Rocco Tiso(Euromò): “Rifondare l’Ue e cittadini protagonisti”
(ASI)L’Europa si trova davanti a una fase decisiva della propria storia. Competitività, sicurezza, transizione climatica e rivoluzione digitale impongono scelte che non possono più essere rinviate, mentre il rapporto con le grandi potenze mondiali rende sempre più evidente la necessità di una maggiore autonomia strategica e di una capacità europea di decidere con rapidità e visione.
È in questo scenario che il Movimento Culturale “Euromò”, attraverso la voce del suo portavoce nazionale Rocco Tiso, rilancia una riflessione sul futuro dell’Unione e sulla necessità di superare un modello istituzionale percepito come troppo lento, complesso e distante dai cittadini. Per Euromò, dopo settant’anni di integrazione europea, non bastano interventi parziali o correttivi: occorre guardare a una vera rifondazione dell’Unione, restituendo centralità ai cittadini europei e costruendo una nuova idea di comunità, più autorevole, democratica e capace di affrontare le sfide del presente. Dalla neutralità climatica alla transizione digitale, fino alla riforma dei processi decisionali europei, Rocco Tiso indica una direzione precisa: meno fumus, più coerenza e un’Europa finalmente protagonista del proprio futuro.
Rocco Tiso, Ursula von der Leyen è recentemente intervenuta a Strasburgo e ha parlato del futuro dell’Europa. Come giudica le sue parole? "È evidente che l’Unione Europea sconta oggi una letale asimmetria competitiva, con un deficit commerciale con la Cina che ha raggiunto un miliardo di euro al giorno. Ma l’indipendenza strategica non può essere soltanto uno scudo militare o una risposta alle ingerenze esterne. Deve significare capacità di decidere, produrre, innovare e tutelare i cittadini. In tal senso, noi di Euromò crediamo che l’Europa debba compiere questa evoluzione senza ulteriori giri e senza rinviare ancora il problema".
Tra le grandi sfide europee ci sono la transizione climatica e quella digitale. Partiamo dal clima: quale strada? "L’estate della verità, segnata da eventi climatici estremi, ci consegna un continente nel quale la neutralità climatica non può essere considerata un vezzo ideologico, ma un imperativo di sopravvivenza. Le due grandi transizioni del nostro decennio devono essere affrontate con realismo. La neutralità deve accompagnarsi a investimenti, innovazione e sicurezza energetica. Non possiamo continuare a raccontare l’Europa attraverso parole ricacciate con la solita sinfonia, mentre i cittadini rischiano di diventare bersagli ignari di decisioni che non comprendono".
E sul fronte della transizione digitale? "Anche qui servono meno dichiarazioni e più concretezza. L’Europa deve essere protagonista della rivoluzione digitale, dell’intelligenza artificiale e dell’innovazione, senza trasformare la tecnologia in una nuova forma di dipendenza. La transizione digitale deve creare opportunità, lavoro, competenze e sovranità tecnologica. Dopo settant’anni di giri e rigiri, il cittadino europeo ha bisogno di risultati comprensibili, non di nuove montagne di scartoffie".
Euromò parla di “Rifondazione dell’Ue” e di cittadini europei protagonisti. Cosa significa concretamente? "Significa prendere atto che, dopo settant’anni di giri e rigiri, per rifare l’Europa non servono molti ingredienti, ma piccole dosi di realtà: meno burocrazia, più coerenza e meno distanza dalle reali istanze dei cittadini. Euromò prende le distanze da un’Europa elefantiaca, lenta, ingessata, dominata dai veti e dalla regola dell’unanimità, che troppo spesso finisce per paralizzare le decisioni. L’Europa non può continuare a chiedere tempo mentre il mondo corre. Serve una vera rifondazione, capace di restituire centralità ai cittadini europei e di trasformarli da spettatori a protagonisti. Non altre pezze calde, dunque, ma una nuova idea di Unione Europea: più democratica, autorevole, concreta e finalmente capace di decidere e costruire insieme il proprio destino".
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