(ASI) Roma, – "Siamo di fronte all'ennesimo paradosso di una politica che a parole sbandiera l'Autonomia, ma nei fatti realizza il più spinto centralismo statale. Il progetto del Ministero delle Infrastrutture di accentrare la gestione strategica e finanziaria degli scali marittimi sotto la nascente 'Porti d'Italia SpA' è un attacco diretto al sistema produttivo del Nord e alla logistica nazionale".
Lo afferma Patto per il Nord in una nota.
"L'operazione condotta dal ministro Salvini e dal suo vice Rixi – aggiunge Jonny Crosio, vice segretario federale di Patto per il Nord - ha il sapore amaro del tradimento: chi chiedeva di trattenere le risorse sul territorio ora le spedisce a Roma. L'idea di prelevare quote consistenti dai canoni demaniali e dalle tasse portuali generate dai nostri scali virtuosi per farle confluire in un calderone romano da 500 milioni di euro, significa di fatto espropriare i porti del Nord della loro capacità di spesa e di investimento. Si tolgono risorse essenziali per le manutenzioni e lo sviluppo locale per finanziare una sovrastruttura burocratica che deciderà, da Roma, le sorti della nostra logistica. Questa è la pietra tombale sulla Port Tax e sullo slogan 'padroni a casa nostra'."



