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(ASI) "L’incredibile crescendo di violenza sulle donne che in queste ore si sta verificando in Italia e in Campania richiede una risposta immediata, univoca, forte e non più rinviabile da parte di tutte le forze politiche e di governo. Se la civiltà di un Paese dipende dalle condizioni di vita delle donne direi che in Italia siamo ben oltre la soglia di allarme.” E' quanto dichiarato in una nota dalla deputata del Pd e coordinatrice delle donne per il Pd Campania, Valeria Valente.

“Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità – afferma Valente - . Dal canto nostro, come parlamentari, chiederemo al più presto la convocazione di una seduta monotematica per presentare le nostre proposte al Governo e da questo punto di vista io credo che sia giunto il momento di far sentire la nostra voce visto che siamo il Parlamento con la maggior presenza femminile della storia italiana. In più, in raccordo con le associazioni che hanno firmato la convenzione No More, dobbiamo attuare al più presto anche in Italia la convenzione europea di Istanbul per la prevenzione e la lotta contro la violenza domestica. Quanto agli enti locali – spiega Valente - davanti a una battaglia di civiltà come questa nessuno può tirarsi indietro. Ognuno deve fare la propria parte, a cominciare dalla Regione che è organo di coordinamento e programmazione e dai Comuni che devono essere protagonisti. Partendo dalle scuole perch é, come dimostra il caso della ventenne di Caserta ridotta in fin di vita dal compagno per futili motivi, questi episodi nella maggior parte dei casi non sono l’epilogo casuale del raptus di una mente malata ma la conseguenza del fatto che tuttora ancora troppi uomini non possiedono gli strumenti culturali idonei per affrontare e gestire l’emancipazione femminile. Certo, il momento non consente grandi manovre finanziarie e però anche con budget limitati si possono ottenere buoni risultati, penso ai corsi di educazione ai sentimenti che organizzammo con poche risorse quando ero assessore al Comune di Napoli. In ogni caso, occorre maggiore sinergia tra tutti gli enti preposti per mettere in rete e sostenere non solo economicamente i vari soggetti che si occupano del problema come associazioni, volontari, case famiglia, operatori delle forze dell’ordine, uffici competenti dei tribunali e addetti ai presidi di pronto soccorso che spesso sono i primi a interfacciarsi con le vittime dopo le violenze”

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