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(ASI) ROMA – Un’autista, una licenza, un territorio. E’ questo quello che chiedono i tassisti arrivati da tutta Italia al Circo Massimo a Roma, per manifestare contro la manovra che vorrebbe attuare il ministro Monti.  “Una liberalizzazione del settore non servirebbe a nessuno se non, come accade negli stati uniti e in alcuni paesi europei, ad arricchire qualche grande lobby economica che avrebbe così la possibilità di acquistare un numero consistente di licenze per poi mettere a lavorare dipendenti sottopagati”,

 

 

 

è questo quello che mi ribadisce Andrea Cappella, responsabile del sindacato Uritaxi Umbria, mentre stiamo viaggiando alla volta di Roma insieme ad una colonna di una diecina di taxi provenienti da diverse città della regione. “Il nostro è un lavoro rischioso e logorante”, mi ribadisce Matteo del Radio Taxi di Perugia.

Quando arriviamo al Circo Massimo, verso mezzogiorno, ci saranno circa mille persone provenienti prevalentemente da Roma, Napoli e Torino. Poi, piano piano, la gente aumenta e, verso le 17.00, in piazza, ci saranno circa cinquemila tassisti arrivati da tutte le regioni italiane. Nel furgone posto in cima al Circo Massimo, si alternano a parlare al microfono, diversi esponenti dei sindacati di categoria che confermano la loro contrarietà alla possibile liberalizzazione della licenza. Il tempo passa e, tra fumogeni e cori, tutti stanno aspettando i responsabili delle ventitre sigle sindacali che si sono riuniti per formulare le richieste da presentare a Palazzo Chigi. “Né notai né avvocati né farmacisti, siamo tassisti! Lavoratori artigiani” è uno dei tanti striscioni che colora la piazza.

Verso le 18.00, arriva il documento redatto dalle sigle sindacali unite per controproposta alla bozza dell’esecutivo. Loreno Bittarelli, presidente Uritaxi e 3570, sul palco afferma: “siamo disponibili a migliorare il servizio, siamo andati incontro alle richieste del governo e non vogliamo il muro contro muro, ma non ci facciamo mangiare sopra la testa da nessuno”. L’appuntamento che inizialmente era fissato per questo pomeriggio tra i sindacati dei taxi e governo, è slittato a domani per mezzogiorno, quando i rappresentati della categoria, verranno ricevuti a Palazzo Chigi. L’ordine che è arrivato dai vertici dei sindacati è quello di rimanere tranquilli finché non si avrà una risposta. “Se il governo non ci ascolta faremo l'inferno”, ha aggiunto Bittarelli.

Intanto solidarietà e appoggio è arrivato ai tassisti dal sindaco di Roma Gianni Alemanno che ha dichiarato: ho preso visione del documento unitario, sono proposte che rispecchiano le esigenze della categoria ma che sono in grado di migliorare questo servizio pubblico molto importante tutelando i bisogni dei cittadini utenti”. Anche i Comunisti Sinistra Popolare di Marco Rizzo, si schierano al fianco dei tassisti: “la politica del governo Monti è quella di erodere ulteriormente la classe media, procedendo allo sfruttamento anche dei piccoli commercianti, dei benzinai e dei tassisti, dichiarando che una possibile soluzione della crisi del paese passa dal raddoppio delle licenze concesse”.

Oggi è stata una giornata tranquilla ma la tensione resta alta, domani i tassisti sapranno se la loro controproposta sarà accettata oppure no, dopodiché decideranno come mobilitarsi.





 

 







 







 

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