(ASI)Il presidente della Bolivia, Rodrigo Paz, ha dichiarato oggi, sabato 20 giugno, lo stato di emergenza nel paese dopo sette settimane di blocchi e proteste nel Paese.
Attraverso il popolare social X il primo mandatario ha spiegato che il provvedimento “non ha lo scopo di sconvolgere la normalità, ma di ripristinarla”, sottolineando come le prolungate chiusure stradali abbiano compromesso il normale funzionamento del Paese.
“I boliviani non possono continuare a essere ostaggi di blocchi che impediscono loro di lavorare, studiare, ricevere cure mediche, procurarsi beni di prima necessità e provvedere alle proprie famiglie”, ha affermato, ribadendo che il paese indiolatino “ha bisogno di riaprire le strade, garantire i rifornimenti e tornare alla normalità”, aprendo al dialogo con la popolazione perché “le porte del governo rimarranno aperte a coloro che desiderano dialogare in buona fede”.
Analogamente, in un messaggio alla nazione, ha avvertito “coloro che persistono nel bloccare, distruggere, attaccare, intimidire o sfidare l'ordine costituzionale dovranno affrontare le conseguenze legali delle loro azioni”.
Paz ha quindi sottolineato che “la piena forza della legge e tutti i poteri legittimi che la Costituzione e la democrazia conferiscono allo Stato per proteggere i suoi cittadini saranno applicati a coloro che ricorrono alla violenza”.
Nello specifico lo stato di emergenza prevede il coprifuoco in aree specifiche e può anche limitare la vendita e il consumo di alcolici, nonché i servizi bancari nelle zone interessate da blocchi o violenze.I diritti costituzionali rimarranno in vigore e le attività commerciali potranno continuare a operare normalmente.Le Forze Armate forniranno supporto alla Polizia per ripristinare l'ordine pubblico.
Fabrizio Di Ernesto - Agenzia Stampa Italia



