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Politica Estera

Cuba, anche il Brasile invia aiuti contro la crisi provocata dall’embargo statunitense

Di Fabrizio Di Ernesto 19 Marzo 2026 – 15:50 2 min di lettura

(ASI) Si rafforza la solidarietà nella regione indiolatina; anche il Brasile ha, infatti, deciso l'invio di aiuti umanitari a Cuba tramite il Programma Alimentare Mondiale (Pam) per far fronte alla crisi causata nelle ultime settimane dall'embargo petrolifero imposto a fine gennaio dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Stando a quanto riporta la stampa locale previsto l’invio di 20mila tonnellate di riso grezzo, 150 di riso lavorato altrettante di fagioli neri e 500 di latte in polvere.

Nei giorni scorsi il paese di Lula aveva già inviato sull’isola caraibica una spedizione di medicinali come riportato dalla Segreteria per l'America Latina e i Caraibi del Ministero degli Esteri brasiliano. "Questa è una preoccupazione costante per il Brasile, poiché la popolazione sta soffrendo molto. Per questo motivo stiamo effettuando diverse donazioni, sia di medicinali che di cibo”, si legge in una nota ufficiale.

Nel contesto dell'inasprimento delle misure di strangolamento economico, delle minacce e del blocco petrolifero imposti dall'amministrazione Trump, numerosi paesi hanno ribadito il loro sostegno alla sovranità dell'isola e denunciato le violazioni del diritto internazionale da parte della Casa Bianca. Nazioni come Russia e Cina hanno guidato la condanna internazionale, definendo il blocco energetico un'interferenza inaccettabile e una violazione della sovranità.

Recentemente nell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite una schiacciante maggioranza di 187 paesi, inclusi blocchi influenti provenienti da Africa, Asia e America Latina, ha votato contro il blocco, lasciando Stati Uniti e Israele in un isolamento diplomatico pressoché totale.

Analogamente, gruppi di solidarietà e sindacati in paesi europei come Spagna, Italia e Francia hanno organizzato convogli di aiuti per rompere simbolicamente l'assedio, dimostrando che la comunità internazionale riconosce le misure di punizione collettiva contro il popolo cubano come un crimine che viola il diritto internazionale umanitario e i diritti umani dei cubani.

Il presidente Miguel Díaz-Canel ha affermato che le minacce statunitensi sono un oltraggioso pretesto per coprire una guerra economica che dura da sessant'anni e che ora prende di mira il settore energetico cubano.

 

Fabrizio Di Ernesto - Agenzia Stampa Italia

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