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Politica Estera

Venezuela, la repressione non è finita: liberare subito Italo-venezuelano Rocha e tutti i prigionieri politici

Di Redazione ASI 13 Luglio 2026 – 17:17 2 min di lettura

(ASI) “L’Istituto Milton Friedman, dopo l’incontro nei giorni scorsi tra il direttore esecutivo Alessandro Bertoldi e Santiago Rocha, figlio dell’avvocato e prigioniero politico Perkins Rocha, rinnova il proprio impegno a sostegno dei diritti umani in Venezuela e lancia un appello affinché l’attenzione della comunità internazionale non si allenti.

La testimonianza diretta raccolta nel corso dell’incontro ha confermato come, a sei mesi dal cambiamento al vertice del Paese, la detenzione di oppositori e dissidenti continui a rappresentare una grave ferita aperta per la democrazia venezuelana.

Secondo l’ultimo rapporto aggiornato al 6 luglio 2026 dell’organizzazione Foro Penal, in Venezuela rimangono 372 prigionieri politici. Si tratta di 347 uomini e 25 donne, tra cui 214 civili e 158 militari. Di questi, 213 sono ancora privi di sentenza definitiva e tra loro figurano 37 cittadini stranieri o con doppia nazionalità. Il dato è stato trasmesso alle principali istituzioni internazionali, tra cui l’OEA e l’ONU.
Uno dei casi più emblematici rimane quello dell’avvocato Perkins Rocha, coordinatore legale di Vente Venezuela e rappresentante dell’opposizione presso il Consiglio Nazionale Elettorale durante le presidenziali del 2024. Rocha è stato arrestato il 28 agosto 2024 per aver difeso le actas che certificavano la vittoria di Edmundo González Urrutia. Dopo 535 giorni di detenzione durissima all’Helicoide, oggi si trova agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico e sorveglianza costante delle forze di sicurezza. È l’unico tra i suoi co-imputati a cui è stata negata l’amnistia, nonostante le ripetute richieste di cure mediche adeguate siano state respinte. A fine giugno si è rivolto al Consiglio ONU per i Diritti Umani proprio da casa, denunciando il trattamento discriminatorio subito.
Nonostante gli annunci di amnistia del regime guidato da Delcy Rodríguez e le centinaia di scarcerazioni registrate nei primi mesi dell’anno, il processo di liberazione si è di fatto bloccato. La situazione è ulteriormente aggravata dai recenti terremoti, che hanno reso ancora più precarie le condizioni all’interno di carceri come Ramo Verde ed El Rodeo, dove i detenuti sono costretti a dormire all’aperto per timore di crolli.
La libertà individuale e lo Stato di diritto sono i fondamenti di ogni società aperta e prospera. Finché in Venezuela ci saranno persone detenute solo per le loro idee o per aver esercitato diritti fondamentali, non si potrà parlare di una vera transizione democratica”, ha dichiarato l’Istituto Milton Friedman.
“L’Istituto chiede l’immediato rilascio di Rocha, cittadino venezuelano di origini italiane, anche attraverso l’intervento del Governo italiano e della premier Giorgia Meloni.
Invitiamo la comunità internazionale, i governi democratici e le organizzazioni per i diritti umani a mantenere alta l’attenzione sul Venezuela e a pretendere la liberazione immediata e incondizionata di tutti i prigionieri politici, la rimozione delle misure restrittive arbitrarie e l’accesso alle cure mediche per i detenuti. Solo attraverso il pieno rispetto delle libertà fondamentali potrà aprirsi una stagione autentica di riconciliazione nazionale.”

Conclude l’Istituto Milton Friedman in una nota.

Nota della Redazione

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