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Politica Nazionale

Giornali&Giornali. Pierferdinando Casini al Corriere della Sera: meno vincoli dall’Europa per sconfiggere il populismo

Di Daniele Orlandi 13 Novembre 2013 – 19:57 2 min di lettura
(ASI)Il Presidente della Commissione Affari esteri del Senato, Pier Ferdinando Casini, interviene sul Corriere della Sera con una lettera aperta al direttore. “Uno spettro s’aggira per l’Europa”, inizia la lettera, parafrasando il celebre attacco del Manifesto di Marx. Ma stavolta lo spettro è il populismo  e l’antieuropeismo, che si alimentano della crisi, della disoccupazione e della inadeguatezza delle politiche europee nel fronteggiarle. Non bastano i proclami, sostiene Casini, ma occorre “un deciso cambio di rotta” nella gestione della crisi. In ciò allineandosi (e citando esplicitamente) Romano Prodi, che recentemente ha chiesto politiche europee in grado di favorire la crescita e non la recessione, pur rispettando gli obblighi di bilancio. E che ha sfatato il mito secondo cui il peso della crisi sarebbe sulle spalle dei tedeschi. “Il Cancelliere Merkel, scrive Casini, sa benissimo che rappresentare l’Europa come una palla al piede della Germania è pura propaganda. E lo sanno benissimo anche gli industriali e i sindacati tedeschi”. La fine dell’euro (invocata da alcuni settori economici e politici tedeschi, ndr) produrrebbe, secondo l’ex presidente della Camera, “effetti disastrosi sull’economia tedesca, colpendo in primo luogo l’export, cioè il suo settore trainante”.

 

Se per Casini la Banca Centrale Europea guidata da Mario Draghi ha fatto quanto doveva, ora tocca alla politica assumersi le proprie responsabilità. Se è giusto e inevitabile che ci siano parametri da rispettare nel controllo dei bilanci, spetta alla politica fare scelte capaci di adattarli e renderli flessibili per rispondere alla crisi. E farlo senza ulteriori indugi, per stimolare l’economia; per esempio, escludere dal computo del deficit gli investimenti strategici e i soldi versati per i fondi anti-crisi.  E, parallelamente, sul piano delle norme, adottare i provvedimenti necessari per rafforzare le nuove strategie. Il tutto, suggerisce Casini, potrebbe concludersi proprio durante il semestre di presidenza italiana, nella seconda metà del 2014.

Sul piano nazionale, secondo il leader centrista, dopo l’esecutivo Monti, anche  “il governo Letta finora ha agito bene, riuscendo anche a portare a casa qualche risultato, ad esempio in tema di occupazione giovanile”. Però, “occorre fare di più”, ammette. L’Italia in sede europea deve “battere i pugni sul tavolo”, anche ricordando il contributo da essa dato a risolvere la crisi, forse anche oltre le proprie forze, grazie ai sacrifici dei cittadini. Il nostro paese deve cercare, in questa direzione, anche l’appoggio di altri Paesi, in primis Francia e Spagna. L’alternativa ad un netto cambio della politica europea, è la fine del sistema economico e della struttura sociale attuale, oltre che la sopravvivenza del sogno europeo. “Se l’Europa rimane questa, conclude Casini, se la sua politica si dimostrerà sorda a ogni cambiamento, avremo fatto un grande regalo ai vecchi e nuovi populismi”.

Daniele Orlandi – Agenzia Stampa Italia
Nota della Redazione

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