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Politica Nazionale

Pluralismo Televisivo, Ass. Tv Insieme: profonda preoccupazione per gli effetti della sentenza della Corte Costituzionale, a rischio a rischio chiusura le Emittenti Televisive Locali

(ASI)"L'Associazione Tv Insieme esprime profonda preoccupazione per gli effetti della sentenza n. 44/2025 della Corte Costituzionale, pubblicata lo scorso 15 aprile. L'applicazione di questa decisione comporterà, per le emittenti televisive collocate oltre la 100ª posizione nella graduatoria, l'assegnazione di contributi irrisori, del tutto insufficienti a sostenere l'attività aziendale, senza prospettive di cambiamento della situazione.

Di Redazione ASI 22 Aprile 2025 – 09:38 2 min di lettura

L’applicazione delle norme previste dal DPR 146/17 per il riparto dei contributi pubblici, destina la quasi totalità delle risorse – circa il 95% di 100 milioni di euro annui – alle sole prime 100 emittenti in graduatoria.

Alle prime televisioni della classifica, già consolidate, vanno milioni di euro mentre alle emittenti locali classificate dal 101° posto in poi, pur pienamente conformi ai rigorosi requisiti delle tv commerciali (almeno 11 dipendenti a tempo pieno, inclusi giornalisti professionisti, obblighi di informazione giornaliera, rispetto dei codici di autoregolamentazione a tutela dei minori, obblighi di rispetto dei regolamenti sugli eventi sportivi, ecc…), restano solo briciole: contributi irrisori, del tutto insufficienti a garantire lo sviluppo dell’informazione, la crescita delle emittenti ed il pluralismo regionale.

Non si comprende perché il principio secondo cui il contributo pubblico sia essenziale per la sopravvivenza delle prime 100 emittenti – come le stesse affermano – e ciò non debba valere anche per le altre televisioni locali che da anni svolgono la propria attività con professionalità e garantiscono un pluralismo dell’informazione di qualità a livello locale, rafforzando il presidio democratico.

Si tratta di una disparità di trattamento che le televisioni locali oltre la 100a posizione hanno con fatica combattuto sin dal 2017, fronteggiando l’iniqua distribuzione delle risorse criticata con la sola forza della loro capacità imprenditoriale non potendo contare sulla contribuzione statale che ha invece arricchito quelle emittenti che spartiscono la fetta maggiore.

Dopo otto anni di estenuante contrapposizione e duro lavoro, è arrivato il momento della resa dei conti, la Consulta non ha condiviso le osservazioni critiche dell’Autorità Antitrust e quelle del Consiglio di Stato, con effetti collaterali non certo desiderati. È il momento in cui lo Stato, che ha portato queste emittenti vicino alla fine, intervenga per evitarne la morte certa. Lo Stato ha il dovere e la convenienza di occuparsi del sostentamento di oltre 600 addetti dell’informazione che entro i prossimi mesi sono a rischio di non avere più un lavoro.

TV INSIEME chiede con urgenza un intervento legislativo immediato che crei un meccanismo virtuoso per tutto il sistema, stanziando un fondo destinato alle sole emittenti oltre le 100, per aiutarle ad entrare nella classifica superiore e che costituisca anche un ammortizzatore per quelle che dovessero uscire senza colpa dalle prime 100 emittenti italiane.

Così si scongiurerebbe una crisi devastante per l'editoria televisiva locale colpita dalla sentenza e nel contempo si creerebbe un meccanismo virtuoso per lo sviluppo del sistema.

Tutti i cittadini italiani hanno diritto ad una informazione libera e vicina al territorio, con un ampio pluralismo televisivo locale Per informazioni: Ufficio Stampa TV INSIEME Mail: tvinsiemeitalia@gmail.com "  Così in una nota l''Associazione Tv Insieme.

Nota della Redazione

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