(ASI) “Il primo elemento delle 11 Tesi riformiste prodotte dall’Associazione Libertà Eguale è il rifiuto netto di una mentalità di appeasement con i nazionalpopulisti, Si tratta di contrapporsi meglio, non di giocare di sponda alla subalternità a uno dei due partner identificato come male minore.”.

 

Così in una nota il deputato pd Stefano Ceccanti, vicepresidente dell’Associazione presieduta da Enrico Morando, su “Democratica” di oggi

“Ciò che unisce i partner di Governo – prosegue Ceccanti - è infatti ben più di quanto non si voglia spesso affermare. C’è un giudizio comune, sbagliato, sul fatto che l’interesse nazionale comporti la chiusura, il rigetto di una sovranità europea che affianchi senza annullare quella statale.”

“Quindi il secondo elemento è l’uscita in avanti da questa impotenza con una sovranità non generica dell’Unione Europea, ma della Zona Euro, a cominciare da un bilancio di quella specifica zona, come motore europeo della crescita, come già ben prospettato da Macron e Merkel. Una scelta che dovrebbe rappresentare l’elemento divisorio delle maggioranze da realizzare possibilmente prima, ma al limite anche dopo, il voto europeo.”

“Il terzo elemento delle Tesi –secondo Ceccanti- è quello di riprendere l’impegno per le riforme istituzionali ed elettorali, accantonato dopo il referendum, Gli stessi obiettivi di quella riforma potrebbero essere raggiunti attraverso l'adozione integrale del modello semi-presidenziale francese (costituzionale ed elettorale). Un disegno alternativo a quello fatto proprio dall’attuale maggioranza che invece propone un’inflazione di referendum per aggirare la crisi delle istituzioni con un confuso modello di sedicente democrazia diretta.”

“I rifomisti, in questa chiave – conclude Ceccanti –non si collocano solo tra i perdenti, ma all’incrocio di un nuovo intreccio tra meriti e bisogni, che oggi non corrispondono a due precise e fisse aree sociali, ma ad esigenze di ogni persona in ogni fase della vita con alcune conseguenze precise su policies decisive.

Sull’immigrazione oltre al rispetto rigoroso del diritto d’asilo, sulle migrazioni economiche va proposto un compromesso ragionevole tra i diritti dei residenti e il diritto dei migranti, quindi riaprendo i canali legali di emigrazione con la relativa programmazione dei flussi. Sulla scuola va affermato che abbiamo sbagliato per timidezza, non per eccesso di innovazione. L’autonomia degli istituti, la valutazione e l’alternanza non si sono accompagnati all'introduzione di vere e proprie carriere degli insegnanti e alla forte differenziazione dei loro salari in rapporto ai risultati raggiunti. Sulla giustizia bisogna trarre le conseguenze della riforma costituzionale del giusto processo, mantenendo autonomia e l'indipendenza della magistratura, ma affermando senza timore la più netta distinzione tra la funzione e la carriera dei magistrati requirenti da quelle dei giudicanti.”

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