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(ASI) Restituzione della cifra impropriamente trattenuta dalle buste paga dei lavoratori del pubblico impiego da gennaio 2011, confronto con istituzioni, enti e aziende e compattamento del sindacato.

Ciò che è emerso dall'incontro delle Federazioni poteri locali (Fpl) di Uil Umbria, venerdì 19 ottobre, a Terni, è, in sintesi, la volontà di procedere nella battaglia iniziata a seguito della manovra economica del 2010, che ha comparato il Trattamento di fine servizio (Tfs), proprio dell'impiego pubblico, con il Trattamento di fine rapporto (Tfr), che agisce, invece, sui lavoratori privati. Un passaggio che però nella pratica, come spiegato in conferenza, non ha escluso la trattenuta del 2,5 per cento dalla busta paga, prevista precedentemente dal Tfs. Un pratica rafforzata da una circolare emanata da Inpdap (Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell'amministrazione pubblica), che invitava i datori di lavoro del pubblico impiego a procedere come fatto precedentemente con il trattamento di fine servizio, e che ha visto soltanto Uil Fpl, fra tutti i sindacati del Paese, opporsi.

Da lì, il ricorso pilota (42 in Italia), la sentenza dei Tribunali di Crotone e di Reggio Calabria, fino al Tar dell'Umbria che ha chiesto il pronunciamento della Corte costituzionale sulla questione. Organo che ha dichiarato l'illeggittimità costituzionale della trattenuta con una sentenza (223 dell'11 ottobre 2012) impugnata oggi dal sindacato per chiedere la restituzione della somma, pari a circa 600 euro l'anno per lavoratore, dal 1 gennaio 2011.

"Per noi - ha spiegato il segretario regionale di Uil Fpl Umbria, Marco Cotone - rappresenta una ragione importante, perché finalmente il lavoro pubblico riacquista dignità, in quanto la sentenza indirettamente riconosce una parità fra impiego pubblico e privato. Ma adesso bisogna applicarla. Per questo invitiamo tutti i lavoratori a sottoscrivere la nostra ingiunzione di pagamento". Novemila lavoratori della sanità, 2.700 dei ministeri e 9mila degli enti locali, stimati in Umbria dal sindacato, infatti, potranno rivolgersi per il ricorso individuale alle strutture aziendali di Uil Fpl. "Il rischio che si corre - ha concluso il segretario Cotone -, voltandosi dall'altra parte e non agendo, è che il lavoro fatto fino ad oggi sia improduttivo e che si continui a sottrarre impropriamente questa somma in busta paga, giacchè, al momento e senza una presa di posizione comune, la trattenuta resta a discrezione della singola azienda".

Un orizzonte futuro nel quale si affaccia anche il rischio di un provvedimento governativo, "già ventilato" a detta del segretario Cotone, che risolva la situazione attivando il blocco della trattenuta, da una parte, ma inibendone la retrattività dall'altra, con una considerevole perdita economica per i lavoratori del settore.

Redazione Agenzia Stampa Italia

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