(ASI) Roma. "Questa giornata di studio e bellezza non intende solo omaggiare un genio assoluto dell'arte universale, ma celebrare la straordinaria capacità della cultura di tessere legami internazionali indissolubili."Così è intervenuto il Presidente della Commissione Cultura della Camera Federico Mollicone nella Sala del Refettorio della Camera in occasione della presentazione della più grande mostra mai dedicata in Italia a Katsushika Hokusai, che sarà inaugurata a Palazzo Bonaparte a fine marzo.
"Rivolgo un saluto all'Ambasciatore di Polonia in Italia, S.E. Ryszard Schnepf, e al Vice Capo Missione dell'Ambasciata del Giappone, Hayashi Yujiro: la vostra presenza non è soltanto una testimonianza di prestigio, ma la conferma del respiro globale di un progetto che unisce nazioni e visioni. Un sentito ringraziamento va al Direttore del Museo Nazionale di Cracovia, Andrzej Szczerski, alla curatrice Beata Romanowicz e alla Presidente di Arthemisia, Iole Siena, oggi rappresentata dalla Responsabile progetti internazionali Allegra Getzel. Grazie alla vostra lungimiranza e dedizione, Palazzo Bonaparte si conferma un epicentro di divulgazione scientifica e artistica di altissimo profilo, capace di elevare il dibattito culturale nel cuore della nostra Capitale."Il Presidente Mollicone ha quindi sottolineato:"L'evento che presentiamo oggi trae forza da una virtuosa triangolazione diplomatica. Tale collaborazione assume un valore simbolico ancora più profondo inserendosi nel programma ufficiale delle celebrazioni per il 160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone, celebrate anche dalla recente visita ufficiale del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Giappone. Questa ricorrenza ci rammenta come la diplomazia culturale rappresenti il più nobile strumento per trascendere i confini geografici. In questo solco, Katsushika Hokusai si pone come un ponte ideale tra Oriente e Occidente. Nessun autore ha saputo influenzare la sensibilità europea con pari intensità: basti pensare all'impatto del "Giapponismo" sugli Impressionisti e sulle avanguardie del Novecento, un incontro che ha innescato un dialogo estetico capace di rigenerarsi ancora oggi attraverso nuove forme di espressione. Hokusai, uomo dall'energia spirituale travolgente che amava definirsi con umiltà 'il vecchio pazzo per la pittura', ha saputo scuotere le fondamenta dell'arte occidentale fin dal suo primo, fortuito approccio con il nostro continente. È un paradosso della storia che le sue opere, giunte in Europa come carta da imballaggio per ceramiche preziose, abbiano finito per insegnare ai nostri grandi maestri un nuovo paradigma nel guardare alla natura e alla sua essenza. In questa visione, la natura non è un fondale statico, ma un teatro di forze filosofiche contrapposte: nelle sue opere, la celebre onda diviene il simbolo dell'istante — la precarietà di un momento dinamico che sta per infrangersi — mentre il Monte Fuji, immobile all'orizzonte, si erge a simbolo dell'eterno. È proprio in questo dialogo tra la transitorietà del divenire e l'immutabilità dell'assoluto che risiede la potenza della sua sintesi spirituale."Il Presidente Mollicone ha, infine, concluso:"Desidero richiamare una riflessione che il Maestro affidò alla postfazione dei suoi Cento scorci del Monte Fuji, un vero e proprio testamento spirituale: 'Dall'età di sei anni ho la mania di copiare la forma delle cose, ma solo verso i settantatré ho cominciato a capire un po' la vera struttura della natura... Pertanto, a ottanta avrò fatto ancora più progressi, a novanta sarò penetrato nel mistero delle cose e a cento avrò raggiunto decisamente un grado meraviglioso'. Sebbene Hokusai non abbia raggiunto il secolo di vita, con questa esposizione a Palazzo Bonaparte possiamo affermare che quel 'grado meraviglioso' di eternità è stato pienamente conseguito. Il suo messaggio, oggi, continua a parlare con bellezza alla contemporaneità, sospeso tra l'incanto delle sue onde e la maestà solenne dei suoi monti."


