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Politica Nazionale

Il PDF celebra i primi 5 anni: Di Matteo, "Prosegue la battaglia"

Di Redazione ASI 19 Marzo 2021 – 19:21 2 min di lettura

dimichele(ASI) “Cinque anni fa, esattamente l’11 marzo del 2016, presso il Palazzetto delle Carte Geografiche a Roma nasceva il Popolo della Famiglia. Cinque anni dopo, il PdF prosegue la battaglia sui nostri valori fondanti: la centralità della vita e della persona, la centralità della famiglia, le radici cristiane del nostro popolo”. E’ quanto dichiara Nicola Di Matteo, vice presidente e coordinatore nazionale del PdF.

“Perché il Popolo della Famiglia continua il suo operato? Perché è un popolo che continua a fare esperienza di chiarezza in quanto in questa nostra realtà, chiamata Italia, non c'è più nulla, non c'è lealtà, non c'è passione, non c'è amore, non c'è addirittura un padre e una madre. Ecco che bisogna essere forti e continuare la buona battaglia”.

“Sono stati cinque anni di duro lavoro, cinque anni di proposte, cinque anni di voglia di dare, ma soprattutto di fare”, prosegue Di Matteo. “Abbiamo lavorato per il Reddito di Maternità per battere denatalità e aborto; per la riforma fiscale del quoziente familiare; per la legge elettorale proporzionale pura con premio di governabilità alla coalizione; per l’abrogazione del reddito di cittadinanza per usare i 7 miliardi annui sul Reddito di Maternità (mille euro al mese per otto anni) e sul sostegno alla disabilità; per la libertà scolastica e una riforma basata su costi standard; per l’aumento del fondo Sanitario nazionale per migliorare l'assistenza agli anziani; per la guerra alla dipendenze in particolare giovanili (alcol, droga, ludopatia, pornografia); per la proclamazione del diritto universale a nascere e del sofferente ad essere curato; per l’abrogazione della legge Cirinnà e il rafforzamento delle norme contro l'utero in affitto; per il sostegno ai giovani che intendono sposarsi e aprire imprese familiari”.

“Il sentimento popolare oggi è una giungla pericolosa, da cui difficilmente si esce indenni”, conclude Di Matteo. “Sono tante le persone che soffrono sulla propria pelle gli effetti di politiche sbagliate, le conseguenze di reiterare gli errori politici del passato, che non hanno più alcun punto di riferimento politico o istituzionale. Che sperano ancora in qualcosa di diverso. Serve che la classe politica e amministrativa, quella che sta a Roma, ma anche e soprattutto quella che sta sui territori, ascolti e interpreti questa rabbia, che si sforzi di guardare negli occhi chi è arrabbiato. Serve tentare di non perdere l'empatia nei confronti di un popolo arrabbiato, che non ha più bisogno di palliativi, ma di parole e fatti che convincano a sperare che qualcosa possa ancora cambiare. Serve semplicemente il Popolo della Famiglia, perché può fare la vera differenza, continuando a donare incondizionatamente le nostre capacità, il nostro essere, le nostre idee alla buona battaglia”.

Nota della Redazione

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