(ASI) Perugia - Ipocrisia sociale che si scontra con un amore sincero. Questo è quanto è stato messo in scena ieri sul palco del Teatro Morlacchi di Perugia. L’associazione “Grande lirica Umbria” ha infatti portato nella nostra città “La Traviata”, del noto compositore Giuseppe Verdi, caposaldo dell’opera lirica italiana ottocentesca.
Gli spettatori, che hanno fatto registrare il tutto esaurito del teatro perugino, sono stati trasportati per quasi tre ore nella Parigi dell’Ottocento, ripercorrendo la tragica storia d'amore tra la cortigiana Violetta Valéry, impersonificata da Noemi Umani, vincitrice di Spoleto 2017, e il giovane Alfredo Germont, interpretato dal tenore Alexander Jarl Thorsteinsson. I due innamorati si scontrano con le convenzioni sociali e il padre di lui, Giorgio (Leonardo Galeazzi).
L’opera mette in luce l’ipocrisia borghesia ottocentesca e la dignità di Violetta, donna socialmente emarginata, che, pur vivendo un amore sincero con Alfredo, è costretta a lasciarlo su richiesta del padre. La relazione rischia infatti di compromettere l’onore della famiglia e il matrimonio della sorella. La loro storia termina tragicamente quando Violetta, malata di tisi, muore tra le braccia di Alfredo dopo un'ultima riconciliazione.
A dare potenza alla magistrale interpretazione degli attori, è stata l’Orchestra del teatro Goldoni di Livorno “Massimo De Bernart” diretta da Mario Mencagli ed il coro lirico dell’Umbria diretto da Carlo Segoloni. Regia di Guido Zamara e il Balletto del Centro Danza Perugia con le coreografie di Maria Magi. Sul palco anche gli attori Alessandra Ongarello (Flora), Margherita Bingrossi (Annina), Nicola Di Filippo (Gastone Visconte di Létorières), Maurizio Cascianelli (Barone Douphol), Marco Cetra (Marchese D’Obigny), Marco Seri (Dottor Grenvil), Francesco Pandolfi (Giuseppe, domestico di Violetta), Zheng Gong (domestico di Flora) e Giulio Zerbo (Commissionario).
Benedetta Orsini Federici - Agenzia Stampa Italia



