«Quando parliamo di sostenibilità, parliamo certamente di ambiente, ma anche di economia e di aspetti sociali.
L'agricoltura sostenibile è quella che bilancia e tiene nella giusta considerazione tutti questi aspetti.
(ASI) All'attenzione all'ambiente - che vede l'agricoltura italiana tra le più sostenibili d'Europa con 30 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti emesse ogni anno ben lontana dalle 39 della Spagna, le 66 della Germania e le 76 della Francia - si affianca il ruolo economico del settore primario, che vede l'Italia al primo posto in Europa per valore aggiunto dell'agricoltura con 44,4 miliardi di euro (dati del Rapporto sull'economia agroalimentare 2025 di BPER Banca, +9% rispetto al 2023) e l'attenzione alle questioni sociali, a partire dall'occupazione giovanile e femminile, con il primato in Unione Europea per entrambi i settori (56mila le imprese guidate da under 35 in Italia; 210mila quelle guidate da donne, pari al 28% del totale).
Alla coscienza e conoscenza dei nostri agricoltori, che dal 2011 al 2018 hanno ridotto l'uso di agrofarmaci del 20%, stiamo affiancando la scienza e la ricerca, con la proroga a tutto il 2026 – in attesa dell'approvazione del nuovo regolamento europeo – della sperimentazione in campo delle TEA – Tecniche di Evoluzione Assistita, che ci permetteranno di avere produzioni più resistenti alle malattie e ai cambiamenti climatici; a questo aggiungiamo la novità dell'uso dei droni per l'irrorazione mirata, tutelando il suolo e riducendo ulteriormente l'uso di fitofarmaci.
La qualità della produzione italiana è nota: lo dimostra il "peso" della filiera agroalimentare che fa registrare un fatturato superiore ai 676 miliardi di euro e un export di 69 miliardi (+7,5%); lo certifica l'enorme numero di prodotti a denominazione protetta, con 305 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario, 524 vini Dop/Igp e 5155 prodotti tradizionali regionali.
Questo Governo è quello che più, nella storia della Repubblica, ha investito nell'agricoltura, con oltre 16 miliardi di euro in tre anni: non solo fondi PNRR, ma anche contratti di filiera, crediti di imposta, il ColtivaItalia. L'obbiettivo, davanti a una popolazione mondiale in continua crescita, deve essere uno solo: sfamarlo con prodotti buoni e sicuri. No quindi al cibo costruito in laboratorio, sì al portare sulle nostre tavole i prodotti della nostra storia, della nostra cultura, della nostra tradizione, ottenuti grazie all'introduzione di scienza, ricerca e tecnologia. Una semplice frase: dobbiamo produrre di più e meglio».
Lo dichiara il senatore di Fratelli d''Italua Luca de Carlo, presidente della commissione Agricoltura in Senato intervenendo al convegno sul biocontrollo organizzato da Fondazione Univerde e tenutosi oggi al Masaf.



