Autovelox attraverso accessi agli atti, ricorsi, esposti e denunce, precisando che non si tratta di accusare genericamente amministratori o uffici, ma di chiedere verifiche documentali quando emergono vuoti, risposte evasive o atti non coerenti con quanto dichiarato” - È quanto affermato da Gianantonio Sottile Cervini, autore del libro “Nel Nome del Codice della Strada”.
“La sicurezza stradale deve essere affrontata con una visione pragmatica e condivisa, perché le vittime non hanno colore politico e rappresentano un tema che dovrebbe unire tutte le forze in campo. L’attuale approccio dell’amministrazione cittadina appare invece fortemente ideologico, più orientato a limitare l’uso dell’auto privata che a garantire reale sicurezza sulle strade. Le misure come zone 30 o interventi sulla mobilità devono essere calibrate sui contesti specifici e non applicate in modo generalizzato, altrimenti rischiano di generare effetti opposti rispetto agli obiettivi dichiarati. Avevo, infatti, proposto di rivedere la delibera con cui si chiedeva di tassare chiunque abbia abbracciato l'ideologia Green acquistando una macchina elettrica per entrare anche in ZTL. Mi è stato detto che non fosse necessario, perché non l’avrebbero mai approvata. Qualche giorno dopo è avvenuto l’esatto contrario, la delibera è stata approvata dando vita all'ennesimo provvedimento che va a discapito dei cittadini.”- È quanto affermato da Rachele Mussolini, Consigliera Capitolina di Forza Italia.
“Noi del centrodestra possiamo rappresentare una vera alternativa a questa amministrazione, anche e soprattutto sui temi che riguardano la sicurezza stradale.Non c'è pianificazione da parte di Gualtieri. Ma, soprattutto, vedo il comportamento dell'assessore Patanè, che va per conto suo, al quale era stato chiesto un confronto in merito alla tassa messa sulle auto elettriche. Dopo un confronto con Barbara La Rosa e l’Associazione Autovelox, rispetto alle gravi inadempienze del Comune di Roma, mi sono subito attivato con atti concreti: ho presentato una diffida all'assessore Patanè e al direttore del dipartimento sulla mobilità in cui diffido la questione della conformità della normativa sulla sicurezza stradale. Nonostante lo abbia sollecitato più volte non ho ottenuto risposta. Non ho ricevuto risposta neanche dal prefetto, quindi è evidente che da parte di questa amministrazione c'è volontà di trincerarsi in un percorso in cui vanno avanti con la ZTL, il disagio cittadino del traffico, le buche e la mancanza di sicurezza stradale generale, perché vogliono affrontare il tema solo da un punto di vista ideologico.
Noi, quindi, dobbiamo partire dal principio secondo il quale le regole servano per garantire la sicurezza stradale.
Servono interventi di carattere strutturale, controlli da parte delle forze dell'ordine, interventi mirati per quanto riguarda le zone 30. Serve un contesto in cui ci sono diverse gambe che tengono in piedi il tavolo che deve garantire la sicurezza stradale.
Eppure Roma incassa 154 milioni l'anno che dovrebbero servire per garantire proprio quest'ultima.
Non vi sono dubbi che tengano, gli annunci generici non bastano più, occorrono interventi reali, responsabilità amministrativa e azioni quotidiane a tutela dei cittadini e della vita umana” - È quanto affermato da Fabrizio Santori, Capogruppo della Lega Salvini Premier a Roma.
Pur non essendo di Bologna, ma della provincia ho appoggiato e sostenuto, insieme ad altri consiglieri, anche il ricorso relativo al tema delle zone 30 a Bologna, perché ritengo fondamentale che queste scelte vengano sempre valutate con dati aggiornati, criteri chiari e una pianificazione coerente. Come consigliere comunale e come Capogruppo, ritengo importante il lavoro di raccordo con gli amministratori locali di altre realtà. Su questi temi è necessario mantenere sempre un costante monito e attenzione sulle condizioni delle strade e sulle scelte amministrative che incidono sulla vita quotidiana dei cittadini. In questo contesto, ragionavamo con le Associazioni presenti, si rende sempre più necessaria in tutti i comuni l’istituzione di una figura tecnica gratuita, che deve essere inserita in una sorta di cabina di regia, rispetto alla commissione governo del territorio, che è la commissione che ha ogni comune, ossia la commissione tecnica della viabilità, la quale è responsabile della sicurezza stradale ed è capace di farsi da portavoce dei cittadini verso l’Assessore competente e l’amministrazione comunale” - È quanto affermato da Morris Battistini, Capogruppo di Forza Italia nel Comune di Marzabotto.
“Parliamo troppo poco delle vittime della strada e di chi resta a convivere ogni giorno con una tragedia in casa. Io questa battaglia la porto avanti dopo aver perso mio figlio a soli 19 anni in un incidente stradale, la cui morte è stata causata anche da un palo della luce non segnalato. Da allora, insieme a Barbara La Rosa e alle Associazioni, ci siamo battuti sul tema dell’omicidio stradale. Lavoriamo oltre ogni giorno su campagne di sensibilizzazione verso i giovani, sul posizionamento di una panchina bianca dedicata alle vittime della strada nei giardini dei Comuni e sulla segnalazione e la denuncia, in tutta Italia, alle istituzioni competenti delle strade pericolose. È una roulette russa che può colpire chiunque e per questo servono prevenzione, controlli e interventi concreti su strade, segnaletica e manutenzione. Almeno abbiamo il dovere morale di provare a evitare che altre famiglie vivano un dolore che segna la vita per sempre” - È quanto affermato da Biagio Ciaramella, Portavoce delle Associazioni Vittime della Strada.
“La rete viaria di interesse nazionale in gestione ANAS comprende 32.738 km (strade statali, autostrade senza pedaggio, svincoli e complanari). Per questo motivo, il nostro ente lavora ogni giorno attraverso i propri tecnici per mappare e monitorare le strade italiane di propria competenza. L’obiettivo importante da raggiungere per il nostro paese è quello dettato dall’Europa, che sarà possibile anche grazie all’uso di nuove tecnologie. L’obiettivo europeo sulla sicurezza stradale, noto come “Vision Zero” è infatti, entro il 2030 dimezzare (ridurre del 50%) il numero di morti e di feriti gravi sulle strade europee rispetto al livello di riferimento e entro il 2050 quello di azzerare (o avvicinarsi il più possibile a zero) le morti e le lesioni gravi sulle strade dell’UE. L’idea è che nessuna morte o ferita grave sia accettabile come “prezzo” della mobilità. Naturalmente agli interventi sulle strade si deve aggiungere una forte attività di educazione e sensibilizzazione alla sicurezza stradale. Basti vedere le statistiche sull’incidenti stradali. È necessario un cambio culturale profondo che metta al centro la prevenzione e la consapevolezza” - È quanto affermato da Sara Fadlun, ingegnere ANAS e Responsabile Opere Puntuali Giubileo.
“Dopo aver perso mio nipote di soli 18 anni in un incidente stradale, ho deciso di trasformare quel dolore in un impegno concreto per la sensibilizzazione e la prevenzione. Attraverso “Guida la tua vita Onlus”, portiamo avanti da oltre vent’anni, nelle piazze italiane, manifestazioni, simulazioni e dimostrazioni di cosa succede quando si guida usando il cellulare, ubriachi, senza cintura di sicurezza o se si corretto con l’asfalto bagnato. Coinvolgiamo scuole, istituzioni, forze dell’ordine, affinché queste azioni non restino episodiche o aleatorie, ma diventino un percorso continuo di educazione e responsabilità sociale” - È quanto affermato da Biagio Scaperrotta, Presidente dell’Associazione “Guida la tua vita”.
L’evento si è concluso con l’impegno, fin da subito, di sostenere aggiornamento dei Piani Urbani del Traffico nei Comuni che infrangono la norma. È stata inoltre proposta l’istituzione, presso i Comuni, di figure tecniche gratuite e volontarie, in grado di supportare Assessori e uffici della viabilità nell’individuare e segnalare le criticità in materia di sicurezza stradale. In parallelo, le Associazioni si sono messe a disposizione per accogliere le segnalazioni
In tutta Italia delle criticità e problematiche sulle nostre strade, attraverso interrogazioni, ricorsi e segnalazioni, dando vita a una vera e propria cabina di regia. Si chiederà inoltre un incontro tecnico con il Ministro Salvini sul tema degli autovelox, questione ormai annosa. Si è inoltre sostenuta la proposta all’Europa dell’Amministratore Delegato di ANAS, Claudio Gemme, affinché il PNRR venga destinato anche alla sicurezza stradale, attraverso l’utilizzo dell’asfalto green.




