Ungheria, doccia fredda per Orbán: l’Europa chiude il rubinetto dei finanziamenti. La coalizione di governo italiana si divide

(ASI) Strasburgo – Colpo di scena nelle tumultuose relazioni fra l’esecutivo magiaro guidato da Viktor Orbán e le istituzioni comunitarie. L’Unione europea bloccherà il 65% delle sovvenzioni destinate alle casse statali di Budapest nell’ambito della politica di coesione. Sospeso anche il via libera al Piano nazionale di ripresa e resilienza ungherese, unico caso fra tutti gli altri Stati membri.

La clamorosa decisione è arrivata il 24 novembre attraverso una risoluzione approvata a larga maggioranza dal Parlamento europeo riunito a Strasburgo. A fondamento della delibera vi è l’applicazione del cosiddetto “regolamento sulla condizionalità”. Si tratta del meccanismo che lega l’erogazione di fondi comunitari al rispetto da parte del paese beneficiario dei principi democratici e dello stato di diritto.

Secondo il testo ufficiale della risoluzione le politiche portate avanti dal presidente Orbán stanno minando in maniera grave la democrazia, rischiano di “compromettere la sana gestione finanziaria del bilancio dell'Unione” e ne indeboliscono “la tutela degli interessi finanziari”. Sussiste, in altri termini, un “rischio persistente e sistematico” per la tenuta dei conti comunitari.

Nel mirino degli eurodeputati le controverse misure proposte dal partito di maggioranza Fidesz e varate dal governo. Alle recenti elezioni di aprile Orbán è stato riconfermato in carica per la quarta volta consecutiva con la maggioranza schiacciante dei due terzi dei seggi nel Parlamento magiaro. Tuttavia, da tempo ormai la comunità internazionale ha messo sotto accusa la legislazione del presidente. Particolarmente osteggiate dall’opposizione interna e dagli organismi dell’Unione risultano le riforme della giustizia, del sistema elettorale, del mondo dell’informazione. Disposizioni, queste, ree di aver costituito un ordinamento corrotto, fin troppo dipendente dal potere dell’esecutivo e sbilanciato in suo favore.

Nell’occhio del ciclone sono finite, inoltre, le leggi in materia di protezione dei diritti umani fondamentali. Da sette anni i rapporti con l’Unione sono dominati dall’eterno contenzioso sul trattamento da riservare ai migranti che tentano di varcare i confini europei tramite la rotta balcanica. Ma il colpo di grazia è giunto nel 2021 con la dibattuta misura che paragona l’omosessualità al reato di pedofilia. In nome della protezione della salute fisica e mentale dei minorenni, i programmi di sensibilizzazione verso la comunità LGBTIQ sono stati cancellati dalle scuole. Tutti i film, le serie tv e gli spot pubblicitari a tema sono stati censurati. “Un provvedimento vergogna” lo ha definito senza mezzi termini la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

La risoluzione approvata cita varie sentenze della Corte di giustizia dell’Unione e risoluzioni precedenti che inchiodano Orbán. Lo scorso 15 settembre l’Assemblea di Strasburgo in sessione plenaria ha impiegato parole durissime, affermando come l’Ungheria non sia più una democrazia bensì “un’autocrazia elettorale”. Un sistema dove i meccanismi democratici sono mantenuti in vigore solo in apparenza e finiscono per essere gestiti, in realtà, in modo autoritario. In quell’occasione gli eurodeputati hanno anche accertato - per la prima volta nella storia - “l'esistenza di un evidente rischio di violazione grave dei valori su cui si fonda l'Unione”. Parallelamente hanno avviato una procedura finora inedita che potrebbe fortemente penalizzare Budapest togliendole il diritto di voto all’interno dei consessi decisionali comunitari.

A parere dell’Europarlamento ciascuno Stato, nel momento in cui aderisce all’Unione, sottoscrive al contempo il rispetto di principi fondanti come dignità umana, libertà, democrazia, uguaglianza, stato di diritto, diritti umani. La loro inosservanza, pertanto, “incide direttamente o rischia seriamente di compromettere la tenuta dell’Unione, ivi compresa la sua sana gestione finanziaria”.

La risoluzione condanna, in aggiunta, l’atteggiamento esibito dalle autorità ungheresi nei confronti della trattativa tesa che ormai da mesi si gioca sul via libera al Piano nazionale di ripresa e resilienza. L’Assemblea di Strasburgo incrimina Budapest di “abusare della regola dell'unanimità” e di ostacolare volutamente l’iter legislativo di mozioni cruciali al fine di “esercitare pressioni” per costringere la Commissione e il Consiglio a sbloccare i fondi comunitari. È il caso, ad esempio, del braccio di ferro sul nuovo sostanzioso pacchetto di aiuti economici europei all’Ucraina. Il provvedimento mirato ad aiutare Kyiv a fronteggiare i costi economici e umani della guerra è arenato da settimane a causa del freno tirato dall’Ungheria.

Mentre l’offensiva lanciata dal Cremlino prosegue a spron battuto, dunque, l’Europa si presenta tutt’altro che compatta. E se l’Unione insiste sulla promozione dei cardini democratici, Orbán si fa forte del mandato popolare e si dice intenzionato a non indietreggiare. Budapest potrebbe presto perdere ben 7,5 miliardi di fondi comunitari, ma il presidente ha già annunciato di voler continuare a difendere a ogni costo la cultura e le tradizioni dei connazionali.

Nel 2022 l’organizzazione indipendente World Justice Project ha collocato l’Ungheria all’ultimo posto fra i paesi europei nell’indice sull’attuazione dello stato di diritto. Finora, inoltre, Budapest ha perso tutti i contenziosi pendenti presso la Corte di giustizia dell’Unione europea. Ciononostante l’eurodeputato in quota Fidesz Tamás Deutsch stronca con fermezza l’approvazione della risoluzione: “La burocrazia di Bruxelles ha condotto per anni una guerra fredda a livello politico contro l'Ungheria sulla base di informazioni false. L'intera faccenda dello stato di diritto e del regolamento sulla condizionalità incarna solo un grossolano strumento di pressione politica”. Il collega Balázs Hidvégi rincara la dose. In merito al congelamento dei fondi, parla di “un attacco brutale contro l’Ungheria” e rivendica: “Ci stanno spogliando delle risorse che ci spettano legittimamente”.

La risoluzione è stata presentata dal Partito popolare europeo, dai Socialisti e Democratici, dai liberali di Renew Europe, dai Verdi, dagli eurodeputati del Movimento 5 Stelle ed è passata con 416 voti favorevoli, 124 contrari, 33 astenuti. Relativamente ai deputati italiani, non è passata inosservata la spaccatura fra gli alleati dell’attuale maggioranza di governo. Ad appoggiare il provvedimento solo la delegazione di Forza Italia, che peraltro è parte integrante del Partito popolare. Contrari, invece, i rappresentanti di Lega e Fratelli d’Italia, i quali non hanno mai nascosto simpatie verso la connotazione sovranista dei gabinetti presieduti da Orbán. La stessa Giorgia Meloni è stata in passato più volte ospite del Parlamento di Budapest. Alla notizia della sua elezione a Presidente del Consiglio, l’omologo magiaro è stato uno dei primi capi di governo a complimentarsi pubblicamente con lei.

Marco Sollevanti – Agenzia Stampa Italia

Tags

ASI precisa: la pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell'autore e/o dell'intervistato che ci ha fornito il contenuto. L'intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull'argomento trattato, il giornale ASI è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d'interpretazione

 
L'onestà intellettuale crea dibattito e stimola nelle persone l'approfondimento. Chi sostiene l'informazione libera, sostiene il pluralismo e la libertà di pensiero. La nostra missione è fare informazione a 360 gradi.

Se credi ed apprezzi la linea editoriale di questo giornale hai la possibilità di sostenerlo concretamente.
 

 

 

Ultimi articoli

​Radetzky il Feldmaresciallo "salvatore dell'Impero d'Austria" 

(ASI) Milano - Se l'Impero d’Austria riuscì a sopravvivere alla "Primavera dei Popoli" del 1848, gran parte del merito va attribuito al Feldmaresciallo Johann Josef Wenzel Graf Radetzky von Radetz, ...

Sociale, Tiso(Accademia IC): “Povertà educativa fenomeno preoccupante”

(ASI) “La povertà non è soltanto mancanza di denaro. Esiste una forma più silenziosa e meno visibile, ma altrettanto grave: la povertà educativa.

"Attuare la Costituzione" Presentato alla Feltrinelli il nuovo libro dell’ex sindaco di Napoli Luigi de Magistris. In dialogo con l’autore lo scrittore Maurizio De Giovanni

"Attuare la Costituzione" Presentato alla Feltrinelli il nuovo libro dell’ex sindaco di Napoli Luigi de Magistris. In dialogo con l’autore lo scrittore Maurizio De Giovanni

Attacco Usa all'Iran, Fiore(FN): nessuno vuole combattere per Israele

(ASI) "Nessuno vuole combattere per Israele ": il grido del veterano americano nel corso di una seduta del Senato degli Stati Uniti, risuona in tutto il mondo. Risuona in Europa dove ...

Ecuador, presidente Noboa accusato di allineamento con Trump dopo rottura rapporti con Cuba

(ASI) È polemica in Ecuador dopo che il presidente Daniel Noboa ha deciso di rompere i rapporti diplomatici con Cuba dichiarando l’ambasciatore dell’isola caraibica “persona non gradita” ed espellendo ...

Iran, Ricciardi (M5S): la vostra complicità ci espone 

(ASI) Allo scoppio della guerra negli altri Paesi ci sono stati Macron, Sanchez, Starmer. Noi abbiamo Tajani che dice: “noi abbiamo la posizione dell’Unione Europea” e poi a domande ...

Giorlandino: “Sanità e innovazione al centro della manifestazione del 14 marzo al Teatro Brancaccio”

(ASI) Il prossimo 14 marzo il Teatro Brancaccio di Roma ospiterà un’importante manifestazione promossa da Maria Stella Giorlandino, presidente dell’UAP – Unione Nazionale Ambulatori e Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata.

Trasporti; Trancassini (FdI): Firema nel perimetro Fs scelta strategica per industria e lavoro

(ASI) Roma,   "L'ingresso di Firema nel perimetro di Ferrovie dello Stato Italiane rappresenta una scelta strategica che rafforza in modo concreto la filiera ferroviaria italiana e mette in ...

SOS di cinquecento italiani, bloccati su una nave di crociera, sotto i bombardamenti, a Dubai

(ASI) Arriva, disperato, l’appello di 543 italiani ospiti sulla nave da crociera, MSC Euribia, ferma, dal 28 febbraio, nel porto di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, da prima che si scatenasse ...

Lavoro, Calderone: "Disoccupazione ai minimi storici al 5,1%"

(ASI) Roma,  - "I dati odierni di ISTAT descrivono un mercato del lavoro in una fase che resta positiva. E questo non è mai scontato, soprattutto dopo anni di ...