Argentina, Milei pronto a privatizzare le poste

(ASI) Continuano le politiche lacrime e sangue del presidente argentino ultraliberista Javier Milei.

A finire nel mirino delle privatizzazioni ipotizzate dal Capo dello Stato questa volta sono le poste.

Ad annunciare la deregolamentazione del settore il portavoce presidenziale, Manuel Adorni, a dare l'annuncio, attraverso i social network. “Il Governo ha deciso di liberalizzare il servizio postale. Con questa misura otterremo più concorrenza, più digitalizzazione e più sicurezza nel settore postale. Dio benedica la Repubblica Argentina” il messaggio del collaboratore di Milei.

Subito dopo il Ministero della Deregolamentazione e della Trasformazione dello Stato, presieduto da Federico Sturzenegger, ha fornito i dettagli della misura promossa da Milei, che intende privatizzare le Poste argentine senza l'approvazione del parlamento Congresso.

Nelle intenzioni dell’esecutivo per poter operare nel settore postale le imprese dovranno registrarsi presso l'autorità richiedente in modo semplice, elettronico, gratuito e dichiarativo. La registrazione verrà effettuata una sola volta all'inizio dell'attività e potranno iniziare automaticamente le proprie attività dopo 5 giorni dalla data della tua registrazione, specificato una nota ufficiale del ministero.

Di fatto con questa decisione si eliminano tutte le tracce del predominio postale e le esclusive concesse alle aziende postali statali per quanto riguarda l'invio di documenti, lettere, telegrammi e pacchi fino a 50 chili, aprendo, secondo il governo, la concorrenza e facilitando l'accesso ad altri operatori.

La questione apre però problemi giuridico-istituzionali, Correo argentino, il servizio postale del paese indiolatino, è infatti fondamentale nel trasporto delle urne elettorali e dei dati di voto. Con le migliaia di licenziamenti e pensionamenti volontari prodotti dalle Poste argentine, il suo funzionamento per le prossime elezioni (legislative nell'ottobre 2025) è in dubbio. "Se le elezioni si tenessero oggi, non si potrebbero tenere, perché le Poste rappresentano il 70% del processo e tutte le persone più esperte se ne sono andate” fanno sapere dalla società.

La legge stabilisce espressamente che sia l'Ufficio Postale Ufficiale, cioè l'azienda di punta, a dover effettuare tutte le operazioni nelle votazioni nazionali. L’eventuale scomparsa o privatizzazione del Correo Argentino sarebbe in contrasto con tale norma.

 

Fabrizio Di Ernesto - Agenzia Stampa Italia

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