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Politica Nazionale

Incidenti In Montagna, Rampelli (Vicepresidente della Camera-FDI): "Contro il monolinguismo di fatto. Interrogazione al presidente Conte sulle iniziative a tutela della lingua italiana in Alto Adige"

Di Redazione ASI 7 Gennaio 2019 – 19:17 3 min di lettura

(ASI)  “La causa dell’incidente che ha causato la morte di Emily e le gravissime condizioni della madre, sembrerebbe imputabile anche alla mancanza di segnaletica chiara e in lingua italiana. Dalle prime informazioni che emergono dall’inchiesta si rileverebbe che, nella cartellonistica predisposta dalla società che gestisce gli impianti del Renon, fosse descritto il divieto di percorrere la pista con lo slittino esclusivamente in lingua tedesca e con un simbolo grafico assai poco visibile.

Se tutto ciò sarà confermato dalla magistratura risulterà evidente che la concausa della tragedia sia rinvenibile anche nell’ennesimo caso di mancato rispetto dell’obbligo del bilinguismo in Alto Adige”. È quanto denuncia il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia che ha inviato un’interrogazione al presidente del Consiglio Giuseppe Conte ripercorrendo tutta una serie di omissioni che negli anni hanno contraddistinto l’operato della Provincia autonoma di Bolzano in materia di bilinguismo e cartellonistica bilingue. 

“Negli ultimi periodi, e anche in tempi più recenti, nella Provincia autonoma di Bolzano – ha aggiunto Rampelli - sono innumerevoli le denunce riguardanti l’uso distorto delle due lingue provinciali nella segnaletica di montagna: ciò avviene per lo più attraverso l’installazione di cartelli turistici recanti toponimi riportati solo in lingua tedesca o contenenti indicazioni in entrambe le lingue ma con caratteri tipografici sproporzionatamente diversi, sempre a scapito della lingua italiana.  Ancora più assurdo se si considera che gli enti e le organizzazioni che si rendono responsabili della cancellazione della lingua italiana dalla toponomastica e nelle comunicazioni con cittadini e turisti (il 90% italiani) sono gli stessi che beneficiano di fondi pubblici per l’allestimento dei segnali o per le attività turistico-ricettive”. 
 
“La perdurante e sistematica violazione delle disposizioni sull’obbligo del bilinguismo contenute nello Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige rappresenta una evidente mortificazione per la popolazione di lingua italiana residente in provincia di Bolzano, nonché per gli stessi turisti che lì si recano a centinaia di migliaia ogni stagione dalle altre Regioni i quali, sempre più spesso, hanno la sensazione di trovarsi come stranieri nella propria Nazione, buoni solo per portare soldi. Quanto descritto avviene con il silenzioso avallo delle istituzioni della Provincia autonoma di Bolzano, le quali, specie dopo l’approvazione della legge provinciale 20 settembre 2012, n. 15, hanno di fatto avviato una vera e propria “pulizia etnica” nei confronti di parte della toponomastica italiana”. 
“Alla luce delle numerose sentenze della Corte Costituzionale circa l’indispensabilità della compresenza della lingua italiana nella toponomastica - ha concluso Rampelli - chiediamo che la toponomastica delle regioni e province plurilinguistiche passino alla stretta competenza dello Stato”.
“In ogni caso, ricordando le ragioni storiche che videro il passaggio di alcune province austriache all’Italia, ma anche quelle analoghe che costrinsero l’Italia a privarsi di Nizza e Fiume, appare evidente che nel contesto dell’Unione europea si debba garantire uniformità di trattamento per impedire che bilinguismo e diritti fondamentali vengano travalicati sia in Alto Adige sia in Slovenia e Croazia, a parti invertite ma con lo stesso risultato: punire gli italiani”.
Nota della Redazione

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