Martedì, 4 Agosto 2026
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Politica Nazionale

Anghinelli (Pres. ONSCI): "Raggi impantanata. Fenomeno Bangladesh senza controllo"

(ASI) Roma - "Qualora venisse meno la capacità politica di proporre una giunta seria e degli amministratori fluidi nell'esercizio del loro lavoro, l'ipotesi delle dimissioni sarebbe un gesto cosciente e responsabile soprattutto se inserito nell'allerta terrorismo che, ricordo, tuttora Roma sta vivendo.                                                                                                                        

Di Redazione ASI 6 Luglio 2016 – 08:23 3 min di lettura
   "Dopo i tragici fatti di Dacca, ho l'obbligo di sollecitare il sindaco neoeletto di Roma Virginia Raggi a dichiarare pubblicamente che tipologia di politica inerente la sicurezza voglia adottare nella Capitale. L'imbarazzante stallo politico in cui si trova la città potrebbe spianare la strada a rappresaglie jihadiste nella città di Roma.

Il fenomeno Bangladesh è da considerarsi uno dei più pericolosi è incontrollabile, soprattutto per essere stato molto sottovalutato negli anni passati. E' statisticamente da considerare l'ipotesi di cellule Isis legate a questa etnia, anche sul nostro territorio.

Forse non tutti si ricordano di Cesare Tavella, il cooperante italiano ucciso a Dacca, nel Bangladesh, nel settembre scorso. Quando lo stesso ministro dell'Interno Asaduzzaman Khan Kamal negava l'esistenza del califfato in Bangladesh.

Circa il 60% dei luoghi di culto non autorizzati della Capitale è gestito dalla comunità del Bangladesh. Secondo quanto riferiscono fonti interne alla comunità, però, la maggior parte del denaro arriva dalla Jamaat-e-Islami, la più grande organizzazione islamista del Bangladesh, che durante il mese di Ramadan vengono invia in Italia imam itineranti che, oltre alla predicazione, invitano i fedeli a devolvere parte dei loro averi in favore della causa.

Con questi introiti riescono ad affittare piccoli locali, quasi sempre garage e scantinati, all’interno di palazzi nelle zone periferiche di Roma (il Municipio 6 su tutti) con cifre che si aggirano tra i 50 e i 60 mila euro, che poi diventeranno luogo di culto. Un giro di soldi che spesso non è molto chiaro: nonostante l’indole piuttosto tranquilla della comunità bengalese, considerata tra le più operose nel panorama dell’immigrazione. Circa il 60% dei luoghi di culto non autorizzati della Capitale, infatti, è gestito dalla comunità del Bangladesh. In tutta Roma i centri di preghiera sono decine, venti quelli censiti. Il quartiere di Torpignattara è uno dei più inflazionati, con la presenza di ben cinque moschee in un’area di appena un chilometro quadrato. A queste si aggiungono quelle confinanti che si trovano nei quartieri Esquilino e Centocelle, il pericolo più grande è quello di vecchie legami all'Hujib ora riconvertiti sotto la nuova sigla del Daesh: il Dipartimento di Stato americano classificò l’Hujib fra le organizzazione terroristiche più temibili operanti nell’Asia meridionale. Alcuni membri dell’Hujib, rientrati in patria dopo la guerra in Afghanistan, ricevettero addestramento militare nei campi di Cox’s Bazar, nella terra di nessuno lungo la frontiera con il Myanmar. Gli induisti e i musulmani moderati del Bangladeshi Hindus li ritengono responsabili di molte aggressioni nei confronti di minoranze religiose, intellettuali laici e giornalisti. L’Hujib controlla madrase anche in Thailandia, Cambogia, Indonesia e Brunei addestrando attivisti locali.

In Italia ci sono più di 100mila bengalesi: è la quarta comunità più numerosa a Roma, dopo quella rumena, filippina e srilankese. Vivono soprattutto a Torpignattara, dove ci sono circa 5mila bengalesi. Più di 30mila, sono invece le licenze vendute ai bengalesi dal Comune di Roma, dato sconvolgente per la vendita al dettaglio nella Capitale.

Il ruolo del sindaco di Roma più che mai oggi deve esprimere decisione e fermezza nella repressione al terrorismo e nel controllo capillare del territorio, periferie in testa. Purtroppo siamo assistendo a tutto tranne questo.

Qualora venisse meno la capacità politica di proporre una giunta seria e degli amministratori fluidi nell'esercizio del loro lavoro, l'ipotesi delle dimissioni sarebbe un gesto cosciente e responsabile soprattutto se inserito nell'allerta terrorismo che, ricordo, tuttora Roma sta vivendo". E' quanto dichiara con una nota il Presidente dell'Osservatorio Nazionale per la Sicurezza dei cittadini italiani, Edoardo M.Anghinelli.

 

 

Nota della Redazione

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