Bruxelles guarda con speranza al Sol Levante

(ASI) Bruxelles – Nel contesto di una guerra che sembra non abbandonare mai le porte dell’Europa, diventa fondamentale per l’Unione cercare nuove alleanze, intessere relazioni commerciali valide, reperire materie prime alternative a quelle di Mosca e Pechino.

Lo scorso 13 luglio la capitale belga ha ospitato il 29° vertice Ue-Giappone, cui hanno partecipato i numeri uno europei e nipponici. I presidenti del Consiglio e della Commissione, Charles Michel e Ursula von der Leyen, hanno avuto l’opportunità di confrontarsi su molteplici temi con il Primo ministro giapponese, Fumio Kishida.

Il paese del Sol Levante ha, innanzitutto, confermato la propria opposizione all’atteggiamento aggressivo della Federazione russa. Il documento ufficiale diramato al termine dell’incontro, ricorrendo a un linguaggio tipicamente occidentale, condanna fermamente il conflitto in corso.

I partecipanti hanno esortato il Cremlino a ritirarsi “immediatamente, completamente e incondizionatamente” dall’Ucraina. Hanno ribadito di voler continuare a sostenere Kyiv dal punto di vista diplomatico e finanziario “per tutto il tempo necessario”, in vista della futura ricostruzione.

Non è stata esclusa l’imposizione di ulteriori sanzioni, che peraltro Tokyo ha finora applicato pur non essendo membro Ue. A ciò si è aggiunto il biasimo della retorica nucleare di Putin, definita “inammissibile”. Preoccupazione è stata espressa per le condizioni in cui versa la centrale di Zaporizhzhia: il pericolo di un incidente dalla portata gravissima è sempre più concreto. I partecipanti hanno deplorato, altresì, il dispiegamento di armi nucleari in Bielorussia. Il regime di Lukashenko, lo ricordiamo, è già sottoposto a pesanti sanzioni europee.

Bruxelles e Tokyo si ritrovano in sintonia anche per quanto riguarda la questione cinese. I numeri uno hanno reiterato l’importanza di intrattenere con il paese del dragone “relazioni costruttive e stabili”, senza con ciò chiudere gli occhi sul rispetto del diritto internazionale.

D’altronde, è ancora consistente la dipendenza dalle materie prime critiche cinesi. Nel contempo, tuttavia, sono molteplici gli attriti con il governo di Xi Jinping. Si va dall’accusa di nutrire pratiche commerciali scorrette al nervosismo per l’ambiguità nei confronti della guerra di Putin, fino all’insofferenza per l’assertività di Pechino ai danni di Taiwan. L’isola è al centro dell’annosa contesa fra Washington e Pechino, ma i suoi preziosissimi semiconduttori fanno gola pure al Vecchio Continente e al Giappone.

Dinanzi alle sfide di un ordine globale in perpetuo subbuglio, nel corso del vertice le parti hanno concordato di rafforzare la cooperazione sulla sicurezza, sia essa militare, marittima, informatica o nucleare. Rimembrando gli orrori di Hiroshima e Nagasaki, da Bruxelles è risuonato intenso il richiamo a mantenere operativi tutti i trattati in materia di disarmo e non proliferazione.

Alla “profonda preoccupazione” espressa circa la decisione del Cremlino di sospendere il Trattato New Start, si è unito l’impegno congiunto a impedire che l’Iran possa sviluppare un arsenale nucleare. Teheran, inoltre, è stata diffidata dal “trasferire armi avanzate ad attori statali e non statali”. Difficile non cogliere un riferimento alla vendita di droni a Putin. Una pratica, questa, che aggrava le sofferenze inflitte alla popolazione civile ucraina e che sta costando alla classe dirigente iraniana la continua imposizione di sanzioni europee.

Spazio anche al consolidamento dei rapporti finanziari e commerciali. Secondo i dati dell’Ue, da quando nel 2019 Bruxelles e Tokyo hanno sottoscritto l’accordo di partenariato economico gli scambi di merci sono aumentati del 20%, mentre quelli dell’agroalimentare del 34%. “Solo lo scorso anno, il commercio tra Giappone e Ue è aumentato di oltre il 13%”, ha notato con soddisfazione il presidente del Consiglio, Michel.

Le parti hanno, dunque, pattuito di rinsaldare ulteriormente l’accordo. Grazie alla semplificazione delle procedure di importazione ed esportazione, i prodotti agroalimentari europei potranno essere venduti più facilmente nel Sol Levante. Il Giappone riconoscerà alcune indicazioni geografiche, in modo da tutelare da dannose contraffazioni i prodotti del Vecchio Continente.

Bruxelles, dal canto suo, revocherà le restrizioni ai prodotti alimentari provenienti dalle zone circostanti la centrale nucleare di Fukushima, colpita oltre dieci anni fa da un devastante terremoto. Data la sensibilità della questione, l’Unione si è affrettata a precisare che la decisione è basata su “prove scientifiche” che attesterebbero i “costanti progressi dei lavori di disattivazione della centrale”. Progressi certificati pochi giorni fa dagli esperti dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica.

Relativamente all’ambito imprenditoriale, presto le imprese europee potranno partecipare alle gare per gli appalti pubblici nipponici. Le associazioni di categoria si incontreranno con maggior frequenza all’interno di forum appositamente organizzati per favorire lo sviluppo vicendevole delle imprese.

Ma c’è di più. Le due parti hanno convenuto di collaborare attivamente al fine di ridurre in maniera significativa la dipendenza da fonti energetiche e materie prime essenziali esterne. La diversificazione degli approvvigionamenti aiuterà a preservare le scorte evitando spiacevoli asservimenti nei confronti di fornitori assai controversi, Russia e Cina in primis.

Alla luce di ciò, è molto importante la firma del memorandum sui semiconduttori. Per non rimanere schiacciate dal braccio di ferro Stati Uniti-Cina sulla roccaforte Taiwan, Bruxelles e Tokyo lanceranno una “cooperazione approfondita”. Sarà rafforzata, in sostanza, la collaborazione su diversi fronti quali la garanzia di un approvvigionamento sicuro e costante, la trasparenza sui finanziamenti reciproci alle imprese del settore, la ricerca e lo sviluppo congiunto di questi componenti indispensabili. Parola chiave: agire il più possibile insieme, in qualità di alleati.

Le discussioni si sono concentrate, infine, sul contrasto agli effetti devastanti dei cambiamenti climatici e sulla transizione verde. In particolare, le parti hanno deciso di potenziare il memorandum sull’idrogeno siglato l’anno scorso, allo scopo di migliorare la ricerca, produzione e commercializzazione di idrogeno a basse emissioni di carbonio. Bruxelles e Tokyo si sono impegnate ad azzerare le emissioni di CO2 entro il 2050, mantenere l’innalzamento globale della temperatura al di sotto di 1.5°C, eliminare l’inquinamento da plastica da qui al 2040.

Nella conferenza stampa finale, la presidente della Commissione ha parlato di un “vertice eccellente”. Ursula von der Leyen ha plaudito alla notizia del memorandum sui semiconduttori, interpretandola come una mossa strategica mirata ad affrancarsi dal giogo cinese.

“Il Giappone e l'Unione europea condividono un legame autentico di cui andiamo orgogliosi. Siamo alleati affidabili. Siamo amici affidabili” ha dichiarato, dal canto suo, Charles Michel. A suo parere, la cooperazione “forte e costruttiva” con Tokyo si fonda su valori condivisi irrinunciabili quali la democrazia, lo stato di diritto, il dialogo pacifico e multilaterale.

Marco Sollevanti – Agenzia Stampa Italia

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