Dazi: Coldiretti, no a fondo unico pac e garantire risorse adeguate per sostenere agricoltori europei

(ASI) L'impatto che i dazi e le tensioni internazionali potrebbero avere sul sistema agricolo europeo impone di garantire risorse adeguate agli agricoltori per assicurare la sovranità e la sicurezza alimentare e di evitare ogni ipotesi di accorpamento dei fondi della Politica agricola comune, che metterebbero in crisi tante aziende agricole. E' uno degli spunti emersi dall'incontro tra il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini e la presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, Veronika Vrecionova, alla presenza anche del Segretario Generale di Coldiretti Vincenzo Gesmundo, nell'ambito dell'evento "Agricoltura è" organizzato a Roma.

Il cambio di passo nella vision dell'agricoltura europea, rispetto alle derive ideologiche green della vecchia Commissione, va ora supportato – sottolinea Coldiretti - assicurando sostegni adeguati alle imprese agricole, partendo dal concetto che i fondi Pac devono essere destinati solo ai veri agricoltori. Ma anche guardando cosa accade al di fuori del Vecchio Continente. La Pac in Europa vale oggi 386 miliardi di euro in totale fino al 2027, di cui trentacinque miliardi di euro per l'Italia – ricorda la Coldiretti -. Negli Usa il Farm Bill, il programma di sostegno all'agricoltura statunitense, vale 1400 miliardi di dollari in dieci anni e con la presidenza Trump potrebbe crescere ulteriormente. Ma se si guarda a un altro competitor dell'Europa, la Cina, questa attualmente produce il 70% in più dell'intera produzione agricola dell'Unione.

Un gap importante che penalizza gli agricoltori europei, già colpiti dagli effetti della concorrenza sleale. Le importazioni incontrollate dai Paesi Extra Ue, dove non si rispettano le stesse regole Ue in fatto di utilizzo di pesticidi, diritti dei lavoratori e tutela dell'ambiente, rappresentano di fatto un dumping insostenibile per le aziende agricole italiane e dell'Unione – sottolinea Coldiretti- che fanno crollare i prezzi pagati nelle campagne e mettono a rischio la salute dei cittadini consumatori. Un principio da tenere in considerazione nella stipula degli accordi commerciali, come nel caso del Mercosur.

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