Venezuela condanna tentativi intervento militare dell’ex presidente colombiano Uribe

(ASI) Ancora uno scontro diplomatico tra Caracas e Bogotà. Il governo venezuelano ha infatti condannato l'appello lanciato dall'ex presidente colombiano Alvaro Uribe per un possibile un intervento militare in Venezuela, il cui scopo è minacciare la pace e la stabilità della nazione bolivariana; appello già respinto anche dalle autorità di Bogotà.

Attraverso un messaggio postato sui social, la vicepresidente esecutiva, Delcy Rodríguez, e il ministro degli Esteri, Yván Gil, hanno denunciato che “il narco-paramilitarismo di Uribe ha fatto sprofondare la nostra sorella Colombia in una violenza senza precedenti e ha sconvolto il sistema politico a causa delle relazioni con la droga ed ora cerca di minacciare la pace e la tranquillità del Venezuela”.

“Il Venezuela, unito nella sua nazionalità, non permetterà mai che tali criminali si approprino della volontà del popolo o occupino gli spazi politici che dovrebbero essere al servizio della democrazia, della pace e dello sviluppo”, afferma il messaggio.

Da parte sua, anche il generale in capo Vladimir Padrino, a nome delle Forze armate nazionali bolivariane (Fanb), ha respinto le dichiarazioni di Álvaro Uribe. “La Fanb, nel rigoroso rispetto delle funzioni assegnategli dalla Costituzione, di garantire l’indipendenza e la sovranità della Nazione e di assicurare l’integrità dello spazio geografico; esprime il suo più fermo e categorico rifiuto alle perfide dichiarazioni di Álvaro Uribe Vélez, nelle quali il personaggio, alleato del narco-paramilitarismo colombiano, ha osato chiedere un intervento militare internazionale per rovesciare il legittimo governo del cittadino Nicolás Maduro”.

Sabato scorso, l'ex presidente colombiano ha invocato un intervento militare internazionale contro il Venezuela e il presidente Maduro, durante una protesta tenutasi nella città di Cúcuta, al confine con il Venezuela, a sostegno dell'ex candidato di estrema destra Edmundo González e María Corina Machado. Le sue dichiarazioni hanno provocato lo sdegno non solo in Venezuela, ma anche nello stesso governo colombiano; il presidente Petro, ha definito la proposta irresponsabile perché spinge i giovani di entrambe le nazioni a confrontarsi.

 

Fabrizio Di Ernesto - Agenzia Stampa Italia

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