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(ASI) Cosa possono avere in comune una ragazza mendicante morta di anoressia e una bella e famosa Show-girl? Apparentemente nulla, anche se entrambe hanno il nome di Sara e pressappoco sono coetanee. Nella trasmissione del 20 gennaio 2013 “Le Iene”, condotta da Teo Mammuccari e Ilary Blasi, vengono trasmessi due servizi in tarda serata, che nella sostanza non hanno nulla in comune, ma che effettivamente mostrano un profondo senso di pena e amarezza. La malata e anoressica Sara ha vissuto un’esistenza negli ultimi dieci anni terribile, ossessionata dal suo continua essere grassa, che l’ha portata a diventare una figura scheletrica che si nutriva solo di cappuccini rigorosamente senza zucchero. Un’esigenza di un’ipotetica bellezza l’ha rovinato, dilaniando la  peggio che se fosse affetta da un cancro terribile, portando alla disperazione un’impotente famiglia, che si lamenta del fatto che l’ospedale non è riuscita a gestire la terapia obbligatoria di Sara, permettendole di scappare due volte  e di compiere il gesto estremo.

Diversamente nello stesso periodo della travagliata esistenza della menzionata Sara, la show girl Sara Tommasi, dopo un’ottima riuscita alla Bocconi di Milano è entrata nel mondo dello spettacolo, ritagliandosi partecipazioni a diversi programmi. Strada in discesa per una ragazza bella e sveglia, che però passo dopo passo è deragliata in un vortice di droghe, che l’ha portata a gesti osceni e ridicoli. Non da ultimo la scelta di fare un film porno. Sempre Le Iene sono andate a trovare a luglio del 2012 la Tommasi nelle riprese del primo porno (ne ha fatti tre tutti nel 2012). La condizione della show-girl era in uno stato confusionale, quasi demenziale, dovuta a un eccesso di droghe, incapace quasi di fare un discorso logico e sballottata nel set come una bambola. Nei mesi successivi la Tommasi si è disintossica, pare che ci sia anche una conversione di mezzo, lamenta di essere stata drogata dal suo manager, che a sua volta replica di avere tutte le carte firmate e di aver rispettato la volontà della stessa di fare il porno. Le Iene sono tornate a intervistarla in occasione della presentazione del suo libro e seppur in una condizione fisica e mentale migliore, la Tommasi ha risposto alle domande, ripetendo sempre il solito concetto e cioè che ha in banca un milione e mezzo di euro (con diversi investimenti nel ternano), che arriva con tranquillità a fine mese, potendo permettersi di pagare il conto a tutti e di potersi innamorare persino di un “pezzente”. Soldi, soldi e ancora soldi, un’ossessione questa della Tommasi che più che invidia alla fine genera pena, dimostrando chiaramente che i soldi non fanno la felicità. Il servizio ha messo in risalto come questa ragazza sia come prigioniera di questo meccanismo infernale che in nome del successo e dei soldi la porta a fare scelte estreme e sbagliate con pesanti ripercussioni sullo suo status psicologico.

Le due Sara, con un vissuto opposto, un’esistenza diversissima, alla fine sono accomunate entrambe dall’ossessivo desiderio di un qualcosa, che però ha portato in un caso gravissime e irreparabili conseguenze e nell’altro una difficile condizione. La povera Sara non è stata potuta salvare, la Tommasi, seppur vanti una condizione di successo, alla fine fa trasparire una profonda tristezza e un malessere esistenziale, che di certo non aveva la Tommasi sconosciuta che ormai più di dieci anni fa studiava economia. Questi due casi opposti mostrano, però, chiaramente quanto certe ossessioni possano essere pericolose e non debbano essere trascurate. Magrezza, bellezza, successo, ricchezza a volte sono obiettivi, che possono portare un dazio da pagare enorme e perlopiù volto a compensare fragilità, insicurezze o solitudine. E’ indifferente lo status economico o sociale, quando si sta male, non c’è differenza e le malattie a livello psicologico sono molto più insidiose e devastanti di quelle fisiche e più difficilmente sono curabili.

Sara è morta, alla Tommasi auguriamo davvero di trovare dietro queste false luci del successo la felicità, un benessere interiore e di trovare persone che l’aiutino. Ma tra le due Sare ci sono altre tantissime ragazze che stanno male più di quanto realmente sembra, non lasciatele sole e se le vedete in difficoltà aiutatele anche contro il loro consenso, ve ne saranno poi grate.

Daniele Corvi – Agenzia Stampa Italia

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