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Politica Nazionale

Fiat. La FIOM chiama all'appello i lavoratori

Di Ettore Bertolini 20 Gennaio 2011 – 13:04 3 min di lettura

 (ASI) Dopo l'esito del recente referendum svoltosi alla Fiat  di Mirafiori di Torino che ha visto prevalere il Si con il 54% e la conseguente esclusione dalle trattative della Fiom, questo sindacato rappresentativo per i metalmeccanici ha chiamato all'appello i lavoratori invitandoli ad aderire allo sciopero indetto per il  28 gennaio 2011.


                         Vi riportiamo il comunicato ufficiale della Fiom che spiega le motivazioni dello sciopero.

                                                             

"Abbiamo convocato lo sciopero generale dei metalmeccanici per il 28 gennaio; è una tappa fondamentale per la riconquista del Contratto Nazionale e la salvaguardia dei diritti nei luoghi di lavoro.

La scelta compiuta dalla Fiat alle Carrozzerie di Mirafiori e a Pomigliano D’Arco è un atto antisindacale, autoritario e antidemocratico senza precedenti nella storia delle relazioni sindacali del nostro paese dal dopoguerra.

È un attacco ai principi e ai valori della Costituzione Italiana e alla democrazia perché calpesta la libertà dei lavoratori e delle lavoratrici di decidere a quale sindacato aderire per difendere collettivamente i propri diritti e di eleggere i propri rappresentanti in azienda. Chi non firma scompare e chi firma diventa un sindacato aziendale e corporativo guardiano delle scelte imposte dalla Fiat. Si annullano il Contratto Nazionale di Lavoro e peggiorano le condizioni di fabbrica, si aumenta lo sfruttamento e l’orario di lavoro, si lede ogni diritto di sciopero e si riduce la retribuzione a chi si ammala cancellando così in colpo solo anni di lotte e di conquiste.

Il ricatto di Marchionne è coerente con la distruzione della legislazione del lavoro in atto che vuol rendere tutti soli e precari; è la stessa logica regressiva messa in pratica dal Governo con l’attacco al diritto allo studio e alla ricerca attuato attraverso l’approvazione del DDL Gelmini e il taglio ai fondi per l’informazione e la cultura.

Si mettono così sotto scacco principi democratici di convivenza civile fondamentali.

La Fiom considera il lavoro un bene comune e per questo il 16 ottobre dopo il ricatto/referendum illegittimo imposto dalla Fiat a Pomigliano ha dato vita a una grande manifestazione, aperta a tutti coloro che sono impegnati nella difesa di diritti e libertà costituzionali inviolabili.

Lo sciopero generale proclamato per il 28 gennaio della categoria e le manifestazioni dopo il ricatto/referendum di Mirafiori hanno lo stesso obiettivo: come ha dimostrato l’introduzione delle deroghe nel Contratto Nazionale dei metalmeccanici firmato da Federmeccanica e le altre organizzazioni sindacali, quando si ledono diritti fondamentali la ferita non si circoscrive ma travolge progressivamente tutto il mondo del lavoro.

La Fiom è impegnata a sostenere il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro senza deroghe, a difendere la legalità, la democrazia e la libertà di rappresentanza sindacale, a combattere la precarietà e il dominio del mercato che divorano la vita delle persone e compromettono la coesione sociale e il futuro del paese.

Chiediamo a tutte le persone, le associazioni e i movimenti che condividono queste ragioni di sostenere la lotta dei metalmeccanici e di firmare questo nostro appello. ".

Commento. Speriamo che la Fiat , prenda atto anche dell'importante risultato, ottenuto in un clima difficile, che ha visto il 46%  dei votanti aver espresso il No all'accordo. Un alto suffragio che, in democrazia, deve esere tenuto conto. L'augurio è che Fiom, ossia un sindacato a livello nazionale che è un punto di riferimento per gli operai non solo Fiat, possa svolgere un ruolo importante insieme agli altri sindacati nazionali e di categoria per il bene dei lavorari, dell'azienda e dell'Italia.


 

Nota della Redazione

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