Maggioranza divisa sulla sicurezza: militari in strada e visioni divergenti tra Lega e Fratelli d’Italia

(ASI) - Con una crescente tensione interna, la maggioranza di governo è tornata ad affrontare il tema della sicurezza urbana e dell’impiego dei militari nelle strade italiane. Il nuovo pacchetto di misure che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha deciso di rilanciare attraverso un secondo decreto sicurezza in preparazione per uno dei prossimi Consigli dei ministri, ha dato luogo a nette divisioni nella maggioranza.

Nel recente contesto di cronaca, in cui sono avvenuti fatti sconvolgenti come l’omicidio del giovane capotreno a Bologna e le ripetute aggressioni alla stazione Termini di Roma, la percezione dell’opinione pubblica sulla sicurezza urbana è piuttosto preoccupante e obiettivo del governo è rafforzare il presidio delle aree considerate più sensibili, con interventi diretti, maggiore presenza delleforze dell’ordine anche con l’utilizzo di militari.

All’interno della coalizione di centrodestra il confronto è tuttavia diventato netto: la Lega sostiene con forza l’aumento della presenza militare al fine di massimizzare l’effetto deterrente dei soldati nelle aree urbane e per riportare la percezione di una sicurezza reale e tangibile. La Lega richiama l’esperienza storica del 2008 (operazione “Strade Sicure”) sottolineando tuttavia che il contingente militare, fu estremamente ridotto nel corso degli anni successivi e dal susseguirsi dei governi, e soltanto recentemente reintrodotto grazie alla Lega stessa.

Di diverso avviso invece, Fratelli d’Italia che pone limiti ben definiti all’utilizzo dei militari. Il capogruppo di FdI al Senato Lucio Malan, ha ribadito che «i soldati devono fare i soldati» e che la priorità dovrebbe essere un potenziamento delle forze dell’ordine tradizionali nelle città e nelle stazioni, in quanto i militari non hanno competenze operative specifiche che possono essere definite equivalenti a quelle degli agenti di Polizia di Stato e Carabinieri.

Forza Italia, punta invece su un complessivo rafforzamento di tutte le forze in divisa coinvolte nelle operazioni e sulle risorse destinate alla sicurezza. Allo stesso tempo, l’opposizione di centrosinistra ha chiesto un maggiore impegno su organici delle forze dell’ordine e sui presìdi stabili nei punti più critici delle città, richiamando l’attenzione su politiche di rigenerazione urbana e sicurezza integrata piuttosto che sulla mera presenza militare.

Il rilancio del decreto sicurezza da parte della presidente Meloni ha aperto dunque nuovi interrogativi non solo sulla linea politica del governo, ma anche dubbi sulla coesione di una coalizione che deve conciliare molteplici visioni sul come affrontare fenomeni di criminalità nelle città italiane.

Carlo Armanni - Agenzia Stampa Italia

Foto AI Sora su input Carlo Armanni 

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