(ASI) Roma -  La soppressione della proroga di due anni per l’attività di accertamento dell’Agenzia delle entrate, approvata all’epoca in Senato all’interno del Dl Cura Italia, “risponde esclusivamente alla necessità di non adottare due pesi e due misure, a differenza di quanto affermato dal direttore dell’Agenzia delle entrate Ruffini, e non comporta affatto come diretta conseguenza la necessità di notificare otto milioni e mezzo di atti fiscali dal primo giugno”.

Lo scrive in un post su Facebook Gianmauro Dell’Olio (M5S), componente della Commissione bilancio del Senato e autore dell'emendamento al decreto Cura Italia che all'epoca ha abrogato la proroga di due anni per le attività di accertamento fiscale. Infatti, continua, “non soltanto gli accertamenti in scadenza quest’anno non sono otto milioni e mezzo ma 15 mila, come precisato anche dal Sole 24Ore; allo stesso tempo non vi è nessuna ragione per notificarli all’indomani della fine dell’emergenza, atteso che i termini scadranno a fine anno. Anzi, ci sarà anche qualche mese di tempo in più per i tributi sospesi, come previsto dalla versione finale della norma”. Inoltre, prosegue il senatore pentastellato, “il direttore Ruffini sa bene che, proprio per venire incontro alle esigenze dei contribuenti, colpiti dagli effetti dell’emergenza epidemiologica, esiste da sempre una norma, ossia l’articolo 9 dello Statuto del Contribuente (L. 212/2000), il quale riserva proprio al Ministero delle Finanze la possibilità di sospendere l’adempimento degli obblighi tributari a favore dei contribuenti interessati da eventi eccezionali. Basterebbe, pertanto, semplicemente avvalersene per ottenere proprio quel condivisibile risultato di tutelare i contribuenti in difficoltà, che il direttore Ruffini ha, invece, ritenuto oramai tramontato all’indomani dell’approvazione dell’emendamento”. In ogni caso, conclude Dell’Olio, “il Parlamento è disponibile a valutare eventuali ulteriori soluzioni proposte dall’Agenzia delle entrate che vengano però davvero incontro agli interessi dei contribuenti in questa particolare situazione di emergenza."

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